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Noah Okafor MilanGetty

Okafor e il Milan: "Siamo in contatto da 9 mesi, voglio vincere lo Scudetto"

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Tra i volti nuovi di casa Milan c'è sicuramente quello di Noah Okafor, l'attaccante che i rossoneri hanno strappato al Salisburgo versando 14 milioni di euro nelle casse degli austriaci.

Il classe 2000 ha parlato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport parlando degli obiettivi da raggiungere insieme al Diavolo in vista della prossima stagione.

  • OBIETTIVO SCUDETTO

    "Abbiamo una squadra forte e io spero di vincere la Serie A subito. Per farlo serve sempre energia, a volte si perdono delle partite ma dalle sconfitte si impara. E poi io odio perdere".

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  • I PRIMI CONTATTI COL MILAN

    "In autunno ho giocato contro il Milan in Champions e da allora siamo rimasti in contatto. E’ chiaro che avevo altre offerte ma per me è stato sempre tutto chiaro. I tifosi, lo stadio di San Siro, tutto: è un nuovo passo per la mia crescita. Il Milan è rimasto in contatto con me per 6-9 mesi, contatti che nelle ultime due settimane sono diventati più intensi. Hanno visto che stavo bene, poi tutto è stato fatto in tre-quattro giorni e... eccomi qui".

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  • IL FEELING CON LEAO

    "Io e Rafa siamo come gemelli: entrambi dribbliamo molto bene, siamo giovani, abbiamo lo stesso humor. Ci siamo parlati per la prima volta dopo una partita tra Svizzera e Portogallo, poi ci siamo scambiati messaggi dopo la doppia sfida in Champions e siamo stati avversari anche al Mondiale. Abbiamo un bel rapporto, non vedo l’ora di giocare con lui".

  • LA SCELTA DEL NUMERO 17

    "Il 7 è il mio numero preferito, infatti a Salisburgo avevo il 77. Qui il 7 era preso da Adli, allora ho scelto il 17, che è il vecchio numero di Rafa. Mi piace".

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  • GLI IDOLI ROSSONERI

    "Il Milan è un grandissimo club, con una grande storia. Ha avuto molte stelle, grandi giocatori ma anche ora siamo molto forti, giovani, affamati. Se devo scegliere, dico Ronaldinho, Kakà e Gullit".

  • IL RUOLO

    "Posso giocare a sinistra, a destra e da attaccante al centro. Sono flessibile. Devo adattarmi a un nuovo Paese, con una nuova tattica e nuove squadre ma ci sono già passato con il Salisburgo. Cerco di essere aperto con i compagni e lo staff, sono davvero felice di essere qui".

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