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Dzeko Galles BosniaGetty Images

Non solo Dzeko e il gioiello Alajbegovic: fisicità, equilibrio e transizioni, come gioca la Bosnia

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Un ultimo ostacolo da superare, quello che separa l'Italia da un ritorno ai Mondiali atteso da dodici anni.

La Nazionale azzurra affronterà la Bosnia-Erzegovina nella finale dei playoff che mettono in palio uno degli ultimi pass per il Campionato del Mondo.

Dopo aver battuto l'Irlanda del Nord a Bergamo, grazie alle reti nel secondo tempo di Tonali e Kean, Gattuso e i suoi uomini si giocheranno il tutto per tutto a Zenica, uno stadio piccolo ma che per l'occasione si trasformerà in un'autentica bolgia.

Lo svantaggio di contendersi la qualificazione in trasferta potrebbe essere compensato dalla maggior fatica fatta dai bosniaci giovedì scorso in Galles, che dopo essere andati a un passo dall'eliminazione ed essere riusciti a pareggiare all'86' grazie al solito ed eterno Dzeko, hanno avuto bisogno di spingersi fino ai calci di rigore per avere la meglio.

La Bosnia-Erzegovina, proprio come l'Italia, punta a tornare a giocare un Mondiale dopo dodici anni e lo farebbe per la seconda volta nel corso della sua giovane storia.

Una rappresentativa che forse, rispetto a qualche tempo fa, ha qualcosa in meno dal punto di vista delle individualità, ma che è in grande fiducia (non perde da settembre) e che è anche andata a un soffio dalla qualificazione diretta.

Un avversario, dunque, assolutamente da non sottovalutare e certamente di rango superiore rispetto all'Irlanda del Nord.

  • Wales Bosnia James KolasinacGetty

    DIFESA A TRE O A QUATTRO

    Quella guidata da Sergej Barbarez è una Nazionale che fa della fisicità una delle sue armi migliori.

    Fisicità unita a quell'organizzazione tattica che poi le consente anche di lasciare il gioco in mano agli avversari, per poi lanciarsi in transizioni molto rapide.

    La Bosnia-Erzegovina, a seconda dell'avversario e del tipo di partita, si sistema indifferentemente con una difesa a tre o a quattro, nella quale l'elemento di equilibrio è Kolasinac.

    Contro il Galles si è schierata con un 4-4-2 nel quale Dedic è stato l'esterno di destra chiamato a spingere (interessante potrebbe essere eventualmente il suo duello con Dimarco), mentre proprio Kolasinac è stato il terzino destro chiamato poi a stringere per un passaggio a una difesa a tre in fase di non possesso.

    I due centrali difensivi sono Katic e Muharemovic, due elementi che spesso risultano dominanti nel gioco aereo, ma che anche nelle ultime uscite hanno dimostrato di poter essere messi in difficoltà in situazioni di campo aperto.

    All'Italia, dunque, il compito di muovere con rapidità il pallone tra le linee, per poi cercare gli inserimenti in velocità dei suoi attaccanti.

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  • L'EQUILIBRIO GARANTITO DA SUNJIC E TAHIROVIC

    In mediana sono solitamente due gli elementi intoccabili per Barbarez: Ivan Sunjic e l'ex romanista Benjamin Tahirovic. Due giocatori che non fanno della fantasia la loro primaria peculiarità, ma che garantiscono, con il loro lavoro, tanto equilibrio alla squadra. Anche se l'ex romanista dovrebbe partire dalla panchina contro l'Italia.

    La Bosnia, in generale, non è una squadra che cerca il possesso: anzi, preferisce la verticalità per mettere in difficoltà gli avversari.

    Difesa bassa, dunque, e ripartenza, con Sunjic chiamato a fare da frangiflutti davanti alla difesa.

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  • Kerim AlajbegovicGetty Images

    IL FATTORE ALAJBEGOVIC

    Tra gli uomini di punta della Bosnia-Erzegovina, anche uno dei più interessanti talenti del calcio europeo e non solo: Kerim Alajbegovic.

    Ha solo 18 anni, milita in quella straordinaria fucina di talenti che è il Salisburgo ma presto tornerà al Bayer Leverkusen. Ed ha già attirato l'interesse di alcuni tra i più grandi club del Vecchio Continente.

    Resta da capire se Barbarez, in una sfida decisiva come quella contro l'Italia, deciderà di schierarlo dal 1': più probabile un inserimento a gara in corso dalla panchina. Quello che è certo è che Alajbegovic ha le qualità tecniche per spaccare la partita.

    Chiedere per conferma al Galles che, a Cardiff, dopo il suo ingresso in campo al 62', non è riuscito mai a contenerlo. Lui, che della sua Nazionale è stato il più giovane esordiente ed anche il più giovane marcatore, è dotato di qualità fuori dal comune che si traducono in velocità, dribbling ed anche precisione dei passaggi.

    Alajbegovic predilige partire largo a sinistra per poi accentrarsi e cercare il tiro, ma può essere schierato anche sull'out opposto o dietro le punte.

    Contro il Galles ha sfornato, da calcio d'angolo, l'assist per l'1-1 e poi, nella lotteria finale dei calci di rigore, si è preso la responsabilità di calciare per ultimo.

  • DZEKO IL FARO DELLA BOSNIA

    Quando si pensa alla Bosnia-Erzegovina, il primo nome che viene in mente non può non essere quello di Edin Dzeko.

    I suoi numeri in Nazionale parlano chiaro: 147 presenze (primato assoluto) e 73 goal (altro primato).

    Dzeko ha già varcato la soglia dei 40 anni e fino a gennaio ha vestito la maglia della Fiorentina senza lasciare grandi tracce del suo passaggio. Nella sua ultima esperienza italiana, per la prima volta in carriera, non è riuscito a trovare la via della rete in campionato, sembrando spesso non più in condizione di reggere certi ritmi.

    Un bomber, tra i migliori della sua generazione, che in viola sembrava aver intrapreso il viale del tramonto, ma che si è rilanciato in Germania, così come dimostrato dai 6 goal segnati in 8 partite di 2. Bundesliga con la maglia dello Schalke 04 e dal minutaggio sempre maggiore garantitogli.

    Rispetto a quello visto a Firenze, Dzeko è un giocatore diverso dal punto di vista della condizione. E non poteva che essere lui a siglare contro il Galles il goal che è valso l'1-1 dei 90' regolamentari.

    Suo partner d'attacco è Ermedin Demirovic, altro giocatore dotato di grande fisico ed esperienza, con il quale compone una coppia forte ed affiatata.

    Se dei due Dzeko è colui chiamato a proteggere la palla, a far salire la squadra e ad agire come una sorta di 'play' offensivo, Demirovic è il giocatore che garantisce corsa, dinamismo, che apre spazi e attacca la profondità.

    La Bosnia-Erzegovina è dunque una squadra completa, composta da molti giocatori che militano nei migliori campionati europei, molti dei quali molto strutturati fisicamente, ed è anche questo che rende la squadra di Barbarez temibile sui calci da fermo.

    Una Nazionale che gioca un calcio efficace, che non si arrende mai e che ha le armi giuste per mettere in difficoltà chiunque.

    Anche per questi motivi l'Italia dovrà mettere in campo la sua miglior versione ed essere più forte della pressione e dell'ambiente che troverà: una prestazione come quella contro l'Irlanda del Nord potrebbe non bastare.

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