Alla fine sono spuntati gli uomini meno attesi. Nico Gonzalez prima, Dusan Vlahovic poi: loro due hanno levato la Juventus dall'incubo di un pareggio casalingo contro l'Udinese, loro due hanno fatto tirare un sospiro di sollievo all'Allianz Stadium.
Dopo lo 0-0 del primo tempo, con la Juve comunque sempre in controllo e praticamente mai a rischio sorprese, l'argentino ha aperto il tabellino nella ripresa. E il 2-0 finale lo ha segnato il serbo, che di nuovo è partito dalla panchina riuscendo questa volta a lasciare il segno dopo il proprio ingresso in campo.

Ciò significa, in sostanza, che la Juventus è quasi in Champions League. Dovrà vedersela all'ultima giornata con un Venezia disperatamente a caccia di una vittoria per sognare la salvezza, ma avrà l'intero destino europeo nelle proprie mani. In sostanza: se i bianconeri vinceranno al Penzo saranno certi di chiudere al quarto posto, indipendentemente dai contemporanei risultati della Roma e della Lazio.
È dunque ironico, forse, che proprio Gonzalez e Vlahovic abbiano regalato un primo pezzo di Champions alla Juventus. Loro due, che hanno trascorso una stagione così tormentata. Loro due, divenuti simboli di ciò che non ha funzionato. Una sorta di legge del contrappasso come tante se ne vedono nel mondo del pallone.
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