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Nico Gonzalez Vlahovic Juventus UdineseGetty Images

Nico Gonzalez-Vlahovic, il riscatto nel momento topico: hanno regalato un pezzo di Champions League alla Juventus

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Alla fine sono spuntati gli uomini meno attesi. Nico Gonzalez prima, Dusan Vlahovic poi: loro due hanno levato la Juventus dall'incubo di un pareggio casalingo contro l'Udinese, loro due hanno fatto tirare un sospiro di sollievo all'Allianz Stadium.

Dopo lo 0-0 del primo tempo, con la Juve comunque sempre in controllo e praticamente mai a rischio sorprese, l'argentino ha aperto il tabellino nella ripresa. E il 2-0 finale lo ha segnato il serbo, che di nuovo è partito dalla panchina riuscendo questa volta a lasciare il segno dopo il proprio ingresso in campo.


Ciò significa, in sostanza, che la Juventus è quasi in Champions League. Dovrà vedersela all'ultima giornata con un Venezia disperatamente a caccia di una vittoria per sognare la salvezza, ma avrà l'intero destino europeo nelle proprie mani. In sostanza: se i bianconeri vinceranno al Penzo saranno certi di chiudere al quarto posto, indipendentemente dai contemporanei risultati della Roma e della Lazio.

È dunque ironico, forse, che proprio Gonzalez e Vlahovic abbiano regalato un primo pezzo di Champions alla Juventus. Loro due, che hanno trascorso una stagione così tormentata. Loro due, divenuti simboli di ciò che non ha funzionato. Una sorta di legge del contrappasso come tante se ne vedono nel mondo del pallone.

  • NICO, FINALMENTE

    Nico Gonzalez ne ha passate di tutti i colori. Specialmente dal punto di vista fisico. L'infortunio di Lipsia, quello che lo ha tolto dal campo dopo pochi minuti in Germania e dalla disponibilità di Thiago Motta per settimane e settimane, ne ha inevitabilmente condizionato la stagione e il rendimento.

    Il resto ce lo ha messo lui, incapace di trovare continuità e di ripetere le prestazioni di Firenze, quelle per cui la Juve in estate aveva deciso di sborsare 33 milioni di euro tra prestito e obbligo di riscatto. Nico è tornato tardi, ha fatto il trequartista centrale, ha messo in mostra qualche guizzo, poi è tornato nei ranghi. Un'annata no, semplicemente. Ma il tempo per rimediare, volendo, si trova sempre.

    L'argentino gode della fiducia di Tudor, che da quando è tornato a Torino non ha mai fatto a meno di lui. Sia come esterno a tutta fascia che come trequartista nei due alle spalle della prima punta. A dimostrazione che la disponibilità in più ruoli, quella no, non è mai mancata.

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  • IL RISCATTO DI VLAHOVIC

    Si è riscattato parzialmente anche Dusan Vlahovic. Che a differenza di Gonzalez il risultato lo ha chiuso a doppia mandata, non aperto: c'è una bella differenza. Ma al centravanti serbo, a ben vedere, tutto questo interessa ben poco.

    Vlahovic aveva una voglia matta di incidere, di scrollarsi di dosso la polvere dopo troppe settimane di naftalina. Da tempo ha perso il posto a favore di Kolo Muani. Che è arrivato dal PSG, ha avuto un impatto strepitoso, si è fermato e poi ha ripreso a marciare timbrando una rete fondamentale in casa della Lazio.

    Kolo non ha inciso contro l'Udinese, Vlahovic sì. Ma le gerarchie sono ormai chiare e non dovrebbero essere intaccate nell'ultima di campionato. Tradotto: a meno di sorprese a Venezia toccherà ancora al francese, mentre il compagno si accomoderà in panchina a caccia del bis.

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  • "OGGI È ENTRATO CON IL CUORE"

    A DAZN, nel post partita, uno dei temi trattati ha riguardato proprio lui: Vlahovic. Non sarà mica un giocatore incompiuto? Questa è stata una delle domande che Igor Tudor, presentatosi davanti alle telecamere dell'emittente, si è sentito rivolgere.

    "È un giocatore forte, poi quando un attaccante non segna tutti mettono delle domande intorno - ha replicato il tecnico croato - Oggi è entrato bene, con il cuore".

  • NICO E VLAHOVIC, DESTINI DIVERSI

    Nico Gonzalez resterà alla Juventus. E su questo non ci sono dubbi. Lo dice la fiducia della società nei suoi confronti, lo dice il contratto lungo firmato dall'ex viola quasi un anno fa: un quinquennale con scadenza 30 giugno 2029.

    L'obiettivo, naturalmente, sarà in primis quello di proteggere il proprio fisico. Di evitare, cioè, che gli infortuni gli rovinino la stagione come accaduto quest'anno e di diventare quel punto di riferimento che a Torino, goal all'Udinese e qualche altro guizzo a parte, ancora non hanno visto in maniera compiuta.

    Quanto a Vlahovic, il discorso è ben diverso. Così come sarà ben diverso il destino di un giocatore che, tre anni e mezzo dopo l'arrivo dalla Fiorentina nel gennaio del 2022, si appresta a lasciare Torino per rifarsi una vita e una carriera altrove. Quella contro l'Udinese dovrebbe essere stata, a meno di ribaltoni, la sua ultima partita all'Allianz Stadium da giocatore della Juventus.

    "Se vorrei ripartire da Vlahovic in caso di permanenza alla Juve? Non commento". Così Tudor ha liquidato la questione relativa al serbo. Ci si penserà in un secondo momento. Dusan, intanto, ha probabilmente chiuso l'avventura torinese come l'aveva aperta: segnando. Nel 2022 al Verona, domenica all'Udinese. E ora spera di lasciare un ultimo graffio a Venezia.

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