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David Neres NapoliGetty Images

Neres crede nello Scudetto: "Napoli, why not? Ci proveremo fino alla fine"

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Tra le frecce che Antonio Conte può sfruttare per il proprio arco nel rush finale, c'è anche David Neres.

Il brasiliano ha recuperato completamente dall'infortunio che lo ha costretto ai box per oltre un mese ed ora, a partire da Napoli-Milan, sarà a disposizione del tecnico leccese per provare a fare la differenza ("Se gioco domenica? Lo spero ma decide il mister, ovviamente").

L'ex Benfica, in un'intervista al 'Corriere della Sera', racconta i motivi che lo hanno spinto in azzurro, mostra di credere nello Scudetto e traccia un bilancio panoramico della sua prima stagione all'ombra del Vesuvio.

  • "SCUDETTO, WHY NOT?"

    "Chi vince lo Scudetto? Il Napoli, why not?! Non è facile ma di sicuro ci proveremo fino alla fine. Non possiamo mollare mica adesso".

    "Senza di me abbiamo perso tanti punti? Prima avevamo vinto sette partite di fila, quindi un calo ci può stare. Il campionato italiano è molto competitivo, ogni partita è difficile e affrontiamo sempre squadre di alto livello. Queste ultime 9 partite sono decisive, adesso sì che è vietato fermarsi".

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  • "L'INTER È LA PIÚ FORTE, BASTONI…"

    "La squadra più forte? L’Inter come organico, non c’è dubbio. Col Napoli non ci ho giocato contro, ma col Benfica l’ho incrociato tre volte e mi ha fatto impressione. Bastoni mi ha messo in difficoltà".

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  • "AL NAPOLI PER SERIE A E PROGETTO"

    "Perché ho detto sì al Napoli? Fino a quel momento avevo giocato in squadre top ma non in campionati forti come quello italiano appunto, il Napoli mi ha dato questa opportunità. Non ci ho pensato su due volte, è un club con un progetto".

  • "CONTE TIRA FUORI IL MASSIMO"

    "Conte? Molto simpatico! Sono serio: pretende tanto da ogni giocatore. Per me è perfetto perché quando un allenatore non è esigente tendo a rilassarmi. Tira fuori il massimo, ti stimola, ti motiva come nessuno. E ti rimprovera anche, mi è successo dopo due settimane che ero qui. Mi piace tutto di lui! Tira fuori la versione migliore di me".

    "Avevamo fatto un’amichevole e diciamo che non mi ero impegnato, mi chiamò da parte in maniera chiara e diretta. In quel momento capii bene però chi avessi di fronte e come dovevo comportarmi. Mi è servito".

    "I suoi allenamenti sono i più duri che abbia mai fatto. Ho corso di più in questi 6 mesi che nel resto della mia carriera finora".

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  • "LUKAKU LEADER, LOBOTKA PREZIOSO"

    "Il compagno di squadra più forte? Naturalmente Lukaku. Leader in campo e nello spogliatoio. Poi Lobotka, prezioso per noi".

  • "IO L'EREDE DI KVARA? IO SONO DAVID"

    "Io l’erede di Kvara? Io sono David Neres, nato a San Paolo cresciuto col mito di Messi e Ronaldinho. Kvara è un top player. Uno di quei giocatori fondamentali per un club. Come persona e come amico mi è dispiaciuto sia andato via".

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  • "LA RAPINA? ACCADE OVUNQUE"

    "La rapina subìta dopo poche settimane? Basta leggere i giornali per sapere che accade ovunque. Certo, mi sono spaventato, ero con mia moglie. Tornavo dallo stadio e mi è sembrato assurdo: avevamo vinto la partita, i tifosi ci avevano applaudito. Cosa ho fatto, mi chiesi".

  • "NON SORRIDO? COLPA DI TELECAMERE E TIMIDEZZA"

    "Perché non sorrido mai? Le telecamere mi mettono a disagio. Poi sono timido con chi non conosco".

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