Se il battesimo era stato di fuoco, con l'ingresso in campo al 90' per rafforzare gli ormeggi e rispedire al mittente i tentativi di pareggio dei lusitani, alla manciata di minuti collezionata in Champions (con tanto di tackle in area impavido quanto efficace) Natan ha aggiunto la sua prima presenza da titolare con la maglia del Napoli.
A Bologna, alla vigilia, in tanti temevano che la difesa azzurra potesse 'ballare' ancor più di quanto mostrato in questo avvio di stagione: Rrahmani ko, Juan Jesus pure e coppia inedita formata da Ostigard e dall'ex Bragantino.
Il successore (quantomeno numericamente) di Kim, in Emilia non ha per nulla sfigurato. Anzi. Ordinato nel giro palla, pulito in marcatura, bravo a non scomporsi e a badare al sodo senza strafare: Natan ha usato la testa, consapevole che qualsiasi eccesso sarebbe potuto costargli caro.
Invece, contro il Bologna, il mancino arrivato dal Brasile ha convinto anche i più dubbiosi: prestazione sufficiente all'insegna dell'applicazione, proprio ciò che serviva per prepararsi il terreno in vista di ciò che sarà.