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Victor Osimhen Napoli 2022-2023 2023-2024Getty/GOAL

Dal +19 a crisi e contestazione: in un anno Napoli ribaltato

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Torniamo indietro di 365 giorni. Al aprile 2023. Napoli con champagne in frigo e Scudetto in pugno, ai quarti di Champions League e col morale a mille. Bene, ora torniamo alla stretta attualità. Al aprile 2024. Napoli ottavo, a -9 dal quarto posto e in balìa di crisi e contestazione.

In un anno esatto gli azzurri si sono ritrovati letteralmente ribaltati, spogliati delle certezze tricolore e con presente e futuro che fanno venire i brividi. Il colpo fatale lo ha inflitto l'Atalanta, giustiziera delle ambizioni europee dei campioni d'Italia naufragati in un oceano di errori tecnici e societari.

La triste realtà, in casa partenopea, fa i conti con un nastro che se riavvolto regala stati d'animo - per come stanno andando le cose - ai limiti dell'inimmaginabile, coi disastri del post-titolo ad aver trasformato la gioia della scorsa stagione in eccezione.

  • IL NAPOLI UN ANNO FA

    Se oggi il campionato è giunto alla 30ª giornata, nel 2022/2023 di questi tempi la Serie A si trovava ferma ai box per la sosta: prima della pausa era andato in scena il turno numero 27, con una delle prove di forza più straripanti del Napoli scudettato: lo 0-4 colto sul campo del Torino.

    Un successo fragoroso a legittimare il dominio dei campani, maturato il 19 marzo 2023, che aveva portato a +19 il gap rispetto alla seconda, diventata la Lazio in seguito al ko dell'Inter con la Juventus. Ad 11 gare dalla fine, dunque, una sorta di ipoteca sulla conquista di uno Scudetto atteso 33 anni.

    Tricolore ma non solo, perché l'annata da sogno del Napoli si era arricchita della cavalcata Champions: gironi superati offrendo un calcio tra i più belli d'Europa al cospetto di Ajax, Liverpool e Rangers, unitamente all'approdo ai quarti in virtù del doppio successo sull'Eintracht (2-0 e 3-0) di un Jesper Lindstrom - ironia del destino - oggetto misterioso e colpo estivo flop del mercato azzurro.

    Super incrocio continentale col Milan alle porte, vantaggio siderale in A ed un entusiasmo alle stelle nel segno della coppia d'oro Osimhen-Kvaratskhelia, trascinatori di quella che Spalletti aveva reso una macchina perfetta (o quasi).

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  • Di Lorenzo Anguissa Mario Rui Napoli Atalanta 30032024Getty Images

    IL NAPOLI OGGI

    Vette e decibel toccati rievocando l'era Maradona stridono invece clamorosamente con una Pasqua 2024 all'insegna del malumore, deflagrato al fischio finale di Pairetto in Napoli-Atalanta. Fuorigrotta esasperata da altalena e blackout, stanca di confrontare il recente passato con quanto si sta consumando, ossia l'inesorabile discesa iniziata ad agosto e che rischia di impedire agli azzurri di giocare le Coppa nella prossima stagione.

    La Dea ha impartito una lezione tattica e motivazionale ai partenopei, crollati in maniera definitiva sotto i colpi di Miranchuk, Scamacca e Koopmeiners e di un impianto privo di crepe. Crepe che invece, tra pilastri sostituiti in maniera poco consona e scossoni controproducenti, relegano la squadra nel desolante limbo del centroclassifica.

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  • CONTESTAZIONE E SQUADRA SCARICA

    Il Napoli è scarico e senza convinzioni, incapace di trasmettere quella voglia di lottare e quella determinazione per anni cavalli di battaglia del ritorno in auge targato Aurelio De Laurentiis. L'uomo della rinascita si ritrova nel mirino delle critiche, ritenuto da molti il principale responsabile dell'involuzione progettuale lampo e nuovamente contestato dopo la tregua sancita proprio un anno fa.

    ADL e i calciatori oggetto dei cori delle Curve all'insegna del "Meritiamo di più" e del più canonico degli "Andate a lavorare". Al 'Maradona', però, al termine del match perso 3-0 con l'Atalanta a far più rumore è stato lo slogan "Vaff*****o allo Scudetto, meritiamo più rispetto", che conferma come i lustrini di 365 giorni fa siano stati praticamente spazzati via dal rendimento horror del 2023/2024.

  • Rudi Garcia Napoli Serie AGetty

    GARCIA MEGLIO DI CALZONA E MAZZARRI

    Se l'arrivo di Calzona pareva aver fornito segnali confortanti nell'ottica di una potenziale riscossa, la scintilla si sta pian piano affievolendo e rende inevitabile porsi un interrogativo sui 3 cambi allenatore stagionali: era davvero tutta colpa di Rudi Garcia e Walter Mazzarri?

    Al netto del fatto che le responsabilità di chi si è accomodato sulla panchina azzurra quest'anno restano, il crollo del Napoli sembra ormai essere più figlio di un gruppo che ha staccato la spina, capace di passare da eroico ad irriconoscibile nel giro di pochi mesi (le bordate di fischi ad Anguissa sabato, al momento della sostituzione, ne sono l'emblema).

    E allora, il ko con la Dea aggiunge una statistica che fa riflettere: ad oggi, per media punti in campionato, Garcia risulta il miglior tecnico del 2023/2024 davanti a Calzona e Mazzarri. Per Rudi 21 conquistati in 12 partite (media di 1,75); il ct della Slovacchia ne ha collezionati 9 in 6 gare (media di 1,50), mentre WM ha inanellato 15 punti in 12 match (1,25).

    Ulteriori elementi che aumentano confusione e domande sulla crisi post-Scudetto.

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