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Victor Osimhen Napoli Lazio 02092023Getty Images

Napoli dai due volti: avvio brillante, poi il crollo

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Un Napoli double face. Dalla serata di Fuorigrotta, gli uomini di Garcia escono con un pericoloso alert su cui lavorare: per gli azzurri partenza col piede giusto come col Sassuolo, poi ecco riemergere le lacune palesate nel primo tempo di Frosinone, con fianco ceduto ad una Lazio cinica nello sfruttare il crollo dei padroni di casa.

Se l'inizio di gara di Osimhen e soci lasciava presagir loro una serata positiva, quanto visto nella ripresa non può non suonare come un campanello d'allarme: calo di forma evidente, ingenuità e squadra sfilacciata.

Le ripartenze subite dalla 'banda' Sarri hanno rimesso a nudo i difetti accennati in avvio di gara allo Stirpe, in ciociaria colmati da un super Osimhen che stavolta, invece, così come Kvaratskhelia non è riuscito a lasciare il segno.

  • DAGLI APPLAUSI AL BLACK OUT

    Nonostante ad essere passata in vantaggio sia stata la Lazio, il Napoli nei primi 45 minuti è apparso in dominio della gara: biancocelesti schiacciati nella propria metà campo, pressione costante quando gli ospiti iniziavano l'azione e strappi apprezzabili degli uomini di maggior talento come Kvara e Zielinski.

    Dopo l'intervallo, invece, sul prato del 'Maradona' si è visto un Napoli diametralmente opposto: gambe pesanti, idee appannate ed amnesie che hanno spalancato ai capitolini la porta del successo.

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  • FORMA ED EQUILIBRIO

    Più che nella testa, gli azzurri sono crollati principalmente dal punto di vista fisico: a quel punto, non produrre trame offensive è diventata un'ovvia conseguenza.

    La conseguenza è stata anche vedere un Napoli lunghissimo tra i reparti, con Anguissa & co. sulle gambe e la coppia Rrahmani-Juan Jesus in costante affanno negli uno contro uno avversari (così come Olivera al cospetto di Felipe Anderson).

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  • Jesper Lindstrom Napoli LazioGetty Images

    CAMBI SENZA SCOSSA

    Nemmeno attingendo energie fresche dalla panchina, Garcia è riuscito a raddrizzare l'inerzia di un match che dal 50' in poi ha assunto tinte prettamente biancocelesti: Raspadori non pervenuto, l'ultimo arrivato Lindstrom tra emozione e tentativi di giocata dal quoziente di difficoltà eccessivo, Mario Rui distratto e poco propositivo a sinistra. L'unico a suonare la carica è stato Simeone, ma senza far male.

  • SARRI CI HA PRESO GUSTO

    Dopo il colpo di marzo nella scorsa stagione (firmato Vecino) il grande ex Maurizio Sarri nel frattempo ha saputo ripetersi, espugnando per la seconda volta in pochi mesi (6) il 'Maradona'.

    Se quella Lazio cavalcava l'onda di una posizione di classifica altissima e riuscì ad imbrigliare il Napoli di Spalletti, stavolta il tecnico ha rotto il ghiaccio nella notte più difficile sfruttando gli errori avversari e ritrovando minuto dopo minuto le certezze smarrite in questo avvio di campionato. Certezze che, invece, il Napoli deve fare in fretta a rimettere insieme.

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