Dello Scudetto non è rimasto nulla: i dogmi portati da Rudi Garcia hanno 'contaminato' un giocattolo praticamente perfetto privato però di un pilastro come Kim, non sostituito adeguatamente: una scelta trasformatasi in un boomerang ed acuita con quanto proposto nel post-Spalletti a livello tattico e nella gestione degli uomini (paradossale ad esempio la modalità d'impiego di Raspadori e Simeone), che partita dopo partita ha dissolto un impianto masterclass.
Il ritorno di Mazzarri, tra dubbi e stupore, non ha cambiato connotati al modulo degli azzurri: avanti col 4-3-3 per volere dei piani alti, mossa decisamente azzardata e non ripagata dai risultati.
Col Monza si erano intravisti sprazzi del 3-4-2-1 tanto caro all'allenatore livornese, ad inizio ripresa col Toro divenuto l'arma per tentare la riscossa: dentro l'ultimo arrivato Mazzocchi al posto di un evanescente Zielinski, Di Lorenzo braccetto difensivo e Politano in tandem con Kvaratskhelia a sostegno di Raspadori.
Idee però tranciate dal rosso diretto con cui l'ex Salernitana -in 4 minuti- ha visto l'esordio trasformarsi in un incubo, dando la spallata definitiva al Napoli verso il precipizio della crisi.