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Braga Napoli GFXGOAL

Da Anguissa al vuoto di Kim: il Napoli ritrova vittoria ma non certezze

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Vittoria sì, ma che fatica (e fortuna). Il blitz del Napoli a Braga rappresenta un mattone pesantissimo nella corsa agli ottavi e spezza il trend negativo registrato in campionato, senza però cancellare i difetti di una squadra ancora lontana da quella scudettata.

Se le parole di Garcia non fanno una piega ("Contava vincere ed in Champions non è mai facile, siamo l'unica italiana ad esserci riuscita"), è anche vero che i nei mostrati in questo avvio di stagione permangono.

La pioggia caduta in terra portoghese non ha dissolto scarsa fluidità, errori difensivi, cali di concentrazione ed interrogativi tecnico-tattici legati in parte al mercato ed in parte alle scelte compiute sul prato verde.

Ciò che continua a preoccupare è vedere un Napoli lungo tra i reparti, a tratti narciso nelle giocate (non a caso, lo stesso Garcia batte sulla necessità di essere più concreti in zona goal) e con equilibri difensivi rivedibili: il vuoto lasciato da Kim, gara dopo gara, sta diventando una voragine.

  • ANGUISSA CERCASI

    A Braga, ad esempio, Frank Anguissa è apparso irriconoscibile. Se con Frosinone e Sassuolo, crescendo nella ripresa, il camerunense ha fatto la differenza, l'involuzione mostrata contro Lazio e Genoa ha vissuto il suo picco nella prima notte europea.

    Per uno dei pilastri azzurri, la prestazione offerta in Portogallo è un qualcosa da archiviare in fretta: più che un difetto di tenuta Anguissa è apparso sottotono dal punto di vista mentale, perdendo palloni in zone del campo pericolose e commettendo errori in fase di appoggio.

    Con Cajuste rimasto in tribuna per un affaticamento muscolare, in panchina non era presente un alter ego del 99. Ed in generale, nella rosa del Napoli, nessuno possiede le caratteristiche dell'ex Fulham.

    Imprescindibile e praticamente insostituibile, ma con una costanza di rendimento da ritrovare: Garcia - che dal suo arrivo lo ha coinvolto maggiormente nel palleggio - spera di poter contare presto sul vero Anguissa.

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  • Stanislav Lobotka Braga NapoliGetty Images

    LOBOTKA BYPASSATO

    Restando a centrocampo, balza all'occhio la minor presenza di Stanislav Lobotka nel vivo del gioco: lo slovacco viene spesso bypassato da lanci lunghi su Osimhen, arma questa che rende i partenopei meno dediti al palleggio e più alla verticalità. Il tutto a discapito di 'Lobo', mente del Napoli di Spalletti e che invece oggi si ritrova a toccar meno palloni.

    Sempre prezioso per dinamismo, rottura e qualità nello smistare la sfera, il 68 di Garcia accompagna maggiormente la pressione ma risulta poco protagonista in fase di impostazione. Le nuove consegne, non appaiono giovare al DNA del cervello azzurro.

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  • OSTIGARD-JUAN JESUS RIMANDATI

    Passiamo alla difesa, dove ormai possiamo dirlo: la cessione di Kim e le scelte estive stanno rappresentando un 'boomerang'. Sì, perchè Natan al momento resta un oggetto misterioso (i pochi minuti giocati a Braga non possono delineare un quadro esatto del brasiliano) e la coppia Ostigard-Juan Jesus non fornisce adeguate garanzie. Più d'uno svarione tra Marassi e Braga e la sensazione che Meret, dalle sue parti, non riesca mai a dormire sonni tranquilli.

    'JJ', professionista esemplare ed affidabile alternativa sotto la gestione Spalletti, tra una carta d'identità non più floridissima ed i tanti impegni ravvicinati appare inevitabilmente in affanno.

    Discorso diverso per Ostigard, giovane dalle grande potenzialità ma che ad oggi sembra ancora 'acerbo' per prendersi stabilmente la difesa del Napoli: quelle del norvegese, assumono i connotati di amnesie dettate dalla pressione.

    Se poi ci si mettono anche i guai fisici di Rrahmani, rimasto precauzionalmente a riposo col Genoa e costretto al cambio dopo 13' al Estadio Municipal, allora la coperta è cortissima e riporta alla mente gli occhi a mandorla di Kim, rivelatosi capace di tenere in piedi il pacchetto arretrato azzurro.

  • Elmas Braga NapoliGetty Images

    I CAMBI DI GARCIA

    La formazione iniziale era quella che tutti si aspettavano: tante certezze e zero azzardi. Rrahmani di nuovo titolare, centrocampo classico e Politano a garantire equilibrio e fantasia nel tridente. A destare qualche perplessità, però, sono state le scelte compiute in corsa da Garcia.

    Sostituire gli esterni d'attacco dopo un'ora (anche se va sottolineato come Kvaratskhelia non stesse affatto brillando) è apparso prematuro, soprattutto perchè si è scelto di inserire Elmas e Raspadori confinandoli sulle fasce.

    In un momento di sofferenza e col Braga a caccia del pari, la squadra si è inevitabilmente abbassata ed i nuovi entrati hanno dovuto più badare a coprire che ad offendere, pur non avendo espressamente nelle corde tale inclinazione (in particolare Jack, che continua a rappresentare un enigma tattico).

    Col campo reso pesante dalla pioggia e con un'avversaria riversata in avanti era giusto fornire forze fresche alla squadra, ma timing e dettami non si sono rivelati fruttuosi.

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  • CHE FATICA A SINISTRA

    Chiusura sulla catena mancina, per anni fiore all'occhiello del Napoli e che in questo avvio di stagione viaggia a giri bassissimi.

    Detto di un Kvaratskhelia appannato, anche la fascia sinistra difensiva sta attraversando una preoccupante fase involutiva: gli acciacchi patiti in precampionato da Mario Rui lo stanno rendendo disponibile a mezzo servizio, così come le prestazioni di Mathias Olivera (eccezion fatta per Marassi, sempre preferito al portoghese) non sono brillanti.

    Insomma: da Braga il Napoli torna sì con 3 punti, ma anche con poche certezze.

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