C'era una volta l'Atalanta di Duvan Zapata. Una squadra da sogno in cui il fulcro di ogni iniziativa offensiva era lui, spalleggiato a dovere dai gemelli pane e fantasia Gomez-Ilicic, bombardiere letale e mortale: nella stagione 2018/19 timbrava il cartellino la bellezza di 23 volte in campionato, per dire. Numeri da centravanti top.
Lo è ancora, Zapata. Però, forse, meno di un tempo. E non tanto per l'età, quei 32 anni che probabilmente un pochino iniziano a farsi sentire nel fisico e nella mente, quanto per quel che è accaduto lo scorso anno: l'infortunio immediato contro il Torino, i costanti tormenti fisici, l'incapacità di tornare a essere il cinghialone potente e immarcabile che le difese avversarie non riuscivano mai a spostare.
C'era una volta l'Atalanta di Zapata e c'era una volta anche l'Atalanta di Luis Muriel. In misura minore, perché l'ex viola è riuscito soltanto a tratti a esprimere le proprie favolose potenzialità. Però, anche in questo caso, sembra che un'era si stia per chiudere. Ed è stata un'era di successi, pur senza portare a casa trofei materiali.


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