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Tammy Abraham MilanGetty Images

Morata squalificato, contro lo Slovan gioca Abraham: dopo gli zero minuti contro la Juventus vuole cambiare il proprio destino

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Decisivo da subentrato, poi titolare, poi frenato da qualche problema fisico, poi di nuovo in panchina. Fino agli zero minuti contro la Juventus. Tammy Abraham, da quando il Milan lo ha preso dalla Roma, ha già vissuto parecchie vite nella stessa vita.

Per questo i rossoneri hanno deciso di puntare su di lui in estate: per farne un'alternativa ad Alvaro Morata. Lo spagnolo sulla carta era il titolare, l'inglese la sua immediata riserva. Con la possibilità anche di scambiarsi i ruoli, oppure di giocare assieme: è già accaduto e ha pure funzionato.

Stavolta, pochi dubbi: contro lo Slovan Bratislava, nel tardo pomeriggio di martedì, toccherà ad Abraham. Che, dunque, avrà l'ennesima occasione per risalire qualche gradino nelle gerarchie di Fonseca.

  • Morata MilanGetty Images

    MORATA SQUALIFICATO

    Il motivo è presto spiegato: Morata è squalificato, e dunque non potrà prendere parte alla sfida in Slovacchia, valida per la quinta giornata del girone unico della nuova Champions League.

    L'ex attaccante della Juventus ha rimediato tre cartellini gialli nelle sue ultime tre presenze europee: uno contro il Bayer Leverkusen, un altro contro il Bruges, un altro ancora in casa del Real Madrid, l'unica partita in cui è andato a segno.

    Motivo per cui, automaticamente, è scattata la squalifica di un turno. Con Morata che tornerà dunque a disposizione contro l'Empoli nel weekend, parlando di campionato, e contro la Stella Rossa l'11 dicembre in Champions League.

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  • LE ALTERNATIVE

    Giocherà Abraham, dunque, e questo sembra essere abbastanza scontato. Anche perché le alternative, paradossalmente, sono poche nonostante il reparto offensivo del Milan sia piuttosto folto.

    Luka Jovic a Bratislava nemmeno ci andrà: non tanto per la pubalgia che da qualche tempo non gli sta dando pace, quanto perché a inizio settembre il Milan ha deciso di escluderlo dalla lista Champions per la fase campionato.

    Rimangono il baby Camarda, evidentemente ancora acerbo per palcoscenici del genere nonostante l'ingresso con goal (annullato) contro il Bruges, e Okafor: quest'ultimo ormai stabilizzatosi nel ruolo di vice-Leão dopo aver mal figurato da punta all'inizio della stagione.

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  • LA PANCHINA CONTRO LA JUVENTUS

    Abraham arriva alla sfida contro lo Slovan col morale un po' sotto i tacchi. Sabato pomeriggio si sarebbe atteso di entrare in campo almeno per qualche minuto contro la Juventus, in quel triste scenario di uno scialbo 0-0. Di dare una mano nel finale, di provare almeno a sparigliare le carte.

    E invece niente: l'ex romanista, reduce dal guizzo vincente di Cagliari in cui aveva sostituito l'infortunato Morata, è rimasto in panchina dal primo all'ultimo minuto. Fonseca ha deciso di effettuare solo quattro cambi: dentro Pulisic, Calabria, Pavlovic e Chukwueze. Non Tammy.

    "Perché non l'ho inserito? La Juventus creava tanta superiorità a centrocampo non avendo attaccanti - ha spiegato il tecnico portoghese in conferenza dopo la partita - e avevamo bisogno del lavoro di Morata. Ci hanno obbligati a questo".

  • Abraham MilanGetty Images

    OBIETTIVO RISCATTO

    Abraham ha qualcosa da dimostrare, dunque. Non è esagerato affermare che parecchie paia di occhi saranno puntate su di lui in Slovacchia. Anche se l'obiettivo primario del Milan sarà naturalmente portare a casa tre punti vitali per la classifica, a prescindere dal fatto che l'ex giallorosso giochi bene, segni o non faccia nessuna delle due cose.

    La stagione di Abraham, fin qui, è stata costellata di alti e bassi. L'ottimo impatto con assist (per Leão) nella notte dell'esordio in casa della Lazio non ha avuto troppo seguito: sono appena due le reti messe a segno tra campionato e Champions League, di cui una su rigore al Venezia e un'altra a porta vuota a Cagliari. Non il massimo della vita per uno che di mestiere fa il centravanti, e che nel suo primo anno a Roma era andato a bersaglio 17 volte solo in Serie A.

    Nel mezzo c'è stata la convivenza con Morata, l'arretramento dello spagnolo qualche metro dietro al compagno. Pareva funzionare: così il Milan ha vinto un derby. Partita in cui pure Abraham si era comportato egregiamente, pur fallendo un goal clamoroso davanti a Sommer. Ma il caso del rigore fallito a Firenze ha rappresentato un punto di svolta in negativo.

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  • GERARCHIE CHIARE

    In un tourbillon di soluzioni mai troppo chiare, il modulo con la doppia punta è stato accantonato. Le gerarchie oggi sono chiare: o gioca Morata (quasi sempre), o gioca Abraham (poco, dall'inizio solo cinque volte). Con uno spruzzo pure di Camarda, a Cagliari. Un bel problema per chi sperava di essersi ritagliato uno spazio addirittura insperato.

    Per questo Abraham si ritroverà tra le mani l'occasione delle occasioni contro lo Slovan: dimostrare di essere da Milan, dimostrare a Fonseca di poter nuovamente far parte della squadra base. E magari alzare le medie realizzative degli attaccanti: in due, lui e Morata hanno segnato appena cinque reti.

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