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Moise Kean FiorentinaGetty Images

Moise Kean tra calcio e musica: "Io e Leão stiamo scrivendo un disco insieme"

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Dal suo arrivo in estate alla Fiorentina, Moise Kean sembra un giocatore totalmente rinato: l'ex attaccante della Juventus si è lasciato alle spalle anni difficili ed è pronto a riscattarsi definitivamente in maglia viola.

In questo avvio di stagione, il classe 2000 ha già realizzato cinque reti e fornito un assist in 11 partite tra Serie A e Conference League, dopo le zero partecipazioni al goal in maglia bianconera nella passata stagione.

Nell'ultima edizione di Sportweek è presente una sua intervista, nella quale ha trattato diversi temi: dalla famiglia, al calcio, passando per la sua forte passione per la musica, quest'ultima condivisa con Rafael Leão.

  • UN PADRE PREMUROSO: "CI SARÒ SEMPRE PER LUI"

    Una delle prime domande riguarda il suo rapporto paterno con il figlio Marley:

    "A me è mancata la figura paterna, quindi con mio figlio cerco di costruire un rapporto solido e mi impegno a non fargli mancare niente. È importante che lui sappia fin da ora che io ci sarò sempre, per aiutarlo e dargli un consiglio. Il mondo è crudele, perciò più un padre è vicino al figlio, meglio è".

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  • IL RAPPORTO CON LA MADRE E LA PARTENZA VERSO TORINO: "NON SONO STATO UN FIGLIO FACILE DA GESTIRE"

    "Ero tanto per strada. Mamma faceva i turni in ospedale, a volte tornava la sera tardi e io stavo ancora fuori, girando tra i tornei di calcio notturni. Avevo la ritirata alle dieci, ma volevo divertirmi e davanti agli occhi avevo solo il pallone. In fondo ero un ragazzo come tutti gli altri". Ha detto Kean in risposta ad una sua vecchia frase in cui diceva che non era stato 'un figlio facile da gestire'.

    "Quando partii verso Torino, non voleva lasciarmi andare perché preferiva che studiassi. I dirigenti della Juve le dissero che nel convitto dove sarei andato a stare avrei pure studiato. Faticarono un po’, ma alla fine riuscirono a convincerla".

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  • UN MOMENTO BUIO: "SONO USCITO DALLE DIFFICOLTÀ GRAZIE ALLA FEDE IN DIO"

    "Ho avuti tanti brutti momenti. Anche belli, ma sono stati di più quelli brutti. L’ultimo è legato all’infortunio che ha condizionato quasi tutta la scorsa stagione e mi ha impedito di dare il cento per cento nelle partite. È stato un momento buio".

    Continua poi:"Credo molto in Dio. Sapevo che il momento buio che stavo vivendo mi sarebbe servito da insegnamento. Ero stato messo alla prova da Dio, e dovevo accettarla, anche se al momento fa male. Io sono uscito dalle difficoltà grazie alla fede. Mi sono dato alla preghiera."

  • IL SUO RAPPORTO CON LA MUSICA E CON LEAO: "STIAMO LAVORANDO AD UN DISCO INSIEME"

    "Mi definiscono un 'trap boy'? Trap sta per trappola. È uno stile di musica rap che va molto di moda, è una musica particolare. Se ascolti una canzone trap, ti viene da restare dentro al beat, e quel beat ti fa restare in trappola. Mi piace essere descritto in questo modo".

    E su Rafa Leão: "Stiamo lavorando a un disco insieme. Rafa è un amico, un ragazzo d’oro. L’ho conosciuto tanti anni fa giocando contro in nazionale e da lì abbiamo mantenuto un legame molto stretto. La connessione che ho con lui e con McKennie non ce l’ho con altri, nel calcio".

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  • DALL'ESORDIO IN SERIE A AL RAPPORTO CON PALLADINO: "IO E IL MISTER CI CAPIAMO"

    "All'inizio effettivamente cercavo di più la giocata, mi piaceva prendere in giro l’avversario, ma crescendo ho studiato bene il mio ruolo, cosa che prima non facevo. Lo faccio ancora adesso, eh, però ho capito che devo anche correre, pressare, scattare, aiutare la squadra. Se voglio essere leader e avere una squadra che mi segue, in campo devo farmi il mazzo".

    Il rapporto con Palladino: "Io e il mister ci intendiamo bene. Mi ha aiutato molto, in campo e fuori. Lui è giovane, è stato attaccante, ha ben chiaro cosa chiedermi e cosa gli posso dare. Ha tanta ambizione e ama le sfide. E poi siamo una squadra giovane e piena di talento, faremo bene".

  • L'ADDIO ALLA JUVE: "POTEVO DARE DI PIÙ"

    Un pensiero è andato anche all'ultima esperienza in bianconero: "Sapevo che avrei potuto dare di più. L’ultimo anno poi è stato di sfiga, con l’infortunio che mi ha tolto lucidità. Al momento sai che è difficile, poi, però, sei grato a quelle difficoltà perché ti insegnano a gestirle in maniera differente, se dovessero ricapitare. La stagione scorsa è stata di insegnamento. Ora sono a Firenze, sto bene, tutti mi vogliono bene e io voglio bene a tutti".

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