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Centrocampisti Inter gfxGetty Images

Mkhitaryan, Zielinski, Frattesi: chi gioca nel centrocampo dell'Inter e le gerarchie di Inzaghi

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Squadra che vince non si cambia. O quasi. Perché l'Inter, pur avendo non solo vinto ma dominato lo scorso campionato, qualcosina ha già cambiato. Anche a centrocampo, il reparto più qualitativo e fornito della rosa.

Dal Napoli è arrivato Piotr Zielinski, il solito affare in stile Beppe Marotta, apparecchiato già qualche mese fa e ufficialmente definito una volta concluso il contratto del calciatore in questione con la sua precedente squadra. Qualità che si aggiunge a qualità. Che questa qualità vada a inserirsi direttamente nell'undici titolare, poi, è un altro discorso.

Perché è proprio questo il "problema" che Simone Inzaghi si ritrova sempre più costretto ad affrontare, quando all'inizio della nuova stagione mancano appena una decina di giorni circa: quello delle gerarchie di un centrocampo in cui la battaglia per due posti sarà all'ordine del giorno.

  • GLI INTOCCABILI

    Prendendo in considerazione i tre di mezzo, dunque il regista e i suoi due scudieri sotto forma di mezzali, sono solo in due ad avere la certezza del posto: Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella. Per la loro qualità superiore, per il loro ruolo di indispensabili, per l'impatto determinante che entrambi hanno avuto nella cavalcata Scudetto.

    Calhanoglu, da quando Inzaghi è stato costretto a schierarlo al centro in quella famosa notte di Champions League contro il Barcellona, è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo d'Europa. Tanto da indurre la dirigenza a cedere senza troppi pensieri Brozovic all'Al Nassr. Dietro di lui, ancora una volta, il giovane Asllani dovrà accontentarsi di un ruolo da comprimario e di un minutaggio chiaramente ridotto.

    Barella, beh, è Barella. Il tuttofare che tutto sa fare: difendere, inserirsi, lanciare, calciare, segnare. Intoccabile con Conte, intoccabile con Inzaghi e intoccabile con Spalletti, che non a caso in Germania ha puntato sempre su di lui nonostante l'infortunio che aveva fatto scattare l'allarme a pochi giorni dall'inizio degli Europei.

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  • "NONNO" MKHITARYAN

    Chi sembra sempre destinato a uscire dai radar dell'undici di partenza, ogni volta che in estate si stilano le probabili formazioni della stagione che verrà, è Henrikh Mkhitaryan. Un anno fa è andata così: l'Inter ha preso Frattesi dal Sassuolo e tutti a piazzarlo immediatamente in squadra, "dimenticandosi" dell'armeno.

    Inzaghi l'ha sempre pensata diversamente. Il tecnico dell'Inter considera Mkhitaryan un elemento imprescindibile, di equilibrio e con qualità tecniche di prim'ordine. Nonostante abbia compiuto 35 anni, l'armeno ha la vitalità di un ragazzino. E anche in questo precampionato, in cui è stato uno dei migliori, lo sta confermando. Anche da seconda punta, come si è visto a Pisa.

    Non è un caso che proprio Mkhitaryan sia stato uno dei più presenti nella scorsa stagione: 36 le partite disputate in Serie A, più di Lautaro Martinez e Thuram. Più di lui solo Barella e Carlos Augusto, con la bella differenza che il brasiliano è partito titolare 14 volte e l'armeno 35.

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  • Zielinski InterGetty Images

    IL RUOLO DI ZIELINSKI

    In tutto questo, dunque, dove si inserirà Zielinski? Al momento c'è poco da girarci intorno: i meccanismi dell'Inter sono talmente oliati, da macchina quasi perfetta, che l'ex napoletano deve necessariamente partire in seconda fila nelle gerarchie di Inzaghi.

    "Ho grandi aspettative e spero di potermi inserire velocemente nella squadra, diventarne parte integrante - ha detto lo stesso Zielinski all'interno di "Welcome Home", la serie realizzata dall'Inter powered by Betsson Sport - Spero di poter dare il mio contributo per continuare a portare il club alla vittoria".

    Speranze giuste, normali, necessarie. Ma lo stesso Zielinski è conscio di come sfilare la maglia da titolare a Mkhitaryan non sarà un'impresa delle più facili. L'ex romanista oggi è il titolare sul centro-sinistra del centrocampo dei campioni, Piotr la sua immediata riserva.

    Una situazione evidentemente mutabile, ci mancherebbe. Non tanto per un possibile spostamento da secondo attaccante dell'armeno (eventualità che, in realtà, si verificherebbe solo in caso di assenza contemporanea di due tra Lautaro Martinez, Thuram e Taremi), quanto per la lunghezza e la complessità di una stagione che, ancora una volta, vedrà l'Inter impegnata sia in Serie A che in Champions League.

  • E FRATTESI?

    Non rimane che Davide Frattesi. Che nella scorsa stagione è stato a suo modo importante, sì, ma che si sarebbe atteso una maggiore partecipazione alla festa. Se non altro per la caparbietà con cui l'Inter lo ha prelevato un anno fa dal Sassuolo, vincendo una concorrenza che sostanzialmente includeva la presenza di mezza Serie A.

    Nel gioco delle coppie della rosa di Inzaghi, l'ex neroverde parte dietro a Barella. I due hanno caratteristiche simili, di corsa e inserimenti, ed è anche per questo che il tecnico fatica a concepire una coesistenza a tinte tricolori, preferendo compensare con la sagacia tattica di Mkhitaryan.

    Di Frattesi, peraltro, si è parlato e ancora di sta parlando di mercato: anche di un possibile, quanto improbabile, scambio con lo juventino Chiesa. Ma la sensazione netta è che l'Inter abbia tutta l'intenzione di proteggere il proprio patrimonio. Sua una cessione, insomma, si ragionerebbe solo se fosse lo stesso Frattesi a chiederla.

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  • COME GIOCHERÀ L'INTER 2024/2025

    Così, dunque, è destinata a schierarsi l'Inter al netto di infortuni e squalifiche: una nuova versione che, in pratica, è uguale alla vecchia versione.

    INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi (De Vrij), Bastoni; Darmian (Dumfries), Barella, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram.

    Quando Inzaghi volterà lo sguardo in panchina alla ricerca di soluzioni, ne troverà assai: l'altro acquisto Taremi, già scatenato prima di infortunarsi, e poi, appunto, i vari Frattesi e Zielinski per il centrocampo. Ma intanto squadra che vince non si cambia. Con buona pace di coloro che sgomitano per trovare spazio.

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