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1 giornata Serie A gfxGOAL

Milano in rodaggio, ecco la Juventus, l'Atalanta ha 7 vite: cosa ci ha lasciato la prima giornata di Serie A

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E così, la giornata numero uno di Serie A se n'è andata in archivio. La prima di 38, il primo di tanti passi verso il traguardo.

L'Inter non ha vinto, e c'è da stupirsi pensando alla scorsa stagione. Il Milan ha rischiato di perdere. La nuova Juventus di Thiago Motta s'è risvegliata tutta d'un colpo. Mentre a Napoli pare non essere cambiato nulla, neppure dopo l'arrivo in panchina di Antonio Conte.

Questi e altri temi ha lasciato la prima tre giorni di campionato, iniziata sabato con i primi anticipi e terminata lunedì con Juventus-Como. Un turno immediatamente analizzabile.

  • Morata MilanGetty

    MILANO IN RODAGGIO

    Che né la favorita numero uno né la favorita numero due portassero a casa l'intera posta in palio, se lo sarebbero attesi in pochi. Forse nessuno. E questa è stata la prima vera sorpresa del torneo.

    Ballano le difese: per l'Inter è una novità, nonostante la coperta sia piuttosto corta e il famoso vice Bastoni (Palacios?) non sia ancora arrivato; per il Milan no, ripensando a un 2023/2024 in cui la porta di Maignan è rimasta aperta per troppo tempo.

    L'Inter è in rodaggio, non ha ancora il miglior Lautaro Martinez (come potrebbe?), viene affossata dagli errori individuali (Sommer, Bisseck) e intanto si gode un Thuram subito in formissima. Appena l'argentino alzerà il livello, si potrà partire con un'analisi più approfondita: per ora, nessun allarme.

    Un piccolo campanello è già suonato al Milan, invece. Poco importa che sia solo la prima giornata: altri due goal subiti dimostrano che da Fonseca a Pioli, in questo senso, non è ancora cambiato molto. Basteranno gli innesti di Emerson Royal e Pavlovic. E intanto la dipendenza da Morata rischia di diventare un problema: l'ex juventino si è già fatto male.

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  • Samuel Mbangula Juventus Como 19082024Getty Images

    LA GIOVANE FRESCHEZZA DELLA NUOVA JUVE

    La prima giornata ha detto anche che Thiago Motta sa arrangiarsi con quel che ha. In attesa di un mercato che, di qui a venerdì della prossima settimana, dovrebbe irrobustire il livello di una Juventus con ambizioni superiori al terzo posto della scorsa annata.

    Motta, che nel precampionato non aveva mai vinto se si eccettua una poco credibile sgambata con la Next Gen, ha sorpreso contro il Como: dentro il giovanissimo Samuel Mbangula. Che più volte si era visto anche nelle scorse settimane, ma le amichevoli sono le amichevoli e il campionato è una roba completamente diversa.

    Proprio Mbangula, 20 anni, è stato il protagonista della notte dello Stadium. Spalleggiato da un altro baby come Yildiz, il nuovo 10 della signora, a tratti delizioso. Di Samuel, Motta ha detto semplicemente che "ha giocato perché se lo merita". Ed è questo, il merito, la meritocrazia, il tasto su cui l'allenatore italo-brasiliano continua a battere.

    La Juve dei giovani, insomma, c'è e lancia un bel segnale. Per considerarla in grado di lottare di nuovo per lo Scudetto è ancora presto. Non così se dal mercato arriveranno davvero i rinforzi desiderati: Koopmeiners, ma anche Nico Gonzalez.

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  •  antonio conte(C)Getty Images

    A NAPOLI NON È CAMBIATO NULLA

    Poco da fare: uno più uno fa sempre due. Nella matematica, e spesso anche nel calcio. E non è che scrivendo in un corsivo elegante il risultato possa cambiare.

    Antonio Conte, a Napoli, ha trovato la stessa squadra disastrata e psicologicamente affranta della scorsa stagione. L'unico volto nuovo, nella gara d'esordio di Verona, era Leonardo Spinazzola. Il centravanti? Né Osimhen, né Lukaku: Raspadori. Con elementi contestati come Juan Jesus in campo dall'inizio. Il disastro del Bentegodi si spiega anche e soprattutto così.

    Conte, al termine della partita, ha chiesto scusa a tutti. "Il mio cuore sanguina - ha detto - e spero che sanguini anche quello dei giocatori". Una frecciata nei confronti di chi, forse, non ha messo proprio tutto in campo.

    Serve una svolta dal mercato, quella svolta che fin qui non è arrivata. Al 20 di agosto, e con una giornata di campionato già disputata, il Napoli non sa ancora se il proprio attaccante titolare sarà Victor Osimhen o Romelu Lukaku: fa tutta la differenza del mondo.

  • DybalaGetty Images

    SI PUÒ RINUNCIARE A CUOR LEGGERO A DYBALA?

    Un altro trend topic di questi giorni di mercato è Paulo Dybala. Sempre diviso tra Roma e Al-Qadsiah, tra la permanenza in Europa e l'addio per il solito campionato saudita.

    Davvero si può rinunciare a cuor leggero a Dybala? Cagliari-Roma ha dato la risposta: no. L'argentino è entrato in campo nel secondo tempo e ha vivacizzato la partita della Unipol Domus: la palla piazzata direttamente sulla testa di Dovbyk, con successiva traversa colpita dall'ucraino, è di chi sa giocare a calcio.

    C'è di mezzo la convivenza non semplice con un altro mancino come Soulé, colpo del mercato. Ma c'è di mezzo soprattutto la necessità della Roma di rientrare dalle spese estive. Oltre ai soliti dubbi sulla tenuta fisica di Dybala, che tutte le partite di una stagione non è solito giocarle. Ma i punti interrogativi, anche e soprattutto dopo Cagliari, restano.

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  • Lecce-Atalanta 19082024Getty Images

    L'ATALANTA HA SETTE VITE

    Dalle lamentele di Gian Piero Gasperini al 4-0 di Lecce sono passati pochi giorni. Nel mezzo l'Atalanta ha perso la Supercoppa Europea contro il Real Madrid, non ha ricucito con Koopmeiners, ha perso anche Toloi e Kolasinac per infortunio e ha dovuto fare a meno pure di Lookman, mandato fuori giri dall'interesse del PSG.

    Poi arriva la partita, la Dea va in campo al Via del Mare e domina: 4-0, con due goal nel primo tempo e altrettanti nel secondo. Doppiette di Marco&Mateo, ovvero Brescianini&Retegui, due dei nuovi presi negli ultimi giorni. Come a dire che, di solito, a Bergamo chi entra riesce a mantenere lo stesso livello di chi esce: è la bravura di questa società.

    L'Atalanta ha sette vite, sa reinventarsi e andare avanti nonostante le bizze di qualche giocatore. Magari non lotterà per lo Scudetto, ma per i piazzamenti Champions ormai c'è sempre: quest'anno non farà eccezione.

  • VeronaGetty Images

    I COLPI DEL VERONA E UNA LOTTA SALVEZZA INCERTISSIMA

    L'Atalanta ha sette vite, ma le ha anche il Verona, a ben vedere. A stupire, in fondo alla classifica, è stato il clamoroso successo dell'Hellas sul Napoli, che qui aveva maramaldeggiato negli ultimi due anni.

    Chi ha segnato? Tali Dailon Livramento e Daniel Mosquera, rispettivamente un capoverdiano preso dalla seconda serie olandese e un colombiano. Le ennesime scommesse gialloblù all'interno dell'ennesima rivoluzione, stavolta estiva e stavolta meno aggressiva rispetto a gennaio, con le partenze di pezzi pregiati come Noslin e Cabal.

    L'apparentemente improbabile Verona darà battaglia, il Parma campione in B ha cambiato poco o nulla e i fatti sembrano dargli ragione, il Venezia è partito subito male, il Como idem, con la differenza che i lariani hanno consegnato a Cesc Fabregas una squadra da salvezza e forse qualcosa di più.

    Il mischione salvezza, che presumibilmente coinvolgerà anche Empoli e Cagliari, è al momento difficile da decifrare. Così come è dura stilare una vera griglia tra il diciottesimo e il ventesimo posto. La bellezza, anche se sono passati appena 90 minuti, è anche questa.

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