E così, il grande giorno è arrivato. Il giorno della verità assoluta, per dirla tutta: o il Milan avanza agli ottavi di Champions League, oppure se ne torna a casa con la coda tra le gambe. Con la via di mezzo di un ripescaggio in Europa League che, per una delle semifinalista della scorsa edizione, può essere tranquillamente definito "fallimento".
Il problema vero è che vincere a Newcastle, contro un avversario che a sua volta è appeso a un filo, sarà la prima ma non l'unica condizione necessaria per la costruzione dell'impresa: contemporaneamente serve anche che il Borussia Dortmund, già qualificato, abbia la meglio su un PSG ancora privo di certezze.
Insomma, inutile negarlo: serve un mezzo miracolo. A oggi, il Milan ha un piede e mezzo fuori dalla Champions League. Com'è del resto assolutamente normale, parlando di una squadra che nel proprio cammino nel girone ha vinto appena una volta, contro il PSG, collezionando per il resto due sconfitte e due pareggi.
Però quel mezzo piede è ancora dentro. Pioli e i suoi ragazzi sono e rimangono aggrappati con le unghie e con i denti alla competizione più importante di tutte. E i motivi per sperare nel clamoroso ribaltamento di pronostici, alla fine, non mancano neppure.



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