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Inter Milan Coppa Italia Theo HernandezGetty Images

Il Milan che poteva essere: tra assenza di continuità e identità e lampi di grandezza contro Inter e Real Madrid

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La stagione del Milan ha vissuto profondi momenti di crisi, ma anche inaspettati picchi di esaltazione.

Il netto 3-0 rifilato all’Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia è l’ennesima dimostrazione di ciò che questa squadra avrebbe potuto offrire, ma che, nel complesso della stagione, non è riuscita a esprimere con continuità.

Dal successo in Supercoppa, passando per i derby vinti contro l’Inter fino all’impresa al Bernabeu contro il Real Madrid, il Milan ha mostrato sprazzi di grande calcio.

Tuttavia, la mancanza di continuità e una chiara identità di gioco sono rimaste costanti lacune, che nemmeno Sergio Conceicao è riuscito a colmare del tutto.

  • AC Milan v Parma - Serie AGetty Images Sport

    ALTRA PRESTAZIONE DA URLO CONTRO L'INTER

    Il netto successo per 3-0 contro l'Inter in semifinale di Coppa Italia va sia oltre il risultato che oltre la rivalità sportiva.

    I rossoneri hanno dimostrato di saper giocare da grande squadra, meritando ampiamente la vittoria contro una delle formazioni attualmente più forti d'Europa.

    Il risultato infatti è stato frutto del gioco corale e del sacrificio di ognuno dei giocatori scesi in campo nel corso dei 90', applicazione spesso mancata nel corso della stagione.

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  • FBL-EUR-C1-REAL MADRID-MILANAFP

    I ROSSONERI SI ESALTANO NELLE GRANDI OCCASIONI

    Non è il primo caso in cui il Milan quest'anno vince e convince contro una grande squadra.

    Contro i nerazzurri, ad esempio, i rossoneri hanno ottenuto ben tre successi, evento che prima d'ora era accaduto solo due volte in una singola stagione (nel 1971/72 e nel 2004/05).

    In particolare una di queste vittorie è arrivata nella finale di Supercoppa di gennaio, trofeo conquistato da Conceicao alla sua seconda partita alla guida del Milan (dopo il trionfo in rimonta sulla Juventus in semifinale).

    Impossibile poi dimenticare l'impresa al Bernabeu del 5 novembre scorso, con l'allora formazione guidata da Paulo Fonseca che vince 3-1 contro il Real Madrid.

    Insomma, il Milan ha dimostrato in diverse occasioni quest'anno di potersela giocare con chiunque, ma le cose non sono andate del tutto secondo i piani.

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  • Leao MilanGetty Images

    MANCANO CONTINUITÀ E UNA VERA IDENTITÀ

    Sia Fonseca che Conceicao hanno dovuto fare i conti con le prestazioni altalenanti singoli giocatori.

    Entrambi hanno provato a trasmettere la propria idea di gioco, non riuscendo però a dare una vera e propria identità alla squadra.

    La stessa squadra che è riuscita a battere il Real Madrid a novembre o l'Inter a gennaio è poi caduta in match più agevoli come quelli decisivi in Champions League contro Dinamo Zagabria prima e Feyenoord poi, dimostrando che quest'anno il problema principale si è rivelato legato alla continuità di gioco e di risultati.

  • Theo Hernandez LeaoGetty

    LEAO E THEO EMBLEMI DI QUESTA STAGIONE

    Leao e Theo Hernandez incarnano alla perfezione il volto altalenante del Milan in questa stagione.
    Entrambi hanno dimostrato, in alcune occasioni, di poter decidere una partita con una singola giocata. Ma per buona parte dell’annata, le loro prestazioni sono state al di sotto delle aspettative.

    Nel 3-0 contro l’Inter in Coppa Italia i loro nomi non compaiono nel tabellino dei marcatori, eppure la loro prova è stata tra le più convincenti. Il Milan spera di ritrovare continuità proprio da loro, due colonne da cui ripartire per ricostruire nella prossima stagione.

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