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Conceicao Musah MilanGetty Images

La scossa di Sergio Conceiçao rivitalizza il Milan, che rimonta contro la Juventus: "Ha portato energia"

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Chissà come si era immaginato l'esordio da allenatore del Milan Sergio Conceiçao: aspettarselo così era probabilmente impossibile. Allarmante nei primi 45 minuti, esaltante, soprattutto per l'esito finale, il secondo tempo.

La vittoria in rimonta dei rossoneri contro la Juventus che vale la finale di Supercoppa Italiana può dare un senso diverso alla stagione del Milan e rivitalizzare una squadra apparsa in evidente difficoltà anche in lunga parte nella serata di ieri. Eppure, a volte basta poco per cambiare l'inerzia, di un intero anno ma soprattutto di una partita; c'è anche un pizzico di casualità nel successo rossonero, certo, ma ci sono sicuramente le mosse del tecnico a partita in corso che in qualche modo hanno avuto un effetto positivo sulla gara.

A fare la differenza però, più di tutto il resto, sono state le parole di Conceiçao, che hanno davvero già avuto un impatto sulla squadra.

  • LE MOSSE TATTICHE DI CONCEICAO E I CAMBI

    Il Milan era partito con un "classico" 4-3-3, con il centrocampo formato da Fofana e ai suoi lati, da mezzale, Bennacer e Reijnders. Uno schieramento che però non ha portato benefici, anzi. Nel primo tempo i rossoneri non sono mai riusciti a rendersi pericolosi (0 tiri in porta), e hanno mostrato le solite fragilità difensive.

    Conceiçao però ha apportato delle modifiche nella ripresa, a partire dalla posizione di Reijnders, più avanzato. E poi soprattutto i cambi, che dalla parte della Juventus hanno avuto un effetto negativo sulla squadra, dall'altra invece hanno dato coraggio ed energia. L'ingresso di Abraham ha portato più peso offensivo, riuscendo ad abbassare la linea degli avversari. Musah al posto di Bennacer ha ridato atletismo e dinamismo. E infine l'inserimento di Gabbia nei minuti finali al posto di Morata, che ha salvato il risultato sull'ultima azione della Juventus.

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  • LE PAROLE ALL'INTERVALLO

    Alla base della rimonta rossonera però c'è il carattere della squadra, che nel momento più difficile ha avuto la forza almeno di provarci, e poi di riuscirci.

    La scossa di Conceiçao prima ancora che tecnica/tattica è stata mentale e lo dimostrano le parole del tecnico su quanto successo all'intervallo: "Posso dire che dopo i primi 45 minuti in spogliatoio non ho dato baci ai giocatori. Mi sono arrabbiato un po', non facevano quello che abbiamo preparato e questo mi fa arrabbiare un po'. All'intervallo ci siamo parlati e guardati negli occhi per capire cosa fare per vincere la partita, ossia ciò che avevamo preparato. Cosa è successo? Resta nello spogliatoio".

    Una presa di coscienza da parte del gruppo squadra, consapevole di dover cambiare radicalmente atteggiamento per ribaltare la situazione.

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  • GLI EPISODI DECISIVI

    Non è mancata anche un po' di buona sorte al Milan per eliminare la Juventus senza neanche dover andare ai calci di rigore. Gli episodi, in partite così, fanno spesso la differenza e a Riyadh non è stato diverso.

    L'ingenuità clamorosa di Locatelli che ha portato al rigore trasformato da Pulisic, la deviazione di Gatti sul cross di Musah decisiva per beffare Di Gregorio, il salvataggio nel finale di Gabbia.

    "I grandi allenatori sono anche fortunati" si dice; ecco, Conceicao vorrà dimostrare in questi primi mesi al Milan di esserlo ed iniziare così è già un primo passo da non sottovalutare.

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  • "HA PORTATO ENERGIA"

    A dire che il tecnico ha dato una scossa mentale alla squadra, oltre alle stesse parole dell'allenatore e il campo, è uno dei leader del Milan, ovvero Alvaro Morata.

    "Ci dice che abbiamo qualità ma dobbiamo mettere intensità. Ci ha portato energia, non c'è stato molto tempo di lavorare ma abbiamo vinto contro una grande squadra e ora possiamo vincere la coppa".

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