Pubblicità
Pubblicità
Joao Felix Feyenoord MilanGetty Images

Milan coi 4 tenori rimandato: Leao indolente, Pulisic spento, Gimenez non punge

Pubblicità

Esperimento fallito. O meglio dire, rimandato.

La prima volta del miglior Milan reso possibile dal super mercato di gennaio non ha prodotto i frutti sperati, col ko in casa del Feyenoord a gettare ombre sulla tenuta mentale e tattica dell'11 scelto da Sergio Conceicao per il primo dei due Playoff Champions.

L'allenatore portoghese ha calato tutti gli assi a disposizione, ma l'epilogo non è stato quello immaginato: a strappare la sufficienza soltanto Joao Felix, rimandati invece Rafael Leao, Christian Pulisic e il grande ex della serata Santiago Gimenez.

  • LA SCELTA DI CONCEICAO

    Il Diavolo nella versione di gala non ha brillato, ma soprattutto non è risultato pericoloso come ci si aspettava da chi possiede un bagaglio di qualità come quello che la dirigenza rossonera ha consegnato a chi siede in panchina.

    Conceicao ha voluto giocarsela senza paura e puntando sui nomi, senza sacrificarne nessuno: Pulisic e Leao larghi, Joao Felix seconda punta in appoggio a Gimenez. Un 4-4-2 dal sapore di 4-2-4, con Fofana e Reijnders (altro pezzo da novanta dalle caratteristiche non prettamente difensive) in mezzo al campo.

  • Pubblicità
  • IL TENORE È… PAIXAO

    Alla fine il tenore ad essersi preso il proscenio del 'De Kuip' è stato Paixao, giustiziere del Milan con la complicità di Maignan e capace di offuscare la luce delle bocche da fuoco rossonere calate sul prato di Rotterdam dall'ex allenatore del Porto.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • MALE LEAO E PULISIC

    I peggiori in campo, considerando la rosa dei 4 gioielli scelti dall'inizio, si sono rivelati Leao e Pulisic. Il portoghese è incappato nella più classica delle notti indolenti a cui spesso ha abituato tifosi rossoneri e non, senza mai riuscire ad accendersi e facendosi notare più per atteggiamenti che esulano dai lampi di classe nelle corde del 10 lusitano.

    Sbiadito anche lo statunitense, piazzato alto a destra ma mai in grado di trovare la dimensione giusta utile a far male agli avversari. Pulisic è risultato fuori dal gioco e, anche complice una condizione approssimativa, ha faticato enormemente al cospetto della maggiore fisicità degli olandesi.

  • GIMENEZ NON GRAFFIA

    I riflettori del 'De Kuip' erano inevitabilmente puntati su Gimenez, fino a pochi giorni fa bomber e trascinatore del Feyenoord ed ora avversario della sua ex squadra nel dentro o fuori che vale gli ottavi.

    Il messicano (poco servito) è rimasto imbrigliato tra le maglie della difesa di casa e, quando ha avuto lo spazio per provare ad accendersi, è apparso indeciso e contratto. Fattori che poco appartengono all'indole calcistica di Santi, evidentemente emozionato per il ritorno in quella che per 2 anni e mezzo è stata la sua casa.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • JOAO FELIX SUFFICIENTE

    Infine Joao Felix, il meno sottotono degli avanti milanisti: il portoghese si è mosso tra le linee cercando la mattonella giusta sulla quale pungere, ma l'ottima organizzazione del Feyenoord gli ha reso difficile il compito di scardinare gli avversari.

    In posizione centrale per quasi tutto il match, poi largo nel ruolo di Leao in seguito all'ingresso nei minuti conclusivi di Abraham e Camarda per Gimenez e Rafa: il talento arrivato sul gong dal Chelsea, rispetto ai colleghi di reparto, ha sicuramente sfigurato meno.

  • IL MILAN PUÒ REGGERE PULISIC, JOAO FELIX, GIMENEZ E LEAO?

    Come rimarcato sia da Conceicao che da Ibrahimovic, "tutti attaccano e tutti difendono". Il dogma da cui partire per garantire equilibrio alla squadra è questo, ma a ciò serve aggiungere una pressione adeguata nel momento in cui i rivali iniziano l'azione.

    La differenza la fanno predisposizione al sacrificio e stato di grazia quando c'è da puntare la porta, connotati che nella notte di Rotterdam a Leao e soci sono mancati.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0