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Udinese v Napoli - Serie AGetty Images Sport

McTominay rivela perché in estate ha accettato il Napoli: "Non mi era mai capitato prima"

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Scott McTominay ha fatto preoccupare un po' tutti con quella sostituzione anticipata a Bologna, ma contro l'Empoli con ogni probabilità ci sarà: è questo il simbolo dell'importanza che lo scozzese riveste per il Napoli.

McTominay è alla prima stagione in azzurro dopo gli anni al Manchester United, ma sembra che indossi questa maglia da anni. E ora è proprio lui, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, a lanciare il guanto di sfida all'Inter nonostante il ritardo di tre punti dal primo posto dei nerazzurri.

Dalle sensazioni provate in estate di fronte all'interesse del Napoli all'avversario che più l'ha impressionato in Serie A, ecco le dichiarazioni più interessanti di McTominay.

  • SUL NAPOLI

    "Ne avevo sentito parlare durante gli Europei e c'è stata un'immediata attrazione. Quando è arrivata questa occasione, l'ho presa seriamente in considerazione. All'istante. Non mi era mai capitato prima. Volevo essere sicuro che fosse la decisione giusta in quel periodo e per il futuro, così mi sono informato bene sul progetto, sulla squadra e sull'allenatore. E il ds Giovanni Manna ha avuto una grande influenza su di me, aiutandomi. È venuto a casa mia a Manchester, abbiamo avuto una conversazione molto piacevole: mi ha spiegato la cultura, la storia del club, della maglia e di Napoli, del suo stadio meraviglioso. La passione dei tifosi, il mito di Maradona, il cibo che è incredibile. E ovviamente l'opportunità di poter vincere trofei importanti che avrebbero fatto crescere la mia carriera. Qui sono molto contento e voglio continuare a fare del mio meglio in campo".

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  • GLI ALLENAMENTI DI CONTE

    "Molto duri, anche mentalmente. Ma nel calcio e nella vita non raggiungi nulla senza lavorare duramente, io provengo da una famiglia di lavoratori e per me il lavorare duro rappresenta la base dei miei valori. Non penso mai di non dare il mio massimo, voglio sempre essere al top. Ogni volta che vado in campo do tutto perché è così che sono stato educato. Ed è lo stesso modo in cui Conte conduce gli allenamenti o si approccia alle partite, e io lo condivido. A volte è complicato, ma devi mostrarti mentalmente in grado di gestire certi momenti. Lui tira fuori il meglio da tutti, non si vincono quattro campionati per caso. C'è una ragione dietro ai suoi successi, ha lavorato nel tempo molto bene anche come coach. Io voglio essere parte della sua storia e di quella del Napoli e spero di poter dimostrare la nostra forza anche nei prossimi anni".

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  • LO SCUDETTO

    "Se ci credo? Certo che ci credo. Pienamente. Dobbiamo pensare che possiamo vincere ogni partita, dobbiamo continuare a crederci per ottenere la migliore posizione possibile. Abbiamo lavorato duramente per essere dove ci troviamo ora. E credo che qualcosa di spettacolare possa ancora succedere. Non dobbiamo farci prendere dal panico, ora dobbiamo realizzare dove siamo e cosa stiamo facendo, e cercare di trarre il massimo dalla posizione in cui siamo, andare avanti e vedere dove ci porterà il nostro cammino. Non dobbiamo avere rimpianti, ma camminare sempre a testa alta: stiamo lavorando duramente e possiamo finire veramente bene".

  • L'AVVERSARIO CHE L'HA IMPRESSIONATO DI PIÙ

    "In Serie A dico Leao. È un grande giocatore, molto dinamico, veloce. Può cambiare una partita in ogni istante con un'azione. La A è davvero un ottimo campionato. Ci sono tanti campioni come Lautaro, i fratelli Thuram, Reijnders: il livello è altissimo, sono rimasto impressionato. Poi in carriera ho giocato anche contro Messi e Ronaldo, che sono fenomenali".

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  • IL COMPAGNO CHE L'HA IMPRESSIONATO DI PIÙ

    "Nel Napoli giocano grandi giocatori: penso a Di Lorenzo, Politano, Anguissa, Lobotka, Ngonge. Non dico Gilmour o Lukaku perché li conosco da tempo".

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