Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Massimo MorattiGetty Images

Massimo Moratti punge la Juventus: "Senza tutto quello che sappiamo l'Inter avrebbe 25 Scudetti"

Pubblicità

L'Inter ha vinto lo Scudetto della seconda stella. Lo ha fatto nel derby contro il Milan, nella notte più attesa. Un trionfo quasi simbolico per una squadra che ha dominato il campionato sin dalla prima giornata.

Gioiscono tutti e gioisce pure Massimo Moratti. Che prima ancora di essere stato il presidente dell'Inter, in anni bui e poi in anni gloriosi, ha il nero e l'azzurro nel cuore. Come un tifoso tra i tifosi.

E così la 'Gazzetta dello Sport', poche ore dopo il 2-1 firmato Acerbi-Thuram, ha contattato anche lui per carpirne gli umori. Con tanto di punzecchiatura alla Juventus.

  • "SE NON CI FOSSE STATA LA JUVE..."

    "La prima stella del 1966? - ha ricordato Moratti - Vero che al tempo eravamo i più forti, ma ci sono sempre dei cicli e vincere altri dieci scudetti non è facile. Se poi non ci fosse stata la Juve ci saremmo arrivati prima...".

  • Pubblicità
  • "SAREMMO GIÀ A QUOTA 25"

    Quindi, ancora una volta, l'argomento si è spostato su Calciopoli e sull'annosa questione del numero di Scudetti conquistati dall'Inter:

    "Cosa risponderei a chi dovesse dire che l’Inter di Scudetti ne ha vinti 19 e non 20? Che senza tutto quello che sappiamo saremmo già a quota 25".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • LO SCUDETTO NEL DERBY

    "Il derby è sempre una partita speciale - ha continuato Moratti - E il match dell’andata aveva insegnato che se l’Inter gioca da Inter non c’è partita.

    Vincere la seconda stella prima del Milan? Questa sì che è una gran bella cosa". 

  • LA STAGIONE DELL'INTER

    "Molto positiva. La seconda stella al termine di un campionato dominato mitiga la delusione della Champions, competizione crudele in cui si può andar fuori per un nulla. Delusioni che bisogna accettare. Pensi al City che col Real ha attaccato per 120’ ed è uscito...

    L'uomo simbolo dello Scudetto? Barella. Forse anche perché è il primo che viene in mente, essendo ovunque in campo. Ma è davvero di tutti, di Dimarco che è l’interismo fatto persona, di Calhanoglu e Mkhitaryan che hanno fatto una stagione stupenda, di Lautaro che è una forza della natura".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • HERRERA E INZAGHI

    "Cos'hanno in comune? Praticamente nulla. Inzaghi ha qualità tutte sue che gli permettono di far giocare bene la squadra e di tenere unito lo spogliatoio. Herrera era un vulcano".

0