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Giuseppe Marotta InterGetty Images

Marotta è il più potente del calcio italiano? Risponde lui: "Ho raggiunto il pieno dell'esperienza calcistica"

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Il Presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, ha rilasciato un'intervista esclusiva a Sky Sport per lo speciale di Natale: in compagnia del direttore Federico Ferri, il dirigente nerazzurro ha risposto a varie domande in merito al presente e al futuro dei nerazzurri, ma sono solo.

Tra i temi trattati c'è stato infatti anche quello legato alla sua importanza nel calcio italiano: "Se sono il più potente in quest'ambito? No, sono una persona che ha raggiunto il pieno dell'esperienza calcistica".

E sul mercato: "Nella prossima stagione garantiremo competitività con giocatori meno vecchi di quelli di oggi".

  • "INTER UNA DELLE PROTAGONISTE EUROPEE PIÙ AUTOREVOLI"

    "Devo dire che a livello Europeo l'Inter è ritornata a essere una delle protagoniste più autorevoli. Nel senso che la storia e il palmares di questa società ci dice che i trofei vinti sono tanti, quindi siamo tornati nel palcoscenico più consono alla storia. In questo momento, con la nuova proprietà, stiamo dando continuità a questa situazione".  

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  • "DEVO RINGRAZIARE LA PROPRIETÀ PER LA FIDUCIA"

    "Intanto devo ringraziare la proprietà che mi ha dato fiducia da subito, una maggiore responsabilità avendomi nominato presidente di una società come l'Inter. E' qualcosa di straordinario per la mia carriera, sempre guardando ad un'Inter che sia vincente e piena di buoni risultati. Col nuovo ruolo non è cambiato molto, se non la dedizione e l'impegno che sono ancora maggiori. Nel mio cammino ho vissuto esperienze di tanti presidenti e modelli di gestione di club. Mi sono adattato, ho tratto tantissimo dai miei predecessori, che mi hanno arricchito".

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  • "INZAGHI È UN LEADER"

    "Inzaghi ha dimostrato di essere un grande professionista e una persona intelligente. È arrivato in punta di piedi all'Inter, senza fare proclami. È cresciuto man mano che otteneva risultati, acquisendo consapevolezza delle proprie capacità. È un leader, sa inculcare la cultura del lavoro, la passione e il senso di appartenenza. Tutte componenti supportate dal management, e che hanno creato una simbiosi che ci ha portato lontani. Ausilio, da direttore sportivo , è quello che si confronta di più con l'allenatore, ma siccome il nostro è un gioco di squadra il confronto è quotidiano e ognuno porta la sua competenza".

  • "NELLA PROSSIMA STAGIONE GIOCATORI MENO VECCHI"

    "Oaktree è arrivato in punta di piedi, ma in modo concreto e partecipe nel club. Il rapporto è positivo e quotidiano, dobbiamo cercare la sostenibilità economico-finanziaria. Questa sostenibilità avviene attraverso delle linee guida. Quali sono? La rosa deve rispondere a limiti economici dal punto di vista del costo del lavoro, l'età media deve garantire il fatto di investire in giovani che rappresentino un patrimonio, e contribuire a dare sostenibilità".

    Continua poi: "Nella prossima stagione garantiremo la massima competitività attraverso giocatori meno vecchi di quelli di oggi, ma che rappresentino anche qualità, professionalità e patrimonio". 

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  • "PIÙ POTENTE IN ITALIA? HO RAGGIUNTO IL PIENO DELL'ESPERIENZA CALCISTICA"

    "Se sono il più potente del calcio in Italia? No, io sono una persona che ha raggiunto il pieno della propria esperienza calcistica, conosco bene questo settore avendo iniziato da ragazzino. L'aspetto che dobbiamo combattere è la litigiosità dei personalismi. Dobbiamo essere tutti uniti per portare avanti un fenomeno che a tratti traballa, soprattutto a confronto con le altre nazioni. I grandi problemi sono legati ai dialoghi con il Governo come il Decreto Crescita, che non ci dà la possibilità di utilizzare gli stranieri con agevolazioni che invece un manager ha. Guarda caso, nel momento in cui è stato attuato il Decreto, le nostre squadre sono arrivate tutte in fondo nelle Coppe. Ci siamo ritornati anche, l'Atalanta ha vinto."

  • "FINALI PERSE? BISOGNA GARANTIRE L'OCCASIONE DI ARRIVARCI"

    "Finali perse in Champions con Inter e Juve? Credo che bisogna sempre garantire l'occasione di essere lì, dopodiché si vince o si perde. Noi dobbiamo perseguire di essere lì al momento giusto, è un atto non di arroganza, ma di ambizione sportiva. Nello sport bisogna esser ambiziosi altrimenti non si vince. Quando alcuni miei colleghi dicono 'bisogna arrivare tra le prime 4', io non sono molto d'accordo. Bisogna avere la sfacciataggine anche di avere obiettivi utopistici, credere in questo".

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