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Marotta PSG InterGetty Images

Marotta dopo PSG-Inter sul futuro di Inzaghi: "Nessun cambio di valutazione, ci vedremo la prossima settimana"

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Beppe Marotta si è presentato per primo, prima di Simone Inzaghi, ai microfoni delle televisioni per commentare la sconfitta pesantissima dell'Inter contro il PSG. Ma non per annunciare novità sul futuro dell'allenatore.

Il presidente nerazzurro, a Sky, ha operato un'analisi lucida della partita di Monaco di Baviera, dominata dall'inizio alla fine dai francesi. E poi ha spiegato proprio la situazione di Inzaghi, con il quale la dirigenza si vedrà tra pochi giorni per fare il punto della situazione in vista del futuro.

Di seguito le parole di Marotta, con tanto di analisi anche sulle difficoltà delle formazioni italiane nel tornare a conquistare la Champions League 15 anni dopo il trionfo proprio dell'Inter al Bernabeu.

  • "SURCLASSATI"

    "Serata negativa, l’avversario ci ha surclassato in tutto. Ma questo non deve inficiare quello che è stata la stagione. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte, ci dispiace per questa prestazione e ringrazio i tifosi che sono arrivati fino a qua".

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  • "SIAMO STATI FRAGILI"

    "Era molto difficile arrivare a questa serata, ci siamo riusciti con merito dopo aver superato avversari come Bayern e Barcellona. Questa sera siamo stati fragili, ma non è un’analisi tecnica. Voglio ringraziare i nostri giocatori e il nostro allenatore. Il cammino stagionale ha dimostrato come questo gruppo meritasse questo palcoscenico. Onore e merito agli avversari, si chiude una parentesi".

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  • "INZAGHI? NESSUN CAMBIO DI VALUTAZIONE"

    "Assolutamente nessun cambio di valutazione. Avevamo detto che ci saremmo visti con Inzaghi la prossima settimana. Inzaghi ha un altro anno di contratto e ha dimostrato in questi 4 anni di essere all’altezza del ruolo che ricopre e tanti meriti vanno ascritti alla sua capacità, alla sua professionalità. Non è una serata negativa che cancella i meriti. Ci incontreremo, ma questo è indipendente dalla serata".

  • ALTRO KO ITALIANO IN FINALE

    "L’Italia non è più il paradiso. Il nostro campionato è un movimento calcistico di passaggio, i calciatori vengono qua e poi rischiano di scappare. Società come il PSG possono gestire budget illimitati, ma questo non dev’essere un alibi. Il made in Italy è ancora un prodotto che può raggiungere diversi traguardi: con la competenza degli allenatori e di giocatori di valore possiamo recitare un ruolo da protagonisti".

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