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Man City Feyenoord ratings GFXGetty/GOAL

Manchester City in crisi, si fa rimontare tre goal in un quarto d'ora: è la fine del guardiolismo?

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C'è un momento, nelle storie più belle, in cui il racconto sembra vacillare, come se l'incantesimo stesse per spezzarsi. Anche il più grande dei castelli, costruito su fondamenta solide e con torri che sfiorano il cielo, può conoscere crepe che minacciano di incrinare la perfezione. È un destino che non risparmia nessuno, nemmeno il Manchester City di Pep Guardiola, una squadra che per anni ha incantato il mondo con il suo calcio poetico, metodico, devastante.

Ma ora, proprio loro, gli artisti del pressing alto, i maestri del possesso palla, i creatori di un gioco che sembrava un'opera d'arte vivente, sembrano aver perso il filo del racconto. I risultati non arrivano, il gioco non fluisce come un tempo. Sembra quasi che il meccanismo perfetto abbia iniziato a incepparsi. E così, ci si chiede: è solo un momento passeggero, uno di quei rallentamenti fisiologici che persino le grandi squadre attraversano, o siamo giunti alla fine dell'epoca d'oro del 'guardiolismo'?

  • IL CITY NON SA PIÙ VINCERE

    Chi avrebbe mai pensato ad inizio stagione che il Manchester City di Guardiola avrebbe affrontato un mese intero senza vittorie?

    Eppure, i Citizens hanno vissuto un novembre da paura: la formazione inglese ha perso cinque delle ultime sei partite tra Premier League, Champions League e Carabao Cup.

    Le note più dolenti sono state senz'altro la pesante sconfitta europea contro lo Sporting, guidato da uno scatenato Gyokeres, e quella casalinga in campionato contro il Tottenham di pochi giorni fa.

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  • 70 MINUTI DI SPETTACOLO CONTRO IL FEYENOORD... E POI?

    Il brutto momento sembrava alle spalle dopo i 70 minuti incantevoli contro il Feyenoord in Champions League, ma ai Citizens è bastato un quarto d'ora per sprofondare nuovamente nell'oblio.

    La formazione di Guardiola, in vantaggio per 3-0 grazie alla doppietta di Haaland e al goal di Gundogan, ha incredibilmente 'spento il motore' e si è fatta rimontare davanti ai propri tifosi in pochi minuti.

    Gli olandesi, infatti, hanno agguantato il pareggio poco prima del 90esimo, guadagnando così un punto importante in classifica.

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  • IL VUOTO LASCIATO DA RODRI: L'ASSENZA DI UN 'INGRANAGGIO' FONDAMENTALE

    Più passa il tempo, più diventa grande il solco lasciato dall'assenza di Rodri: il vincitore del Pallone d'Oro è sempre stato un giocatore fondamentale per lo stile di gioco di Guardiola, ma senza di lui sembra che il cuore del sistema abbia smesso di pulsare con la solita regolarità. Rodri non è solo un mediano, è il metronomo, l'architetto silenzioso che con i suoi tocchi e le sue letture plasma il ritmo della squadra.

    La sua intelligenza tattica, il posizionamento sempre impeccabile e quella capacità unica di trasformare situazioni di rischio in opportunità sono qualità che nessuno, al momento, sembra poter replicare.

    Senza di lui, il City appare vulnerabile, quasi irriconoscibile. La difesa si espone troppo, il centrocampo perde equilibrio e persino l'attacco ne risente: è come se la squadra di Guardiola stesse cercando di riscrivere una sinfonia senza il suo direttore d'orchestra, e il risultato, finora, è dissonante.

  • IL DESTINO DEI CITIZENS SI DECIDE A DICEMBRE

    Per Pep Guardiola e il suo Manchester City, il mese di dicembre sarà il banco di prova definitivo: ad iniziare dallo scontro diretto contro il Liverpool in Premier League - squadra che, al contrario, sta vivendo un periodo quasi idilliaco - i Citizens dovranno dare un segnale forte, perché perdere ancora potrebbe voler dire rinunciare all'obiettivo della vittoria del campionato.

    Ma le insidie non finiscono qui: il mese che chiude il 2024 offrirà anche le sfide contro la Juventus, in Champions League, e il derby contro il Manchester United, ora guidato da Amorim, proprio l'allenatore che nei mesi scorsi veniva associato alla panchina del City per la prossima stagione.

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