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Ruben Loftus-Cheek Milan VeronaGetty Images

Loftus-Cheek vota Milan: "In Italia ci sentiamo i migliori"

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Risveglio in rossonero. Parola di Ruben Loftus-Cheek, che dal suo approdo in Italia si sente decisamente un altro.

Lo racconta a 'Sportweek', spiegando come il trasferimento dal Chelsea al Milan gli abbia restituito entusiasmo e continuità.

Rinnovati stimoli uniti a tanta ambizione, come quella che l'inglese usa per lanciare il Diavolo nella corsa al tricolore.

  • "AL MILAN COME TORNARE BAMBINI"

    Loftus-Cheek si è messo alle spalle l'esperienza londinese, dove le cose non sono andate esattamente come previsto.

    "Non giocavo quanto avrei voluto e andavo in campo in posizioni in cui non potevo esprimermi. L'ultima stagione è stata molto difficile".

    "Al Milan ho la mente libera e faccio la mezzala come mi piace: è come tornare bambini quando si giocava a pallone senza pensieri. In campo vuoi divertirti, goderti il tuo gioco, avere anche il piacere di lavorare sodo. E se sei libero esprimi il tuo calcio migliore. Se tutta la squadra ha questo feeling, si possono fare grandi cose".

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  • "I MIGLIORI IN ITALIA"

    A precisa domanda sulla consapevolezza che si respira all'interno del gruppo, il centrocampista britannico si è esprime senza troppi giri di parole.

    "Siamo la squadra migliore in Italia? Sì, ci sentiamo i migliori. Ma per queste cose si aspetta la fine".

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  • "VOGLIO VINCERE LO SCUDETTO"

    "Nel calcio voglio vincere lo Scudetto col Milan - ha spiegato Loftus-Cheek - Fuori dal campo, non ci ho pensato molto. Voglio godermi il presente".

  • "POSSO FARE PIÙ DI 10 GOAL"

    Il ruolo ricamatogli addosso da Pioli, porta l'ex Chelsea ad alzare l'asticella.

    "Posso segnare anche più di 10 goal. Ne ho segnati 10 con Sarri, ma quella volta sono diventato titolare solo nel finale di stagione. Posso andare oltre".

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  • "NEL MILAN TUTTI LEADER"

    Infine una parentesi sullo spogliatoio rossonero, dove Loftus-Cheek assicura come la personalità non manchi.

    "Tutti sono leader, nessuno ha timore di far sapere che cosa prova o incoraggiare gli altri. Maignan è quello che si sente di più in campo e nello spogliatoio: parla, incoraggia, ci trascina".

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