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Lewis Skelly Arsenal Manchester CityGetty Images

Lewis-Skelly, che storia: doveva saltare il Manchester City per squalifica, ma gioca, segna ed esulta come Haaland

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Myles Lewis-Skelly ha ancora parecchio da dire nel calcio che conta, ma difficilmente dimenticherà il tardo pomeriggio di oggi. Quello in cui ha segnato la sua prima rete da professionista. Contro il Manchester City, l'ex squadra più forte d'Inghilterra e d'Europa.

Non ha dimenticherà soprattutto per tutta una serie di coincidenze che l'hanno portato a scendere in campo contro la squadra di Pep Guardiola. Perché il difensore dell'Arsenal, espulso nella scorsa giornata di Premier League e teoricamente squalificato, questa partita non l'avrebbe nemmeno dovuta giocare.

Ha potuto farlo grazie all'intervento della Football Association, che gli ha comminato una sorta di "grazia". Senza favoritismi di sorta, ci mancherebbe: solo per ristabilire un senso di giustizia perduto.

  • L'INCOMPRENSIBILE ESPULSIONE

    Tutto è nato da Wolverhampton-Arsenal di sabato 25 gennaio. Gara che la squadra di Arteta ha vinto per 1-0 al Molineux grazie a una rete segnata nella ripresa dal "nostro" Calafiori, dovendo però giocare un tempo intero in 10 contro 11. Proprio per il rosso comminato a Lewis-Skelly.

    Rosso francamente e oggettivamente incomprensibile: il giovanissimo difensore dell'Arsenal ha commesso un fallo tattico al limite dell'area avversaria come se ne vedono a bizzeffe, impedendo la ripartenza dei Wolves. Intervento non violento, non con la gamba a martello e certamente non con l'intenzione di impedire una chiara occasione da goal.

    Eppure l'arbitro di quella partita, quel Michael Oliver che la Juventus e Gigi Buffon conoscono benissimo, ha deciso incomprensibilmente e assurdamente di estrarre il cartellino rosso diretto nonostante le proteste di tutto l'Arsenal. Una decisione divenuta ancora più surreale in quanto spalleggiata dal VAR.

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  • RICORSO ACCOLTO

    Inizialmente, Lewis-Skelly si era visto comminare addirittura una squalifica di tre partite per condotta violenta. Ma l'Arsenal ha fatto ricorso e in settimana la squalifica stessa gli è stata tolta, come comunicato dalla Football Association.

    Lewis-Skelly è così tornato regolarmente a disposizione di Arteta, che ha preso la palla al balzo decidendo di confermarlo nell'undici titolare dell'Arsenal per il big match contro il Manchester City.

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  • PRIMO GOAL DA PROFESSIONISTA E GOLEADA

    Il pomeriggio di Lewis-Skelly si è così trasformato in un trionfo. Non solo per la possibilità di giocare una partita così importante, già di per sé una buona notizia, quanto per tutto quel che è accaduto in campo. Sia a livello individuale che collettivo.

    Il risultato, intanto, ha visto l'Arsenal prevalere in maniera netta su un City ripiombato nella crisi più nera dopo un buon periodo di forma: i Gunners si sono imposti per 5-1, vendicandosi sportivamente del secondo posto della scorsa stagione e del 2-2 dell'andata, acciuffato dalla squadra di Guardiola nel recupero e in 11 contro 10.

    Odegaard ha trovato il vantaggio dopo pochi minuti, Haaland ha pareggiato al 10' della ripresa, ma pochi secondi più tardi Thomas Partey ha segnato il momentaneo 2-1. E di chi è stato il tris? Proprio di Lewis-Skelly, con una bella incursione perdsonale in area e un destro che Ortega non è riuscito a togliere dalla porta. Di Havertz e Nwaneri, per la cronaca, la quarta e quinta rete dei londinesi.

    Lewis-Skelly non aveva mai segnato prima di oggi a livello di prima squadra: solo nelle giovanili dell'Arsenal. In pratica, ha trovato il suo primo goal da professionista in una partita che non avrebbe neppure dovuto giocare.

  • Arsenal FC v Manchester City FC - Premier LeagueGetty Images Sport

    L'ESULTANZA COME HAALAND

    Lewis-Skelly, poi, ha voluto rendere ancor più indimenticabile la propria serata con un festeggiamento speciale: ha mimato l'esultanza dello yoga, marchio di fabbrica proprio di Erling Haaland, suo avversario odierno.

    Un'esultanza che sa evidentemente di provocazione nei confronti del norvegese, con il quale all'andata Lewis-Skelly aveva avuto un battibecco: Haaland lo aveva apostrofato con un "chi c***o sei?". Oggi Myles si è preso la propria rivincita sportiva. In tutto e per tutto.

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