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Theo Hernandez Leao MaignanGetty Images

Leão sfida Theo Hernandez e Maignan: Portogallo-Francia è Milan contro Milan

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"Il rosso e il nero" è il nome di un celebre romanzo di Stendhal. Ma il rosso e il nero sono anche le tonalità che questa sera, ad Amburgo, domineranno la scena. I colori del Milan. Ma anche i colori di Portogallo-Francia, il remake della finale del 2016.

Rafael Leão da una parte, Theo Hernandez e Mike Maignan dall'altra. Compagni di squadra per nove mesi a Milano, simboli della squadra appena passata dalle mani di Stefano Pioli a quelle di Paulo Fonseca, ma oggi avversari. In palio c'è la semifinale degli Europei contro una tra Spagna e Germania: roba grossa.

Leão, Theo e Maignan, re nella Milano rossonera pur tra qualche contraddizione - è il caso del portoghese, non esattamente un maestro di continuità - in nazionale sono "solo" campioni tra i campioni. Perché da una parte c'è Cristiano Ronaldo e dall'altra c'è Kylian Mbappé, le vere e indiscusse stelle polari della Selecção e dei Bleus.

Vietato farsi prendere dalle emozioni: qui si fa sul serio. Poi, è ovvio, dopo il 90' saranno baci, abbracci, maglie scambiate e parole di consolazione per lo sconfitto o gli sconfitti. Perché un legame che dura da anni non può essere messo a rischio per così poco.

  • LEÃO TRA LUCI E OMBRE

    Leão, fin qui, ha vissuto più di ombre che di luci. Arriva, sì, dal bel primo tempo disputato contro la Slovenia, ma in precedenza era salito agli onori - si fa per dire - della cronaca per le due ammonizioni per simulazione rimediate nelle prime due giornate del girone, contro Repubblica Ceca e Turchia. Per questo era stato costretto a saltare la terza sfida, persa dai compagni contro la Georgia.

    "La responsabilità di metterlo nelle condizioni migliori è nostra - ha detto il ct Roberto Martinez prima dell'ottavo contro la Slovenia, difendendo il proprio giocatore - Dobbiamo trovare il modo di trovargli gli spazi in modo che possa mettere in pratica il proprio calcio. Però mi ha impressionato parecchio. Nelle prime due partite ci ha dato molto, soprattutto contro la Turchia”.

    Tutto bene, ma da Leão ci si aspetta sempre qualcosina in più. Al Milan come in Nazionale. Il problema di una vena realizzativa non all'altezza permane: fin qui zero goal. Contro la Francia degli altri milanisti, nella notte più importante, l'occasione per lasciare finalmente un segno concreto sul proprio Europeo.

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  • SARACINESCA MAIGNAN

    Quante volte abbiamo visto Mike Maignan prender palla tra le mani e lanciare lungo per lo scatto di Leão? Uno degli schemi del Milan di Pioli è stato questo. Ha funzionato ad esempio in un 1-0 contro la Sampdoria del febbraio del 2022, l'anno dello Scudetto: l'unico goal di quella partita è arrivato così.

    Stavolta sarà Leão contro Maignan. Non accadeva dal 5 novembre 2020, quando il portoghese già indossava la maglia del Milan e il portiere ancora giocava nel Lille. I francesi arrivarono a San Siro e travolsero i rossoneri per 3-0 nei gironi di Europa League. Rafa partì dalla panchina, subentrò a Castillejo all'intervallo, combinò poco. Al ritorno (1-1), non c'era per un infortunio muscolare.

    Maignan dovrà stare attento a lui, naturalmente a Cristiano Ronaldo, a Bernardo Silva, a Bruno Fernandes. Così come ha dovuto fronteggiare Lewandowski, Lukaku, De Bruyne. Al polacco ha parato un rigore, poi ripetuto e segnato; i due belgi, invece, li ha stoppati in tutto e per tutto consentendo a Kolo Muani di trovare il fortunoso guizzo finale.

    Al suo primo torneo da titolare, Maignan non sta facendo intravedere un solo briciolo di timore. Com'era del resto facile da immaginare, se è vero che il personaggio è uno che si è preso senza problemi l'eredità del miglior portiere di Euro 2020, ovvero Gigio Donnarumma. Fin qui una sola rete subita: da Lewandowski, appunto. Ma stasera il livello si alzerà come non mai.

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  • THEO FRATELLO UNICO

    E poi c'è Theo Hernandez, un altro titolare inamovibile. Come un anno e mezzo fa in Qatar, se la sta cavando senza il fratello Lucas, di nuovo gravemente infortunato e costretto a saltare l'ennesima competizione con la Francia.

    Theo ha vinto il ballottaggio con Mendy, fin qui ha giocato tutti i minuti di tutte le partite tra girone e ottavi. Il padrone della fascia sinistra è lui. Tra le solite accelerate palla al piede e qualche intervento provvidenziale in difesa: senza il suo recupero sul belga Carrasco, lanciato da De Bruyne verso Maignan sul punteggio di 0-0, chissà come sarebbe finita lunedì.

    "Ho visto il recupero in scivolata di Hernandez su Carrasco, festeggiato come un gol - ha detto nei giorni scorsi Fabio Capello alla Gazzetta dello Sport - mi ha impressionato l’umiltà di Theo, non lo avevo mai visto così. Sì, si può parlare di un blocco Milan che sa essere decisivo per la nazionale francese“.

  • IN CORSA ANCHE GIROUD

    Ci siamo dimenticati di Olivier Giroud? No, non ce ne siamo dimenticati. Solo che Oli non è più del Milan, formalmente da qualche giorno, di fatto da settimane. Il suo contratto è scaduto e il volo per Los Angeles è stato prenotato: dopo l'Europeo lo attende il LAFC.

    Giroud, determinante in Russia e in Qatar, fin qui ha giocato pochissimo: mezzo tempo complessivo, suddiviso tra tre ingressi nel finale contro Austria, Olanda e Polonia. Contro il Belgio è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti: gli anni passano per tutti e nel suo caso sono quasi 38.

    Spazio ai giovani, insomma. A Thuram, naturalmente a Mbappé. Giroud è l'uomo spogliatoio della Francia, esserci è già un successo. Se ci sarà bisogno di lui, Deschamps lo inserirà nel secondo tempo o eventualmente ai supplementari. Altrimenti, in panchina Theo Hernandez e Maignan avranno un tifoso in più. Con buona pace di Leão.

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