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Leão leone di Champions, quarta prestazione convincente e terzo goal di fila: "Questione di spazi"

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Udite udite: Rafael Leão ha finalmente trovato continuità. Perlomeno in Champions League, la competizione che, da qualche tempo a questa parte, sembra effettivamente essere diventata il suo vero terreno di caccia.

Proprio lui con un gran goal al Girona ha regalato al Milan la concreta possibilità di sognare fino in fondo gli ottavi diretti, senza passare per gli spareggi. Proprio lui, assieme a Maignan, è stato il grande protagonista della notte di San Siro.


Leão leone in Champions, sul palcoscenico europeo più importante, davanti agli occhi di tutta Europa: un bel modo di rispondere alle critiche di tutti coloro che, a ragion veduta, ne contestano la mancanza di costanza di rendimento.

  • DA MADRID AL GIRONA

    Non era iniziata benissimo, a dire il vero. Leão si era fatto inglobare dalla serata da incubo contro il Liverpool, all'esordio nel girone, e poi non era riuscito a esprimere in maniera completa il proprio potenziale in casa del Bayer Leverkusen. Riassumendo: due insufficienze su due. E due sconfitte su due per il Milan.

    Poi qualcosa è cambiato. Leão ha cominciato a prendere per mano il Milan in Europa, a diventarne l'uomo simbolo non solo in potenziale, ma anche sul campo. Madrid ha rappresentato la sua rinascita, ed è quasi ironico pensare che sia stata quella l'unica partita da novembre a oggi in cui il portoghese non è andato a segno. Come dire che non è tutto goal quello che luccica.

    Nelle ultime tre uscite in Champions League, Leão ha lasciato il proprio graffio. Una rete da subentrato in casa dello Slovan Bratislava, un'altra con la Stella Rossa, un'altra ancora col Girona. Se il Milan è sesto e con ottime chances di evitare il playoff, buona parte del merito è anche sua.

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  • "IN CHAMPIONS CI SONO PIÙ SPAZI"

    Cosa cambia, dunque, quando il Milan abbandona il campionato per qualche giorno per concentrarsi sulla Champions League? Il colore dell'erba è lo stesso, le misure dei campi più o meno anche, pure quelle delle porte. Eppure sì, qualcosa cambia.

    Lo ha spiegato lo stesso giocatore a Sky, al termine della partita contro il Girona: giocare in Europa non è esattamente la stessa cosa di giocare in Serie A. "In Champions ci sono più spazi. In Serie A è diverso perché bisogna essere più vicini alla porta, in Champions c’è più spazio e creiamo di più".

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  • CONCEIÇÃO: "PUÒ DIVENTARE MOLTO PIÙ FORTE"

    Sergio Conceição non ha mai nascosto il proprio desiderio di far di Leão un "top mondo". Dopo la Supercoppa contro l'Inter ha detto di lui che "è un fenomeno, può essere il miglior giocatore del mondo". Giusto per farsi un'idea.

    Dopo il Girona il tecnico portoghese non è arrivato a tanto, ma ha confermato ancora una volta il proprio desiderio di alzare il livello di un campione ancora potenziale:

    "Quando sono arrivato gli ho parlato - ha detto a Sky - è importante che lui capisca che è un attaccante quando abbiamo la palla ma è un difensore quando non l’abbiamo. Non gli chiedo di recuperare tanti palloni quanti ne recuperano i difensori ma deve essere a disposizione dell’organizzazione difensiva, lui sta provando a farlo per diventare più completo e molto più forte".

    E Leão:

    "Prima gli allenatori mi lasciavano più libero, ma il mister ha un altro modo di pensare perché abbiamo un altro modo di pressare e di difendere più compatti, io cerco di fare ciò che lui mi chiede. Conceição mi ha dato degli obiettivi anche per aumentare i miei numeri in zona gol, c’è da migliorare dei numeri per stare a livelli altissimi".

  • AAA CONTINUITÀ CERCASI

    E così si ritorna a quella parolina magica: "continuità". Quella continuità che in stagione non ha trovato nessuno, dalla prima all'ultima partita: né il Milan, né tantomeno Leão.

    I rossoneri di Champions volano, quelli del campionato no: l'ottavo posto è una sentenza, la sconfitta contro la Juventus pure. E ora occhio a una sfida che solo a prima vista potrebbe apparire abbordabile: quella di domenica contro il Parma.

    Attenzione soprattutto alla "teoria Fonseca", secondo cui sfidare il Cagliari o il Monza è più complicato che sfidare il Real Madrid. Proprio per una questione tattica, di spazi che di qua ci sono e di là no. Per confutarla, ancora una volta, servirà il miglior Leão: quello di Champions, trasportato nel campionato.

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