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Leao Vinicius JuniorGetty Images

Leão lancia la sfida a Vinicius Junior: vuole dimostrare di non essere solo la sua "brutta copia"

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Che Rafael Leão sia sempre e costantemente sulla bocca di tutti, da un certo punto di vista, è anche una buona cosa: significa che la stella potenziale del Milan è sempre lui. Solo che "potenziale" non fa rima con "reale". E tutto quel che sta accadendo al Milan nell'ultimo periodo ne è la dimostrazione lampante.

Una stella che rimane in panchina per tre partite di fila in campionato, e che nel mezzo parte titolare e viene sostituito sull'1-1 in Champions League, fa rumore. E inevitabilmente fa sorgere un chiaro punto interrogativo non soltanto sul suo futuro a lungo termine, qualcosa di cui si potrebbe parlare nei prossimi mesi se la situazione non cambierà, ma anche a breve.

Martedì sera il Milan andrà a trovare il Real Madrid e riabbraccerà l'ex Carlo Ancelotti in una partita dal fascino quasi ineguagliabile, considerando la storia di entrambi i club. E dal punto di vista della formazione che scenderà in campo il dilemma si ripropone per l'ennesima volta: Leão giocherà titolare al Bernabeu oppure no?

  • LE PAROLE DI FONSECA

    Tutto lascia pensare che sì, il portoghese questa volta verrà inserito nell'undici di partenza da Paulo Fonseca. Diversamente dalle partite contro l'Udinese, il Napoli, il Monza. Ma sulla falsariga di quella vinta contro il Bruges il 23 ottobre, unica occasione dopo la sosta per le nazionali in cui l'esterno portoghese s'è visto in campo dall'inizio.

    "Io devo pensare non solo a questa partita, abbiamo poi una partita importante contro il Real e devo gestire la squadra - ha detto il tecnico prima di Monza-Milan, giocata sabato sera e vinta 1-0 dai rossoneri - Non voglio entrare nei dettagli. Oggi penso che questa sia la squadra giusta per giocare contro il Monza, pensando anche alla partita contro il Real Madrid”.

    E poi, a Sky dopo la partita dello U-Power Stadium:

    "È entrato bene, è la cosa più importante. È importante avere questa reazione, è quello che voglio. Penso che sia pronto per Madrid".

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  • UN PALCOSCENICO REAL

    Leão, se le indicazioni verranno effettivamente confermate e se Fonseca non deciderà di puntare ancora una volta su Okafor, dovrà dare la risposta più importante: essere in grado di incidere anche dal primo minuto e non solo entrando dalla panchina, come contro il Napoli o il Monza, partite nelle quali ha in entrambi i casi sfiorato un gran goal.

    Dovrà farlo in un palcoscenico Real, al Santiago Bernabeu. Senza quel miedo escenico che fa tremare i polsi e le gambe praticamente a chiunque vi metta piede. E di fronte alla serie di fuoriclasse su cui può contare Ancelotti.

    C'è Vinicius Junior, reduce dalla delusione della mancata consegna del Pallone d'Oro. C'è Kylian Mbappé, che nonostante qualche difficoltà di inserimento non ha bisogno di troppe presentazioni. E c'è Jude Bellingham, anche se il suo impatto non è neppure lontanamente paragonabile a quello strepitoso di un anno fa.

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  • MONDI LONTANI

    Dei tre, chi ha qualcosa in comune con Leão è Vinicius Junior. Nel senso che i due sono accomunati dallo stesso modo di intendere il calcio: uno stile latino, brasiliano uno e portoghese l'altro, con quella tendenza a gigioneggiare con la palla tra i piedi, a divertirsi, a far divertire, a trasformare il gioco in qualcosa di più leggero.

    Solo che, naturalmente, c'è ben altro. C'è il fatto, ad esempio, che Vinicius ha vinto da protagonista una Champions League sfiorando la conquista del Pallone d'Oro. Mentre il collega fa panchina al Milan "per scelta tecnica", come spiega e ribadisce a ogni occasione possibile il suo allenatore.

  • "UNA COPIA NON FATTA BENE"

    Questo è il senso di quel che ha detto un paio di settimane fa Paolo Di Canio, uno che notoriamente quando c'è da bacchettare Leão non ci va mai giù troppo leggero, accostando il portoghese a Vinicius Junior e ad altri campioni della storia recente del calcio.

    L'ex attaccante, presente nello studio di Sky a commentare la vittoria del Milan sul Bruges, si è soffermato anche sulla prestazione tra luci e ombre dell'ex Lille, sostituito a partita in corso con Okafor (poi decisivo nel 2-1 di Reijnders). E ha estratto dal repertorio una metafora che ha fatto immediatamente il giro del web e dei social.

    "Per me non basta aver saltato tre volte un diretto avversario del Bruges per reputare la sua una buona partita. Nella sfera tecnica non ha tanta intelligenza nel combinare con i compagni. Nella fase del passaggio hanno fatto meglio Okafor e Chukwueze. Non parlo tecnicamente di Leao. Parlo del pacchetto Leão. Ormai ho capito cos’è Leão. Ora lo dico e poi non ne parlo più. È come se mi dicessero: che orologio bellissimo che hai, Paolo! Se lo guardi da lontano. Cos’è: un Vinicius Junior? Un Thierry Henry? Ah no, aspetta… è un vintage? Un Robben? Ah! Ma è una copia! Una buona copia. Se lo osservi da vicino è una copia, anche fatta discretamente. Non proprio bene”.

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  • VETRINA

    Per Leão sarà una vetrina, nei confronti anche di un'Europa che dopo i tanti chiacchiericci degli scorsi anni si è un po' dimenticata di lui. Rafa al Chelsea, Rafa al PSG, Rafa che vale più di 100 milioni. Rafa che interessa anche al Real Madrid. Ma Rafa, oggi, non ha neppure una maglia da titolare garantita a Milano.

    Ma sarà anche una sfida nella sfida con Vinicius. Calcio bailado contro calcio bailado. Una delle tante di una notte da 22 Coppe Campioni/Champions League complessive. Con la conseguente occasione, per Leão, di dimostrare di non essere solo una "brutta copia" del brasiliano.

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