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Leao Theo HernandezGetty Images

Leão entra e spacca la partita, anche Theo Hernandez decisivo: il Milan ha ritrovato la sua catena di sinistra

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C'era una volta la Theão, ovvero la catena di sinistra del Milan. Famigerata, terribile per qualsiasi avversario. Theo Hernandez a partire da dietro e Rafael Leão a dialogare, a fargli spazio, a sincronizzare i propri movimenti con quelli del compagno, a trovare l'intesa con una semplice occhiata.

"C'era una volta"? C'è ancora, in realtà. E contro l'Inter, nel derby che dopo due anni ha rimesso in palio la Supercoppa Italiana, se n'è avuta la riprova: la catena mancina del Milan è sempre stata lì, pronta a (ri)esplodere, a (ri)trasformare quella fascia in un terreno di caccia.

Sergio Conceição, che alla seconda presenza in panchina ha già regalato al Milan un trofeo, riparte da vecchie certezze che nel corso del tempo certezze non erano più. E ora che si sono svegliate, ha tutta l'intenzione di tenersi strette le proprie stelle.

  • L'AZIONE DEL 2-1...

    Leão è entrato benissimo in partita. Che la notte fosse di quelle propizie, s'è capito sin da subito: il portoghese ha preso il posto di Jimenez al 6' del secondo tempo e proprio lui si è guadagnato la punizione del 2-1, inducendo Mkhitaryan a commettere fallo al limite dell'area dopo una bella incursione personale.

    Punizione segnata da chi? Da Theo Hernandez. E nel modo più furbo possibile: piazzando la palla nell'angolino basso della porta di Sommer, mal piazzato nell'occasione, in modo da aggirare la barriera ed evitare l'intervento da uomo "staccato" di Lautaro Martinez.

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  • Christian Pulisic Milan win Supercoppa HICGetty Images

    ...QUELLA DEL PAREGGIO...

    Sempre Leão ha continuato a fare il bello e il cattivo tempo sulla sinistra: poco dopo si è messo a sgasare palla al piede, penetrando in area, porgendo a Reijnders la sfera del 2-2 e guardando l'olandese venire murato dalla difesa avversaria a un passo dalla porta.

    Ma il pareggio è arrivato lo stesso. Sempre sull'asse Leão-Theo Hernandez. Anche se alla fine il merito se l'è preso (giustamente) Pulisic, autore di un meraviglioso sinistro incrociato alle spalle di Sommer e del suo secondo goal in pochi giorni.

    Ma di chi è stato il cross da sinistra per l'americano? Proprio di Theo Hernandez. E chi ha lanciato il compagno nello spazio? Proprio Leão.

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  • ...E QUELLA DEL 2-3

    Finita qui? Nemmeno per sogno. Perché Leão ha deciso di esagerare, diventando in tutto e per tutto il protagonista della clamorosa rimonta. Anche se la rete del 3-2, formalmente, l'ha messa a segno Tammy Abraham al terzo minuto di recupero.

    Il portoghese si è incuneato in area nelle maglie di una difesa interista ancora una volta disattenta, raccogliendo un perfetto suggerimento di Pulisic. E davanti a Maignan ha fatto sfoggio di altruismo, cercando e trovando Abraham, il cui compito finale di appoggiare la palla nella porta sguarnita è stato facile facile.

    In sostanza, tre goal del Milan e tre partecipazioni attive di Leão. Che ora, sotto la guida dell'altro connazionale Sergio Conceição, si prepara a resettare la propria stagione dopo tutti i patemi vissuti con Paulo Fonseca.

  • Theo Hernandez Milan SupercoppaGetty Images

    THEO: "ORA MI STO METTENDO A POSTO"

    Intervistato assieme ad Abraham da Mediaset al termine della gara, Theo ha fatto sfoggio di sincerità. Ammettendo che sì, negli ultimi tempi qualcosina non è andato. Tra panchine, un rapporto mai decollato con l'ex allenatore Fonseca e un rendimento anormale per uno come lui. Compresa la semifinale contro la Juventus, nonostante la vittoria in rimonta della squadra.

    "È stato un momento difficile per me, ma adesso mi sto mettendo a posto. Non sono ancora al 100%, ma quello che posso fare è aiutare la squadra come ho fatto oggi”.

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  • CONCEIÇÃO: "RAFA È UN FENOMENO"

    Conceição, invece, sempre a Mediaset ha speso parole di elogio assoluto a favore di Leão:

    "Leão è un fenomeno. Lo conosco già da tanto tempo, è portoghese come me. Ma lui è un portoghese più rilassato, io sono più teso. Deve imparare due-tre cosine, secondo me può essere il miglior giocatore del mondo. Ha tutto, deve capire solo due-tre cosine che deve fare. Ha tantissima qualità, se la mette al servizio della squadra sarà ancora più forte. Nella prossima stagione sarà uno dei migliori del mondo, non ho dubbi”.

  • LA STAGIONE INIZIA QUI

    Facile pensare che anche il cambio di allenatore abbia influito sulla rinascita di entrambi. Di Theo, di nuovo al centro del progetto Milan, e di Leão, che a sua volta sta provando a lasciarsi alle spalle i problemi con Fonseca e che intanto si è ripreso dall'infortunio muscolare di Verona.

    Il francese e il portoghese hanno dimostrato quel che un po' tutti sapevano già: che il Milan non può fare a meno di loro. E che Fonseca li lasciava spesso e volentieri in panchinaper motivarli, per chiedere loro qualcosina in più a livello di impegno, di risposte in campo e durante la settimana. Risposte che, evidentemente, non sempre sono arrivate.

    Alla seconda partita di Conceição, di risposte il Milan ne ha avute eccome. Tre guizzi su tre goal di Leão, una rete e un assist di Pulisic. La soddisfazione nella soddisfazione, dopo un derby vinto così, è proprio questa.

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