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Liverpool v Accrington Stanley - Emirates FA Cup Third RoundGetty Images Sport

Le verità di Chiesa: “Slot è un vincente, Allegri un grande. Italia? Mondiale obbligatorio”

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Nella passata stagione, la sua prima al Liverpool, Federico Chiesa in campo non è sceso quasi mai. Eppure l’esterno offensivo classe 1997 non giudica negativa la sua annata, anzi.

In Inghilterra ha imparato tanto, confrontandosi con una realtà diversa, ha accettato le ripetute esclusione senza mai una polemica ed è cresciuto molto anche dal punto di vista mentale.

Adesso però è tempo di bilanci e futuro, che nel suo caso potrebbe essere nuovamente in Italia, in Serie A, visto che i corteggiatori non gli mancano di certo. Intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, Federico Chiesa si racconta parlando anche della Nazionale azzurra e nuovamente di Juventus, la sua ex squadra.

  • “STAGIONE DI APPRENDIMENTO, SLOT È UN VINCENTE”

    Chiesa racconta il suo difficile impatto con il mondo Reds. “Le scelte si accettano da professionista e si va avanti. Nei primi mesi le difficoltà non sono mancate, se pensi che sono arrivato a Liverpool il 26 agosto e mi sono ritrovato catapultato su un altro pianeta, con altri compagni, senza essermi allenato con loro, ma con un preparatore, zero amichevoli, nulla... La mia è stata un stagione particolare, di apprendimento a 27 anni.

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  • “SLOT È UN VINCENTE”

    “All’inizio ho provato la frustrazione del cambiamento radicale e del fatto di essere molto indietro rispetto al gruppo, poi c’è stato l’infortunio. Potevo mettermi a discutere le scelte di Slot che con me è sempre stato rispettosissimo, così come il club. La voglia di giocare c’era eccome, l’ho messa da parte, ho capito la situazione. Accantonata ogni forma di individualismo. Ho accettato le scelte di Slot, è un vincente”

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  • “CON ALLEGRI IL MILAN PUNTERÀ ALLO SCUDETTO”

    L’anno è finito. Ma è un’esperienza che rifarei. Presto mi siederò al tavolo con il club, con il mio agente Ramadani e la mia famiglia per individuare la soluzione migliore. Restare a Liverpool non mi dispiacerebbe affatto”, le parole di Chiesa.

    Che in queste settimane è stato accostato a mezza Serie A. “Non ho mai parlato con Conte. Ho letto che mi hanno piazzato dappertutto, ma non ho avuto contatti diretti con nessuno. Giusto un messaggio di auguri di Max Allegri all’inizio. È un grande, oltre ad avermi cambiato posizione mi ha fatto capire la differenza che corre tra un allenatore di top club e uno di club medi. Carisma, gestione, sensibilità e tecniche che non si imparano a Coverciano, così gli rubo la battuta. Come lui sono Antonio, Ancelotti, Spalletti. Max è uno che ti dà tanto, col Milan punterà subito allo scudetto”, ha ammesso Chiesa.

  • “SORPRESO DALL’ESCLUSIONE DI DANILO”

    Chiesa torna poi a parlare di Juventus, società che ha lasciato la scorsa estate per trasferirsi al Liverpool. “Che Szczesny e Rabiot fossero fuori dal progetto lo sapevamo tutti. Le esclusioni di Fagioli e Danilo invece mi hanno stupito. Dani nello spogliatoio era il punto di riferimento, è juventino dentro, il suo taglio una scelta che non ho capito, né condiviso...”.

    L’attaccante del Liverpool ripercorre poi il suo rapporto con l’ex allenatore bianconero: Motta con me è stato chiaro: non mi servi, cercati una squadra. Io gli ho detto che ero pronto a lottare, a mettermi alla prova perché volevo restare e dimostrare di essere ancora utile alla Juventus. Ma non c’è stato niente da fare. Va bene, è stata una sua scelta”.

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  • “RIVOGLIO LA MAGLIA AZZURRA”

    Federico Chiesa che questa sera farà il tifo per l’Italia, impegnata nella prima gara di qualificazione al prossimo Mondiale contro la Norvegia. “Spalletti può dare molto alla squadra, non possiamo fallire l’obiettivo per la terza volta di seguito. Siamo l’Italia... Il mondiale è obbligatorio. Le attenzioni del ct mi hanno fatto piacere, quella maglia la rivoglio”.

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