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Vlahovic LukakuGOAL

Le panchine, gli infortuni, l'arrivo di Kolo Muani, il contratto: il rapporto di forze di Vlahovic con Lukaku si è ribaltato

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Dusan Vlahovic, a Napoli, dovrebbe partire dalla panchina. Proprio come già accaduto qualche giorno fa in Champions League. Il che è piuttosto insolito, guardando il tutto da una prospettiva generale: la teorica stella della squadra che non gioca titolare un big match del genere fa sempre notizia.

Eppure la strada sembra essere proprio questa: Vlahovic inizialmente out con l'ultimo arrivato, Randal Kolo Muani, a guidare l'attacco della Juventus. Sarebbe - sarà? - l'ennesima macchia in una stagione che, fin qui, ha visto il centravanti serbo destreggiarsi tra qualche luce e diverse ombre. Fino all'infortunio muscolare che lo ha tenuto fuori dai campi nelle ultime partite.


Dalla parte opposta ci sarà invece Romelu Lukaku, e questo è scontato. Per diversi motivi: perché la gestione degli undici titolari di Conte è diversissima da quella di Thiago Motta, e perché anche lo stato d'animo generale del belga, in questo momento, è ben diverso.

  • I NUMERI

    I dati non spiegano sempre tutto, ma sono piuttosto utili per farsi un quadro della situazione. Dicono, intanto, che Lukaku ha segnato più di Vlahovic in campionato: 8 reti il belga (più 6 assist) e 7 il serbo. Che però ne ha timbrati altri 4 in Champions League, dove prima di Brugge aveva fatto bene. A livello realizzativo, insomma, siamo lì.

    Ma è soprattutto il rendimento recente a non essere paragonabile. Lukaku si avvicina a Napoli-Juventus con due reti e due assist nelle ultime tre partite di campionato, compreso il colpo di testa che ha permesso alla squadra di Conte di far suo il big match contro l'Atalanta. Vlahovic, invece, nel nuovo anno ha giocato dolo una volta dall'inizio: contro il Milan in Supercoppa Italiana. Più due comparsate da subentrato in Belgio e sempre col Milan, ma in campionato.

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  • Vlahovic Juventus VeneziaGetty Images

    IL LIVELLO DI FIDUCIA

    A non essere paragonabile è soprattutto il livello di fiducia dei due centravanti. A partire da una semplice constatazione: Lukaku è un punto fermo di Conte, mentre Vlahovic probabilmente non lo è di Motta. Per diverse ragioni, compreso uno stile di gioco che mal si adatta ai principi dell'allenatore italo-brasiliano.

    La riprova, in attesa di conferme definitive, sta per arrivare proprio a Napoli. Dove Vlahovic, che ha recuperato dall'affaticamento muscolare rimediato a pochi giorni dal derby, dovrebbe scaldare la panchina a favore del nuovo arrivato Kolo Muani, subito titolare. Proprio come ha fatto qualche giorno fa in Champions League, entrando in campo per gli ultimi 7 minuti senza riuscire a cambiare il corso di una notte deludente.

    Lukaku invece giocherà, come sempre. Come sempre si piazzerà al centro del tridente, farà a sportellate con la difesa avversaria, proverà ad aprire spazi per i compagni. E magari a lasciare nuovamente un graffio nei pressi della porta. Tutto quel che gli chiede Conte, che di lui si fida ciecamente nonostante un rendimento non paragonabile a quello strepitoso del biennio interista.

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  • LA CONCORRENZA DI KOLO MUANI

    A proposito di Kolo Muani: eccola qui un'altra nube sul futuro prossimo di Vlahovic. L'attaccante che la Juventus andava cercando è finalmente arrivato. Come era naturale che fosse, considerando come Milik, ai box dalla scorsa estate, non sia mai tornato a disposizione di Motta.

    Kolo Muani può giocare esterno offensivo in un tridente, ma nella sua prima intervista da giocatore bianconero ha già confessato come preferisca fare il centravanti. Come effettivamente dovrebbe accadere a Napoli: "Non ho preferenze, basta essere in campo. Giocherò dove deciderà il mister. Se devo scegliere, centravanti. Il ruolo in cui mi esprimo meglio". 

    Allo stato attuale delle cose, insomma, Vlahovic un concorrente per il ruolo di prima punta ce l'ha. Vero, non finto come tutti coloro che in questi mesi si sono adattati a fare l'attaccante centrale senza esserlo davvero.

  • IL CONTRATTO

    Un'ulteriore nube, poi, è rappresentata dal contratto di Vlahovic. Che non è in scadenza, ma è come se lo fosse: terminerà il 30 giugno del 2026, tra meno di un anno e mezzo. E da tempo è un argomento di discussione all'interno dell'ambiente bianconero.

    Dusan, se come pare non ci saranno novità positive in questi mesi, si appresta dunque a diventare un potenziale parametro zero. Ed è per questo che una sua cessione, assolutamente improbabile negli ultimi giorni del mercato invernale, diventerà un tema caldissimo alla riapertura di quello estivo. Quando, a meno di sorprese, la strada del serbo e quella della Juventus dovrebbero separarsi dopo quattro anni e mezzo a corrente alternata.

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  • FBL-ITA-SERIEA-ATALANTA-NAPOLIAFP

    LUKAKU A CACCIA DEL 200

    Quanto al suo rivale di sabato, Lukaku spera che Napoli-Juventus possa essere l'occasione giusta anche per festeggiare altre ricorrenze. Come la presenza numero 500 in campionato tra Belgio, Inghilterra e Italia, intanto. E magari come il goal numero 200 nei top cinque tornei europei.

    Segnando di testa all'Atalanta la rete che sabato scorso è valsa il definitivo 3-2 a favore del Napoli, Lukaku ha toccato quota 199. Tra Premier League e Serie A è andato a segno con le maglie di Chelsea, West Bromwich Albion, Everton, Manchester United, Inter, Roma. E ora con quella azzurra. Otto volte, una in più rispetto a Vlahovic.

  • LO SCAMBIO MANCATO

    Vlahovic contro Lukaku riporta alla mente anche il celebre scambio mancato dell'estate 2023. Quello in cui Big Rom era appena tornato al Chelsea dopo il prestito all'Inter, quello del mancato ritorno a Milano a titolo definitivo e della clamorosa rottura con i nerazzurri. Quello dell'interesse della Juve, la grande rivale.

    A quei tempi se n'è parlato per settimane. Vlahovic al Chelsea, Lukaku alla Juventus: a un certo punto sembrava davvero potesse andare tutto in porto. Alla fine, però, una vera quadratura dei conti non si è mai trovata. E il belga è andato a far coppia con Dybala alla Roma, sempre in prestito per un anno, prima di tagliare il cordone ombelicale con gli inglesi e trasferirsi una volta per tutte a Napoli.

    Ricordate le sensazioni generali di quelle settimane? I vantaggi dello scambio sembravano andare tutti al Chelsea. Un anno e mezzo più tardi, e dopo una stagione individualmente equilibrata (21 reti il belga, 18 il serbo, quest'ultimo però senza coppe da giocare), sta meglio il capolista Lukaku, in tutti i sensi. Mentre Vlahovic è costretto a risalire la china. Ma intanto a Napoli non giocherà dall'inizio.

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