La Lazio va avanti due volte, ma si fa riprendere sul 2-2 dallo Sturm Graz. Impresa sfiorata per i biancocelesti che hanno giocato tutto il secondo tempo con l'uomo in meno a causa del rosso a Lazzari prima dell'intervallo. A due giornate dal termine della fase a gironi, tutto apertissimo nel gruppo F di Europa League: Feyenoord, Midtjylland, Lazio e Sturm Graz si trovano infatti tutte appaiate a quota 5 punti.
In avvio di gara la squadra di Sarri alza subito i giri del motore alla ricerca del vantaggio: Pedro scalda i guantoni di Siebenhandl, poi sulla ribattuta si materializza Basic che spara incredibilmente sopra la traversa. E' ancora lo spagnolo uno dei più ispirati nel corso della prima frazione: vedere per credere al 36' quando il suo bolide si stampa sulla traversa. La Lazio continua però a premere e dopo un goal annullato a Hysaj per fuorigioco, il vantaggio matura allo scadere del primo tempo: Zaccagni viene steso in area e il calcio di rigore trasformato da Immobile incorona l'attaccante napoletano come miglior marcatore laziale di sempre nelle coppe europee con 21 centri: superato Simone Inzaghi.
Sembra tutto apparentemente in discesa, ma nel corso del maxi recupero il piano gara si complica e i biancocelesti rimangono in 10 dopo l'espulsione di Lazzari, che riceve il secondo giallo nel giro di 18' dopo un duro scontro con Prass. Con la prospettiva di una seconda frazione in inferiorità numerica, al rientro in campo è il tecnico degli austriaci a calare l'asso vincente. Ilzer getta nella mischia Boving e il classe 2003 colpisce praticamente subito: Prass approfitta dell'errore di Cataldi e spiana la strada al compagno appena entrato in campo che elude l'intervento di Provedel superandolo con il piazzato dell'1-1. Tutto da rifare, dunque, per la squadra della capitale, chiamata ad assorbire la spinta sulle ali dell'entusiasmo della formazione austriaca.
Contenuta a fatica la sfuriata ospite, anche i cambi sul fronte biancoceleste si rivelano azzeccati e tremendamente decisivi: Sarri, infatti, si gioca la carta Felipe Anderson e il brasiliano impiega tre minuti per confezionare il pallone che Pedro spedisce in porta per il 2-1 superando un non irreprensibile Siebenhandl. Una gemma puramente illusoria perché a sette dal traguardo è ancora il 2003 Boving a gelare l'Olimpico con la rasoiata in buca d'angolo che batte nuovamente Provedel e riapre un girone letteralmente indecifrabile. Tutto rimandato.
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