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Lautaro Martinez Kolo MuaniGetty Images

Kolo Muani sfida Lautaro Martinez per la seconda volta: dall'incubo della finale dei Mondiali a Juventus-Inter

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Ogni tanto, mentre la sera cerca di prendere sonno, quell'immagine gli torna nella mente nonostante lui cerchi disperatamente di scacciarla. Inevitabile che sia così: come può Randal Kolo Muani lasciarsi alle spalle il giorno calcisticamente più brutto della carriera?

Domenica sera, nel Derby d'Italia tra Juventus e Inter che come sempre e ancora una volta monopolizzerà le attenzioni di mezza Italia, ci penserà Lautaro Martinez a ricordargli tutto quanto. Anche perché l'argentino, quel giorno, era presente. E al contrario di Kolo Muani, respirava a pieni polmoni il giorno più bello possibile.


La missione principale dei due centravanti, naturalmente, sarà un'altra: vincere, possibilmente segnare, aiutare la propria squadra. A portare avanti la battaglia Scudetto col Napoli in un caso, a mantenersi in zona Champions nell'altro. Ma sempre con quell'alone di ricordi ad aleggiare sull'Allianz Stadium.

  • LA FINALE DEL 2022

    Lautaro e Kolo Muani non si sono quasi mai sfidati nel corso delle rispettive carriere. Ma quel "quasi" fa tutta la differenza del mondo: il primo scontro diretto risale al 18 dicembre del 2022, ovvero due anni, un mese e 29 giorni fa, ovvero 789 giorni fa. Ovvero Argentina-Francia, la finalissima dei Mondiali a Lusail, in Qatar.

    Finale folle, quasi insensata. Messi segna su rigore, Di Maria raddoppia al 36' del primo tempo. All'intervallo, tutto sembra già scritto. Ma il finale dei tempi regolamentari regala una doppia emozione che cambia tutto: Mbappé va in rete due volte, porta il risultato sul 2-2 e la partita ai supplementari. Dove Messi segna di nuovo e di nuovo Mbappé lo acchiappa: 3-3 allucinante.

    Sia Kolo Muani che Lautaro quella partita la cominciano dalla panchina. Il francese perché è una seconda scelta di Deschamps; l'argentino perché è stato scavalcato da Julian Alvarez, più in forma di lui. Entrambi vengono inseriti in campo dai rispettivi ct a partita in corso: uno al 41' del primo tempo regolamentare al posto di uno stordito Dembélé, l'altro nel primo tempo supplementare al posto di Alvarez.

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  • LA CHANCE DELLA VITA

    L'incubo di Kolo Muani non si materializza subito. Anzi: l'attaccante allora in forza all'Eintracht Francoforte riesce perfino a procurarsi il calcio di rigore dell'1-2 di Mbappé, quello che riapre ogni discorso all'80'. Poi il destino, beffardo e cinico come non mai, aspetta fin quasi all'ultimo secondo per renderlo reale e vivido.

    Minuto 123: Konate lancia lungo per evitare guai, la difesa argentina buca, Kolo Muani si presenta solo davanti a Emiliano Martinez e calcia a botta sicura dopo un rimbalzo, trovando la respinta con un piede del portiere avversario.

    Sarebbe stato il goal del Mondiale francese, senza se e senza ma. E invece niente: finisce 3-3. Si va ai rigori, Kolo Muani segna pure il suo tenendo viva la Francia, ma subito dopo Montiel lo imita regalando il trionfo all'Argentina.

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  • "DUE DEI MIGLIORI ATTACCANTI DEL MONDO"

    "Beh, quello è diventato uno dei momenti più iconici e importanti della storia della nazionale argentina - ha ammesso Lionel Scaloni, il commissario tecnico dell'Albiceleste, intervistato dalla Gazzetta dello Sport - e di conseguenza, in quanto ct, della mia vita. Ma si tratta di una sensazione "posteriore": del momento della parata del Dibu a Kolo Muani io non ho ricordi "live", probabilmente per la tensione. Poi sì, dopo è diventato un classico e lo sarà per sempre".

    E sul reincontro tra i due n programma domenica:

    "Ho grande curiosità e voglia di vedermi una delle partite più importanti della stagione italiana, una sfida arricchita dal duello a distanza tra due dei migliori attaccanti del mondo. Lautaro sta benissimo, è in uno stato d'animo perfetto, nel 2025 sta segnando tanti gol, e Kolo Muani è l'acquisto dell'inverno, è appena arrivato e non poteva iniziare meglio. Sarà un gran match".

  • PUNTI DI RIFERIMENTO CONTRO

    Ha ragione, Scaloni. Almeno per quanto riguarda l'importanza innegabile che Kolo Muani e Lautaro Martinez rivestono per i destini di Juventus e Inter. Anche alla luce di tutto quel che sta accadendo attorno a loro.

    Il francese si è immediatamente preso il posto da titolare, sfruttando un impatto monstre e le ben note difficoltà di Vlahovic. E nulla fa pensare che il serbo, entrato comunque col piglio giusto contro il PSV martedì, possa riprendersi la maglia proprio contro l'Inter. Lautaro è Lautaro, simbolo e capitano. E se il "gemello" Thuram non dovesse esserci, o non dovesse presentarsi alla sfida nel migliore dei modi, si ritroverà con una doppia responsabilità sulle spalle.

    E poi c'è anche la questione - secondaria - della rivincita. Kolo Muani ritrova Lautaro e magari ripenserà anche a quei momenti, al piedone del Dibu, al Toro che alza la coppa e lui che mugugna e recrimina. Ma solo per un attimo. Perché il passato è il passato, e il presente è ben altra cosa.

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