Pubblicità
Pubblicità
Lautaro Martinez rigori gfxGetty/GOAL

Lautaro Martinez e il neo dei rigori: cosa accadrebbe se usasse il 100% del proprio potenziale?

Pubblicità

La domanda, ancora senza una risposta compiuta, ogni tanto fa capolino (anche in qualche meme da social): che cosa accadrebbe se usassimo il 100% del nostro cervello?

Ecco: dopo Inter-Atalanta, ennesima dimostrazione di forza di una squadra che in Serie A non ha ormai rivali, la domanda può essere provocatoriamente rimodellata. E riguarda Lautaro Martinez: che cosa accadrebbe se l'argentino fosse un rigorista, potendo quindi usare il 100% del proprio potenziale?

Una questione alla quale una risposta, semplicistica quanto inevitabile, può essere data in maniera piuttosto agevole: sarebbero ancora di più guai per tutti, ecco cosa accadrebbe.

  • Lautaro Martinez penalty Inter AtalantaGetty Images

    IL RIGORE SBAGLIATO

    Una considerazione che nasce dalla goleada di San Siro contro l'Atalanta, nella quale una piccolissima macchia c'è stata: Lautaro Martinez ha sbagliato il rigore che ha avuto a disposizione. Per sua fortuna senza particolari conseguenze: la partita era già sul punteggio di 2-0 a favore dell'Inter e, soprattutto, Dimarco è stato così abile e rapido a fiondarsi sulla ribattuta di Carnesecchi da fulminare con il sinistro il portiere atalantino.

    Simone Inzaghi, in fondo, se lo sentiva. Perfezionista com'è, prima dell'esecuzione l'allenatore dell'Inter ha raccomandato allo stesso Dimarco di farsi trovare pronto in caso di respinta del portiere. Bene: è andata proprio così.

    "Prima del rigore, durante l'interruzione del VAR, avevo detto a Dimarco ma anche a Dumfries di stare larghi - ha svelato Inzaghi a Inter Tv - nel caso ci fosse stata una respinta sul tiro di Lautaro".

  • Pubblicità
  • UN RAPPORTO COMPLICATO

    Inzaghi non lo ammetterà mai, neppure sotto tortura, ma la precauzione è stata presa anche per un motivo: Lautaro Martinez non è un rigorista infallibile. Tutt'altro. Il che è tutto sommato atipico, considerando che si parla di un attaccante dalla tecnica eccellente, di un numero 10, di un campione che sa fare di tutto e di più. E, beh, del capocannoniere e dominatore indiscusso del campionato.

    Non è un caso che non sia lui la prima scelta, quando si tratta di andare sul dischetto. In questo campionato l'Inter si è vista assegnare 10 calci di rigore e l'argentino ne ha battuti solo tre: quello contro l'Atalanta, sbagliato, e in precedenza quelli segnati a Monza e Salerno, quest'ultimo nella leggendaria notte del poker da subentrato.

    Tutti gli altri sono stati proprietà di Hakan Calhanoglu, lui sì infallibile dagli undici metri: 8 esecuzioni, 8 realizzazioni. E una percentuale del 100% dalla quale Lautaro è lontano: al conto stagionale si aggiunge anche il rigore che il Toro si è fatto parare in Coppa Italia dal bolognese Ravaglia. Totale: cinque tentativi, due errori, tre goal (anche contro il Salisburgo). Con una percentuale realizzativa del 60%. Non il massimo della vita, per un fenomeno come lui.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Lautaro Martinez penalty Milan InterGetty Images

    IL BILANCIO DELLA CARRIERA

    Complessivamente, Lautaro Martinez ha calciato 22 rigori (escludendo quelli delle lotterie finali) nella propria carriera, tutti con la maglia dell'Inter: di questi, 14 sono andati a segno e 8 no. La percentuale realizzativa è decisamente bassa e non arriva nemmeno al 60% di quest'anno: è del 57,14%, per la precisione.

    L'annus horribilis, in questo senso, è stato il 2021/2022: la stagione in cui Lautaro Martinez era il rigorista dell'Inter, ma nella quale su 7 tentativi ha piazzato il pallone alle spalle del portiere avversario appena 4 volte, sbagliando le altre 3 esecuzioni.

    Pesante soprattutto l'errore nel derby d'andata di quel campionato, con la celebre parata di Tatarusanu sul suo destro. Quella stracittadina, giocata il 7 novembre del 2021, è terminata sul punteggio di 1-1. E, alla fine, il mancato successo nerazzurro si è rivelato decisivo all'interno della conquista dello Scudetto da parte del Milan.

  • COSA ACCADREBBE SE...

    E dunque, che cosa accadrebbe se Lautaro Martinez avesse nei calci di rigore l'ennesimo punto di forza di un repertorio per il resto completissimo? Accadrebbe che l'argentino, nel caso specifico di questo campionato, sarebbe il dominatore della classifica cannonieri ancor più di quanto è già: aggiungendo al suo bottino gli 8 goal dal dischetto di Calhanoglu, e trasformando l'errore contro l'Atalanta, da 23 reti si passerebbe a 32. Mostruoso.

    Un po' tutti coloro che in passato hanno vinto la classifica cannonieri della Serie A, del resto, si sono affidati anche ai calci di rigore. Pure Gonzalo Higuain e Ciro Immobile, i celebri detentori del record di segnature in una singola stagione di campionato a girone unico (36), ma anche i due modelli realizzativi a cui Lautaro sta guardando ormai da un po' di tempo, se non dall'inizio della stagione.

    Alla ventiseiesima giornata del 2015/16, l'anno di grazia di Higuain, l'argentino aveva collezionato 24 goal di cui due su rigore (sì, anche il Pipita ha sempre avuto qualche problema nel fondamentale). Nel 2019/20 Immobile era già a quota 27, ma con 10 rigori segnati. La differenza con Lautaro Martinez, che di goal ne ha fin qui messi a segno 23, sta tutta qui. E potrà essere colmata solo se l'argentino imparerà a usare il 100% del proprio potenziale.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0