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Zaniolo Aston VillaGetty Images

La verità di Zaniolo: "Perché ho giocato illegalmente? Noi costretti a stare da soli, difficile uscire"

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Parla Nicolò Zaniolo. Lo fa tre mesi dopo lo scoppio del caso scommesse che ha coinvolto Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, dimostrando in ogni caso come il giocatore dell'Aston Villa non abbia mai puntato illegalmente su eventi calcistici.

"Io ho giocato su cose da casinò", precisa ancora una volta Zaniolo in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. Riconoscendo come la macchia rimanga, ma al contempo dando la propria spiegazione del perché un calciatore debba andare a rischiare reputazione e sanzioni su piattaforme illegali.

Dipende molto dallo stile di vita che chi sta nel calcio è costretto a vivere, secondo l'ex romanista. Costretto, sì. Con tutte le conseguenze che ciò può comportare.

  • "UN INCUBO"

    "Anche se poi tutto è andato bene, non è stata una cosa bella, ma non posso dire nulla sulle indagini, lo sa. La cosa importante è che sia finita, però è brutto essere tirati dentro a una storia del genere senza aver fatto niente di grave. Ha presente come posso aver vissuto l'arrivo della polizia a Coverciano? Un incubo.

    Se ho avuto paura? No, perché sapevo quello che avevo fatto. O meglio, che non avevo fatto".

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  • Zaniolo ItalyGetty

    "NOI FAMOSI, MA COSTRETTI A STARE DA SOLI"

    "Chiariamo: io ho giocato su cose da casinò, ma non ho mai scommesso. Comunque ho sbagliato lo stesso, non posso negarlo, ma non sapevo fosse una piattaforma illegale.

    Non diamo una bella immagine? Può essere vero, ma io rispondo solo per me stesso. E allora le dico che la nostra è una vita... come dire... a doppio taglio. Lo so abbiamo i soldi, possiamo permetterci cose a cui la maggior parte delle persone non può arrivare, però spesso siamo costretti a stare da soli.

    Crede che non sappiamo che tante persone che si avvicinano lo fanno solo perché siamo famosi? Non solo. Se andiamo in un ristorante o in un locale abbiamo tutti gli occhi addosso. Magari c'è gente che sta lì a farci dei video coi cellulari. Così se facciamo o diciamo una stupidaggine, in pochi secondi lo sa tutto il mondo. E allora magari non usciamo. Ce ne stiamo a casa col tablet o col cellulare, e per passare il tempo capita di giocare. Tutto qui. Non sarà intelligentissimo, ma è la verità".

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  • I CALCIATORI SI ANNOIANO?

    "A volte capita. Per questo ci succede di far avvicinare persone che poi si dimostrano sbagliate. Tanti di noi sono usciti di casa quando erano poco più di un bambino... So di compagni che piangevano, da piccoli, quando si ritrovavano in club lontani da casa, senza avere vicino il papà o la mamma.

    Noi siamo dei fortunati, ma quello che abbiamo avuto ce lo siamo anche meritato. Guardi che non tutti giocano in Serie A. Le nostre carriere sono brevi e magari un infortunio può compromettere tutto. È capitato a tanti".

  • Nicolò Zaniolo Aston VillaGetty Images

    I CALCIATORI HANNO BISOGNO DI TRASGRESSIONE?

    "Mah... possibile. Ma come le dicevo, trasgredire per noi diventa difficile. Ci guardano tutti. Tranne quando siamo a casa col cellulare in mano".

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