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Top 11 andataGOAL

La Top 11 del girone d'andata: da Svilar a Modric, da Nico Paz a Yildiz, i migliori della Serie A

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Il girone d'andata della Serie A si è concluso. L'Inter è prima, è diventata campione d'inverno e si propone come la grande favorita per la conquista dello Scudetto, Milan e Napoli sono pronte a darle battaglia, Roma e Juventus stazionano tra zona Champions League e sogni Scudetto mai del tutto sopiti.

Tra i giocatori che hanno preso parte alla prima metà del campionato - ufficialmente completata dai recuperi della sedicesima giornata, non disputati a causa della Supercoppa Italiana - si sono messi in mostra giovani e meno giovani, conferme e sorprese. Quasi tutti fanno parte delle squadre che guidano il campionato.

Da Svilar a Lautaro Martinez, passando per Modric e Nico Paz, ecco dunque la Top 11 del girone d'andata della Serie A, con menzione anche per chi si è contraddistinto negli stessi ruoli pur piazzandosi uno o due gradini sotto i prescelti.

  • Svilar Roma Serie AGetty Images

    MILE SVILAR

    L'unica battuta a vuoto di Mile Svilar, alla fine, è stata quella di Bergamo contro l'Atalanta. Anche se su quel goal di Scalvini pesa e continuerà a pesare il dubbio di un fallo sul portiere romanista. Che per il resto, praticamente per tutto il campionato, ha eretto un muro a protezione della propria porta.

    Non è un caso che la Roma vanti la miglior difesa del campionato con appena 12 reti subite in 20 partite: molti punti e molti clean sheets li ha portati Svilar, molte segnature avversarie le ha evitate lui. Se l'attacco di Gasperini si è rivelato un problema, la difesa no. Soprattutto grazie al miglior portiere della Serie A.

    Menzione d'onore anche per Mike Maignan, che è riuscito a lasciare fuori dal campo le note turbolenze contrattuali ed è tornato Magic. E per Wladimiro Falcone, un top nonostante le difficoltà del Lecce e un calciatore meritevole - non da oggi - di una chance in una big.

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  • Palestra Cagliari Serie AGetty Images

    MARCO PALESTRA

    Ma che bella sorpresa. Che Marco Palestra potesse dominare sulla propria fascia, nonostante la bella impressione già lasciata a Bergamo, era difficilmente pronosticabile. Non a questi livelli e con questo rendimento, almeno.

    A dicembre Guido Angelozzi, direttore sportivo del Cagliari, ha definito Palestra "uno dei migliori esterni d'Europa". Forse esagerava, forse no. Di certo entra nella nostra Top 11 come esterno (definirlo terzino è evidentemente riduttivo, considerate le sue caratteristiche) migliore del campionato in corso.

    Ottimo anche lo juventino Pierre Kalulu, talmente polivalente da saper fare l'esterno a tutta fascia, il terzo in difesa e il terzino puro, con guizzi offensivi come il goal di Pisa e l'assist per Yildiz col Cagliari. Ha stupito in positivo pure Brooke Norton-Cuffy, non a caso incluso nei potenziali obiettivi invernali dell'Inter per la sostituzione dell'infortunato Dumfries.

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  • Neres Rrahmani Napoli Bologna SupercoppaGetty Images

    AMIR RRAHMANI

    Quando non c'è, si sente eccome. Amir Rrahmani è il leader difensivo del Napoli. A prescindere dal modulo utilizzato da Conte, che si tratti di 4-1-4-1, di 4-3-3, di 3-4-2-1. Sia che ci siano due "braccetti" a proteggerlo, sia che un solo altro centrale gli faccia compagnia.

    Rrahmani è partito piano, un serio infortunio al bicipite femorale lo ha inizialmente frenato, ma da quando è tornato ha sciorinato lo stesso rendimento di sempre: quello della stagione dello Scudetto e delle precedenti. E a Roma contro la Lazio ha pure segnato, inducendo Conte a esclamare un "finalmente" che sapeva tanto di liberazione.

    Se Rrahmani entra nella nostra Top 11, è stata forte e serrata la concorrenza di un'altra ottima realtà della nostra Serie A: Manuel Akanji, rinato all'Inter dopo essere stato posto in naftalina da Guardiola al Manchester City. E se l'uomo copertina della Roma è stato Svilar, Gianluca Mancini non è stato molto da meno. Tanto da riprendersi pure il posto in Nazionale.

  • Neres Pavlovic Napoli MilanGetty Images

    STRAHINJA PAVLOVIC

    Appena un anno fa, pensare di inserire un difensore qualsiasi del Milan in una Top 11 sarebbe stato un esercizio piuttosto complicato: potenza del ritorno di Massimiliano Allegri, riuscito nell'impresa di trasformare Strahinja Pavlovic in un pilastro.

    Pavlovic ha giocato praticamente sempre, ha formato un terzetto difensivo spesso di ferro assieme a Tomori e Gabbia, a volte si è pure trasformato in un'arma tattica in combinazione con Leao. Quasi come faceva Theo Hernandez, pur con caratteristiche e compiti naturalmente diversi. Vedere per credere il goal decisivo segnato alla Roma.

    Solo conferme per Alessandro Bastoni, il miglior centrale difensivo italiano, solo un gradino sotto Pavlovic dal punto di vista del rendimento. La sorpresa è Jacobo Ramon, alla prima stagione "vera" tra i grandi dopo gli esordi nel Real Madrid: Fabregas non ci rinuncia mai.

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  • Dimarco Inter NapoliGetty Images

    FEDERICO DIMARCO

    La rasoiata vincente contro il Napoli, nonostante non abbia portato tutti e tre i punti all'Inter, non è che l'ultimo highlight di una stagione che, per Federico Dimarco, è iniziata e sta proseguendo nel migliore dei modi. Così come quella dell'Inter, in vetta in Serie A e in piena corsa per la prossima fase di Champions League.

    4 reti e 5 assist: questo recita il bilancio di Dimarco nel girone d'andata. Un rendimento offensivo da trequartista. Oltre alle solite discese sulla fascia, ai soliti cross pennellati. Insomma, alla solita importanza per l'Inter.

    Ottima anche la prima parte di campionato di Leonardo Spinazzola, lo sfogo del Napoli a sinistra, capace di scalzare Olivera e tenere a bada il nuovo acquisto Gutierrez. Sorprendente quella di Davide Bartesaghi, che ha saputo togliere il Milan dall'imbarazzo delle difficoltà di Estupinan, ribaltando le gerarchie in maniera stabile.

  • Modric MilanGetty Images

    LUKA MODRIC

    Dicevano che fosse vecchio, che non avesse più in corpo la benzina degli anni migliori. Qualcuno sospettava che al Milan avrebbe giocato e non giocato, che si sarebbe dato il cambio con gli altri centrocampisti della rosa. Ma Luka Modric è ancora un fuoriclasse. Anche a 40 anni.

    Allegri ha fatto capire subito di voler costruire il nuovo Milan attorno al croato. Schierandolo nella posizione di regista, non di mezzala com'era nelle previsioni generali. E Luka ha risposto più che presente, prendendosi la responsabilità di dettare i ritmi alla manovra rossonera e impreziosendola con giocate da campione. Ha pure trovato la rete in un'occasione: contro il Bologna, alla terza giornata, in un Meazza caduto ai suoi piedi.

    Menzione per Frank Anguissa, solito perno del Napoli, la cui costanza di rendimento è stata interrotta solo da un serio infortunio muscolare, e per Manu Koné, un intoccabile di Gasperini tra rapidità di giocate e inserimenti in zona offensiva.

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  • Calhanoglu Inter ComoGetty Images

    HAKAN CALHANOGLU

    Pareva dovesse andarsene in estate, la polemica a distanza con Lautaro Martinez non faceva presagire nulla di buono e il pressing del Galatasaray neppure. E invece Hakan Calhanoglu è rimasto all'Inter. E di nuovo la sta trascinando verso la vetta.

    Quasi implacabile su calcio di rigore - quel "quasi" è legato all'errore nel derby - Calhanoglu non è solo il regista indiscusso a cui si affida Chivu come si affidava Inzaghi: è anche uno dei migliori marcatori del campionato (7 goal).

    Ha rispettato pienamente le attese Adrien Rabiot, colpo estivo in extremis del Milan, che sotto la guida del "mentore" Allegri ha ritrovato il sorriso dopo le turbolenze di Marsiglia, mentre Maximo Perrone si è confermato perno su cui Fabregas poggia le proprie idee di gioco.

  • Pulisic Inter MilanGetty Images

    CHRISTIAN PULISIC

    Da quest'anno non fa più l'esterno offensivo: fa l'attaccante vero e proprio in coppia con l'altro "falso nove" Leao. Ma per Christian Pulisic, certezza del Milan sin dall'arrivo dal Chelsea nel 2023, poco cambia.

    Il goal vincente nel derby è stato il picco di un girone d'andata che ha visto in Pulisic uno dei grandi protagonisti del rinato Milan di Allegri. I numeri non mentono: 10 reti e 2 assist in 18 presenze, prendendo in considerazione sia il campionato che la Coppa Italia.

    Poco sotto collochiamo Matias Soulé, che si è finalmente e costantemente preso la Roma dopo una prima stagione a due facce. Grande protagonista fin qui è stato anche Riccardo Orsolini, richiamato in Nazionale a furor di popolo e uomo copertina del Bologna con i suoi 6 goal.

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  • Nico Paz ComoGetty

    NICO PAZ

    Una punizione incastonata all'incrocio, una giocata di alto livello, una semirovesciata d'autore sventata dal portiere avversario (contro il Sassuolo). E poi tanto, tanto altro. Perché vastissimo è il repertorio di Nico Paz, il miglior numero 10 puro della Serie A.

    Con ogni probabilità il gioiello argentino tornerà al Real Madrid a giugno. Non prima, però, di aver provato a portare il Como a una storica qualificazione europea. Intanto il girone d'andata è stato di livello altissimo, nonostante l'ultimo duello "perso" contro il milanista Maignan: 6 goal, altrettanti assist e un impatto formidabile in termini percentuali sul rendimento offensivo dell'intera squadra di Fabregas.

    Se Nico Paz ha dominato, è tornato a brillare Scott McTominay dopo un inizio di stagione un po' opaco: la doppietta di San Siro contro l'Inter porta il suo timbro. E occhio, perché è finalmente tornato auge Nicolò Zaniolo: l'Udinese si è rivelata la scelta giusta e un ritorno in Nazionale per gli spareggi di marzo non sembra impossibile.

  • Yildiz JuventusGetty Images

    KENAN YILDIZ

    Di nuovo gioventù al potere. Dopo Nico Paz, Kenan Yildiz. Il vero campione di una Juventus che troppo spesso, prima di esaltarsi nelle ultime giornate, ha vissuto di pura incostanza e del rendimento piatto di troppi suoi interpreti.

    Yildiz è partito fortissimo, nel celebre 4-3 contro l'Inter si è rivelato fondamentale, poi ha accusato un calo dovuto principalmente alla stanchezza fisica e mentale. Ma in coincidenza con l'arrivo di Luciano Spalletti è tornato il talento di sempre, sfrontato nell'uno contro uno, quasi impossibile da leggere nei movimenti. Il vero uomo in più della Juve.

    Bene anche Rafael Leao nell'inedito ruolo di attaccante: come Pulisic è stato spostato dai lati al centro, come Pulisic ha brillato. 7 goal sono un ottimo bottino per il portoghese. E che gemma l'assist per Rabiot a Como. Così come va menzionato David Neres, divenuto quasi a sorpresa un pilastro del nuovo 3-4-2-1 di Conte dopo diverse settimane passate a racimolare minuti a partita in corso.

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  • lautaro martinez inter bologna 4 gennaio 2026Getty Images

    LAUTARO MARTINEZ

    D'accordo, ha sempre questo problema che non segna contro le altre grandi del campionato. Deve migliorare sotto questo punto di vista e lo sa anche lui. Ma Lautaro Martinez continua a essere il centravanti migliore e più decisivo della Serie A.

    Il capitano dell'Inter ha chiuso il girone d'andata in doppia cifra, con 10 reti segnate. A tratti si è bloccato, poi ha ritrovato la gioia di andare a segno. Di certo, è l'uomo chiave delle ambizioni di titolo della squadra di Chivu.

    Ha ritrovato il sorriso Rasmus Hojlund al Napoli dopo il duro biennio di Manchester: bravissimo il danese a non far rimpiangere l'infortunato Lukaku. Tra le menzioni anche il partner di Lautaro, ovvero Marcus Thuram: 11 reti tra tutte le competizioni in una stagione "azzoppata" dall'infortunio rimediato alla fine di settembre contro lo Slavia Praga.

  • Top 11 andataGOAL

    LA TOP 11 DEL GIRONE D'ANDATA

    (4-2-3-1): Svilar; Palestra, Rrahmani, Pavlovic, Dimarco; Modric, Calhanoglu; Pulisic, Nico Paz, Yildiz; Lautaro Martinez.

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