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lukaku slavia romaGetty Images

La testa della Roma è al derby: poco nelle parole ma molto nei fatti

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"Conta sempre e solo la prossima partita". Sicuro, José? Alla vigilia del match di Europa League contro lo Slavia Praga, Mourinho aveva assicurato ai cronisti che il suo pensiero non fosse ancora minimamente sfiorato dal derby giocato domenica.

Parole confermate dalle scelte di formazione dello Special One, che in una gara che vedeva la Roma poter uscire soddisfatta anche da un pareggio, ha mandato in campo Lukaku, la difesa titolare e Dybala per quasi mezz'ora.

Risultato? Slavia Praga vincente per 2-0, vantaggio in classifica annullato e primo posto rimesso in discussione.

Fortuna che il derby non avrebbe dovuto incidere sui quindici giallorossi schierati alla Fortuna Arena tra titolari e subentati.

  • SPAVALDI A PAROLE

    Può raccontarcela in tutte le sale, ma il body language e l'atteggiamento dei suoi tradiscono la versione di Mourinho.

    Più che per un'amichevole (Sarri dixit) l'atteggiamento dei giallorossi che si sono presentati a Praga sembrava più quello da comitiva scolastica in gita.

    Mangiati, neanche troppo metaforicamente, dai cechi più affamati e reattivi su ogni pallone e a cui il 2-0 finale risulta andare anche stretto.

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  • TUTTI IN AFFANNO

    Tolto forse l'isolato Svilar, che ha retto su il muro fin che ha potuto, il resto dei giallorossi in campo è apparso scollato.

    Aouar è ancora un corpo estraneo che fatica a inserirsi, così come Ndicka appare costantemente il difensore più in difficoltà nel conssueto trio arretrato.

    Lukaku e Belotti hanno pascolato per larga parte nelle praterie ceche, con qualche muggito troppo svanito per poter impensierire la retroguardia avversaria.

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  • INEVITABILE

    Non si esce invece dal cul de sac mentale nel quale l'eterna sfida ai rivali cittadini ti costringe a sbattere il muso.

    Seppur inconsapevolmente, su Trigoria aleggia la sensazione che vincere il derby potrebbe dare finalmente la sterzata decisiva a una stagione che fin qui stenta a decollare.

  • TENTATIVO

    Dal canto suo Mourinho sta provando a cambiare la mentalità di Roma, da sempre concentrata quasi più sul doppio confronto annuale con la Lazio che al resto dei traguardi raggiungibili durante una stagione.

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  • TUTTO PER TUTTO

    Allo Special One non farebbe sicuramente piacere lasciare Roma con l'etichetta del perdente nei derby. Già il bilancio non depone a suo favore: 3 ko su 4.

    Ha due tentativi questa stagione per rimettersi almeno in pari e, in caso di addio ai giallorossi a fine anno, aver lasciato un ricordo ancora più positivo.

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