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Kean Dodo Juventus FiorentinaGetty Images

La serata da ex di Kean: l'11° goal, gli applausi dei tifosi della Juventus, la sfida vinta con Vlahovic

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Juventus-Fiorentina, per Moise Kean, non poteva essere una partita banale. Perché così tanti anni in bianco e nero non si possono dimenticare tanto in fretta. Anche se la separazione a un certo punto era divenuta inevitabile, per il bene di tutti. E anche se oggi Moise gioca in una rivale storica.

Kean, in settimana, aveva detto in un'intervista al Corriere della Sera che "alla Juventus ero precipitato nel buio", mentre "alla Fiorentina ho rivisto le stelle”. Lo testimoniano i numeri, lo testimonia il suo linguaggio del corpo in campo. Ben diverso da quello dello scorso anno e dello scorso campionato, chiusi con un desolante score di zero reti segnate.

All'Allianz Stadium Kean non ha tradito, come praticamente mai aveva tradito nelle prime settimane della stagione. L'annata della rinascita dalle ceneri torinesi.

  • IL GOAL E NON SOLO

    Perfetto cross a rientrare di Adli, Kalulu sbaglia completamente il tempo dell'intervento aereo e Kean che, da rapace qual è, non deve far altro che inzuccare di testa alle spalle di Di Gregorio: così la Fiorentina ha trovato già nel primo tempo l'1-1, dopo l'iniziale vantaggio juventino con Thuram.

    Non solo: Kean ha lasciato lo zampino anche sul punto del definitivo 2-2, quello segnato da Sottil a una manciata di minuti dalla fine. Anche se in maniera più sporca, provando in qualche modo a girare da pochi passi verso la porta prima che un tocco bianconero facesse schizzare la palla verso il compagno.

    In mezzo tanta fatica, perché giocare da punta unica non è mai semplice se devi vedertela con Gatti, ma anche la solita verve e la solita voglia di lasciare tutto il campo. Kean ha pure sfiorato la doppietta sul 2-1, indirizzando però l'interno tra le braccia di Di Gregorio.

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  • SFONDATA LA DOPPIA CIFRA

    Kean aveva già raggiunto la doppia cifra in campionato una settimana fa, anche se il suo rigore non era servito alla Fiorentina contro l'Udinese. E ora l'ha sfondata: sono 11 le reti messe a segno fin qui, appena una in meno rispetto ai capocannonieri Retegui e Thuram (Marcus).

    11 reti in un singolo torneo, Kean li aveva collezionati soltanto una volta in carriera: nel 2020/2021. Ma non in Italia: in Francia, in Ligue 1, con la maglia del PSG.

    Giusto per fare un altro raffronto con l'esperienza a Torino: Kean ha segnato in 17 giornate lo stesso numero di goal messi assieme con la Juventus nel 2021/2022 e nel 2022/2023 (5+6 in quell'occasione).

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  • Kean Juventus FiorentinaGetty Images

    GLI APPLAUSI DELLO STADIUM

    Bello, poi, quel che è accaduto dopo l'1-1. Kean ha segnato sotto la curva Scirea e, come etichetta vuole, da buon ex non ha esultato. Anzi: ha giunto le mani in segno di scusa nei confronti di quella gente che fino a pochi mesi fa tifava per lui.

    L'Allianz Stadium ha apprezzato. E nonostante la Juventus avesse appena subìto la rete del pareggio, e dovesse dunque rimboccarsi le maniche per ricominciare tutto dall'inizio, ha fatto partire una serie di applausi nei confronti di Kean.

  • LA SFIDA VINTA CON VLAHOVIC

    Kean ha vinto la sfida con Vlahovic, per un semplice motivo: lui ha segnato, il collega serbo no. E se Moise si è rivelato fondamentale nel consentire alla Fiorentina di uscire dallo Stadium con un punto preziosissimo, Dusan non è riuscito a impedire il concretizzarsi dell'ennesimo pareggio stagionale.

    Vlahovic non ha disputato una prestazione così negativa, a essere onesti. Ha lavorato spalle alla porta, ha chiamato De Gea a un miracolo con un sinistro ravvicinato. Solo che non è riuscito a lasciare il segno, a differenza dell'ex compagno. E in partite così sono dettagli che possono fare tutta la differenza del mondo.

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  • PALLADINO: "GLI HO DATO AFFETTO E FIDUCIA"

    Che cosa sia cambiato è lampante dall'inizio della stagione: Kean sta ricevendo a Firenze quella fiducia che a Torino non poteva più avere. Non dopo una stagione come quella scorsa. Un concetto ribadito da Raffaele Palladino a Sky dopo la partita.

    “Kean ha lavorato tanto durante il ritiro, ha fatto un ritiro completo, con tanti carichi di lavoro. È arrivato a Firenze con grande voglia, è stato il primo giocatore a cui ho fatto una telefonata quest'estate, con la società eravamo d'accordo nel prenderlo. Lo avevo cercato anche ai tempi del Monza. Gli ho dato tanto amore, tanto affetto, tanta fiducia. Aveva bisogno di questo: semplicemente di fiducia. Molto merito suo, è un ragazzo straordinario che può continuare a crescere, perché ha ampi margini di miglioramento”.

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