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Soulé desktopGetty Images

La Roma si interroga su Soulé: ennesima prestazione flop

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Trenta milioni di dubbi. Uno a uno, come gli euro che la Roma ha speso in estate per portare a Trigoria MatiasSoulé.

Doveva essere l'erede naturale di Paulo Dybala, dato come certo partente prima del repentino cambiamento d'idea su un futuro in Arabia Saudita.

Si sta rivelando invece la copia sbiadita dei peggiori flop che hanno caratterizzato i quasi 100 anni di storia della Roma.

  • L'ARRIVO IN ESTATE

    Corteggiato a lungo, forse come ripiegamento dopo il no incassato da Federico Chiesa (che pure giocava in un ruolo opposto al suo), Soulé è stato pagato ben 30 milioni tra parte fissa e bonus.

    Un bell'affare per la Juventus, che mette a bilancio una plusvalenza corposa, e un colpo tecnicamente esaltante per i giallorossi, con l'argentino accolto a Roma come quel principino destinato nel giro di poco tempo a diventare un re.

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  • I DUBBI

    L'unica favola che invece si è vista fin qui a Trigoria è stata quella del brutto anatroccolo. Dopo 9 partite stagionali tra campionato e coppa, Soulé è ancora fermo a zero goal e zero assist, ma soprattutto non è mai riuscito a fornire una prestazione degna delle aspettative riposte su di lui.

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  • CAMBI SU CAMBI

    Nella sua prima intervista a Roma, l'argentino ex Frosinone ha messo subito in chiaro di non sentirsi un calciatore adatto per il ruolo di esterno mancino.

    Ci ha provato una volta De Rossi nei minuti finali di Cagliari, e gli sono bastati per capire quanto Soulé avesse ragione al riguardo.

    A proposito di De Rossi. L'ex numero 16 e capitano diventato poi allenatore sarebbe dovuto essere la garanzia sotto la quale far crescere il talento di Mar de Plata.

    Ma a Trigoria qualcuno che nel frattempo ha svuotato l'ufficio da Amministratrice Delegata ha pensato bene di esonerare il tecnico dopo quattro giornate per far spazio a Juric.

    Risultato: la Roma ha ancora gli stessi problemi e a risentire del cambio in panchina è stato soprattutto Soulé.

  • EQUIVOCO TATTICO

    Proprio la posizione di Soulé sembra essere il problema principale che ne sta ritardando l'inserimento nell'ingranaggio sgangherato romanista.

    Juric lo sta provando come secondo trequartista nel suo 3-4-2-1. Con risultati disastrosi. Per lui, per la Roma e per Soulé.

    A inizio ottobre, per i giallorossi sembra prospettarsi già un'annata senza alcuna velleità se non quella di arrivare il prima possibile alla fine del campionato per pensare a immaginare come sarà l'anno successivo.

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  • PROBLEMI ANCHE A MONZA

    Anche nell'ultima gara giocata a Monza, l'argentino è apparso svagato e ha tentato senza successo sempre la stessa giocata.

    Un solo guizzo nel circa 80 minuti giocati: un bel filtrante in progressione per Dovbyk, con la difesa brianzola totalmente scombinata nella sua linea.

    Troppo poco però, specialmente a fronte dell'investimento fatto per averlo e per il progetto di renderlo l'erede naturale di Dybala una volta che la strada con il connazionale campione del Mondo si separerà una volta per tutte.

    Il primo mini ciclo di 5 partite si è concluso in maniera piuttosto deludente. Chissà se Juric avrà il tempo di iniziarne (e finirne) ancora altri.

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