Che l'avvio di campionato del Napoli potesse essere meno semplice di quanto ipotizzabile, in fondo, lo si era compreso dopo pochi minuti del debutto a Frosinone. Cajuste toccava Baez in area, l'arbitro Marcenaro indicava il dischetto, 1-0 per i ciociari. Avvio choc. Con lo Scudetto sul petto.
Poi, sì, arrivavano i nostri. Victor Osimhen in primis, autore della doppietta che quel pomeriggio fissava il risultato su un incoraggiante 3-1. Ma anche Di Lorenzo, Politano, i soliti. Però quella sensazione di fondo rimaneva, amplificata dal gioco comunque brillante di un Frosinone generoso e dal palo che, nella ripresa, proprio Baez colpiva su punizione sfiorando il 2-2.
Poco più di un mese più tardi, quei piccoli ma sinistri presagi si sono trasformati in qualcosa di molto più grosso. Oggi il Napoli non ha una difesa da top club. E non ce l'avrà, con ogni probabilità, neppure nella serata delle serate: contro il Real Madrid, il 3 ottobre, in un Maradona ebbro di entusiasmo e speranze.
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