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Juan Jesus OstigardGetty Images

La rivolta delle ex... riserve: Napoli, tocca a Ostigard e Juan Jesus

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Che l'avvio di campionato del Napoli potesse essere meno semplice di quanto ipotizzabile, in fondo, lo si era compreso dopo pochi minuti del debutto a Frosinone. Cajuste toccava Baez in area, l'arbitro Marcenaro indicava il dischetto, 1-0 per i ciociari. Avvio choc. Con lo Scudetto sul petto.

Poi, sì, arrivavano i nostri. Victor Osimhen in primis, autore della doppietta che quel pomeriggio fissava il risultato su un incoraggiante 3-1. Ma anche Di Lorenzo, Politano, i soliti. Però quella sensazione di fondo rimaneva, amplificata dal gioco comunque brillante di un Frosinone generoso e dal palo che, nella ripresa, proprio Baez colpiva su punizione sfiorando il 2-2.

Poco più di un mese più tardi, quei piccoli ma sinistri presagi si sono trasformati in qualcosa di molto più grosso. Oggi il Napoli non ha una difesa da top club. E non ce l'avrà, con ogni probabilità, neppure nella serata delle serate: contro il Real Madrid, il 3 ottobre, in un Maradona ebbro di entusiasmo e speranze.

  • Min-jae Kim Napoli 2023Getty

    KIM-RRAHMANI: LO SGRETOLAMENTO DI UN MURO

    Per carità: anche nella scorsa stagione il Napoli ha concesso qualcosina. Non si è sempre dimostrato impenetrabile, anzi. Però aveva due colossi a protezione della propria porta: Amir Rrahmani sul centro-destra, Kim Min-jae sul centro-sinistra. E ha chiuso il campionato con la difesa meno battuta di tutte quante: appena 28 reti al passivo, due in meno rispetto alla Lazio regina dei clean sheet.

    Kim ha sorpreso tutti, semplicemente perché in pochi lo conoscevano davvero. Rrahmani, al contrario, lo conoscevamo già. Ma che potesse far così bene senza Koulibaly, l'accentratore di elogi e occhi a cuoricino, non era scontato.

    Kim e Rrahmani, oggi, non ci sono. O meglio: l'ex veronese c'è, sì. Solo che si è infortunato in casa del Braga, nell'esordio in Champions League, e solo un miracolo medico-sportivo gli consentirà di essere in campo contro il Real Madrid. Un gran problema.

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  • DA SECONDE SCELTE A TITOLARI

    E così, tocca a chi fino a qualche tempo fa era al secondo (o terzo) posto nelle gerarchie. Già a Bologna, nella gara di campionato di domenica 24 ottobre, la difesa del Napoli dovrebbe essere composta da Leo Ostigard e da Juan Jesus.

    Il primo, entrato al posto di Rrahmani in Portogallo, nello scorso campionato è sceso in campo appena 7 volte, delle quali 4 da titolare. Il secondo ha giocato di più, rivelandosi un cambio tutto sommato affidabile in caso di problemi fisici, di squalifiche, di assenze per qualsiasi motivo dei due titolari, ovvero Rrahmani e Kim.

    È la rivolta delle ex riserve. E non è il sequel del film del 2009 con Jennifer Garner e Matthew McConaughey: è la realtà, ed è piuttosto preoccupante. Fuori i due titolari, dentro i loro sostituti. Garcia, già nel mirino della critica nel contesto di un avvio di stagione tutt'altro che brillante, sarà costretto a fare di necessità virtù.

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  • Natan Napoli Apollon 2023 2024Getty Images

    IL MISTERO NATAN: QUANDO TOCCHERÀ A LUI?

    E poi c'è Natan. Che in teoria avrebbe dovuto essere l'erede di Kim, ma che nella pratica si è visto in campo solo negli ultimissimi minuti della partita di Braga, utili per "realizzare un sogno d'infanzia", come da lui stesso ammesso dopo la sfida.

    "Ci siamo dedicati a lui in questa pausa - ha detto Rudi Garcia alla vigilia di Genoa-Napoli, finita 2-2 una settimana fa - nella preparazione non abbiamo avuto tempo di lavorare con lui perché è arrivato sette giorni prima di Frosinone e con un fastidio al ginocchio. Ma ora lo sta risolvendo".

    Il problema è che Natan è mancino come Juan Jesus. E dunque, in sostanza, è un doppione del connazionale. Ma il titolare in questo momento è l'ex romanista, al Napoli da più tempo e già inserito nei meccanismi di squadra.

  • DATI PREOCCUPANTI

    E così, mentre tenta faticosamente di uscire dal momento no in cui si è andato a infilare, il Napoli si vede costretto a registrare un rendimento difensivo da brividi. Specialmente, ovvio, per chi solo pochi mesi fa si laureava campione d'Italia con un margine abissale su qualsiasi concorrente.

    In attesa dell'impegno di Bologna, la squadra di Garcia ha disputato fin qui cinque partite tra campionato e Champions League. E in quattro di queste non è riuscita a tenere la porta chiusa. Anzi: ne ha presi un paio sia con la Lazio che col Genoa, riuscendo in quest'ultimo caso a evitare la sconfitta grazie a una provvidenziale rimonta.

    Complessivamente, il Napoli ha già incassato sei reti. Più di una a partita. Lo scorso anno, di questi tempi, erano quattro, ma due di queste nella gara d'esordio vinta 5-2 a Verona. Dati da invertire, se Osimhen e compagnia intenderanno davvero tenersi quel simbolo tricolore cucito sul petto.

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