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Gianluca Mancini ItalyGetty Images

La rivincita di Gianluca Mancini: tre anni dopo la grande beffa vuole conquistare l'Italia

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Inizio giugno 2021. A poco più di dieci giorni dall'esordio agli Europei, in programma l'11 all'Olimpico di Roma contro la Turchia, Roberto Mancini annuncia ufficialmente i convocati dell'Italia per il primo torneo itinerante della storia.

Ci sono i grandi vecchi della rosa, da Leonardo Bonucci a Giorgio Chiellini. Ci sono Lorenzo Insigne, Nicolò Barella, Ciro Immobile, Gigio Donnarumma, Federico Chiesa e tutti gli altri che - ma in quel momento non lo sapevamo ancora - un mese e mezzo più tardi avrebbero condotto la nostra nazionale sul tetto d'Europa.

Gianluca Mancini no, non c'è. Nessuna solidarietà tra omonimi: l'altro Mancini, Roberto, ha deciso di non inserirlo nel gruppone dei magnifici 26. Al suo posto, dentro Rafael Toloi: toccherà all'ex compagno all'Atalanta farsi trovare pronto nei (rari) momenti in cui il ct avrà bisogno di lui.

  • BALLOTTAGGIO E DELUSIONE

    Mancini e Toloi erano in ballottaggio per il posto di nono difensore al fianco di Chiellini, Bonucci, Acerbi, Di Lorenzo, Florenzi, Spinazzola, Bastoni ed Emerson. Fin quasi alla fine il favorito pareva essere il romanista, poi l'italo-brasiliano ha rimontato e tagliato il traguardo.

    "Rabbia, frustrazione e delusione": questi, scriveva il Messaggero il giorno dopo, erano i sentimenti provati da Mancini per non essere riuscito a rimanere nella lista dei 26 convocati, dopo essere stato inizialmente inserito in quella semi-definitiva dei 28.

    A pesare sulla scelta dell'altro Mancini sarebbe stato principalmente un fattore: le troppe reti incassate nella stagione precedente dalla Roma, allora allenata da Paulo Fonseca. Nello specifico: 58 in campionato, 17 in Europa League, 4 in Coppa Italia. L'anno prima erano stati 51, 9 e 3.

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  • TRE ANNI E UN MESE DOPO

    Acqua passata. Il presente è a tinte azzurre anche per Mancini. Che nel tardo pomeriggio di oggi prenderà in mano le redini della difesa dell'Italia e indosserà la maglia da titolare che fin qui è stata di Riccardo Calafiori, impossibilitato a sfidare la Svizzera causa squalifica.

    "Mancini prenderà il posto di Calafiori - ha annunciato nella conferenza della vigilia Luciano Spalletti - è un giocatore che ha esperienza e comunque è meglio giocare con un destro ed un mancino al centro”.

    Il centrale della Roma ha vinto la concorrenza del granata Buongiorno. Un altro che, teoricamente, avrebbe potuto prendere il posto dell'infortunato Acerbi nell'undici titolare azzurro, prima che la scelta di Spalletti ricadesse su Calafiori.

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  • UNA STAGIONE ECCELLENTE

    Mancini, del resto, è il pilastro difensivo della Roma. Lo era con José Mourinho e il suo status non è cambiato con l'arrivo in panchina di Daniele De Rossi, a gennaio.

    Solido, arcigno, mai domo, l'ex atalantino ogni tanto va oltre. In campo, con interventi al limite e un atteggiamento a volte sopra le righe, e fuori (ricordate la bandiera esposta dopo il derby?). Però rappresenta il romanismo, un simbolo nel quale la gente giallorossa può identificarsi. Anche se non è nato e cresciuto a Roma, come Francesco Totti, Lorenzo Pellegrini e Alessandro Florenzi.

    Impossibile, poi, ignorare il contributo offerto da Mancini in zona realizzativa. Come si è ampiamente notato ad aprile: il 6 firmava la rete della vittoria nel derby, l'11 quella del colpo in casa del Milan nel quarto d'andata di Europa League, prima di ripetersi al ritorno una settimana più tardi.

    Il rendimento difensivo della Roma, a dire il vero, non è stato da grande squadra: 46 goal al passivo, peggio tra le prime dieci hanno fatto solo Milan e Napoli. Ma Bonucci e Chiellini non ci sono più e Acerbi e Scalvini si sono fatti male. E così, stavolta, nessuno ha levato a Mancini la chiamata in azzurro.

  • ESORDIO IN UN GRANDE TORNEO

    Per il Mancio di Roma si tratterà dell'esordio in un grande torneo per nazionali. Nel 2021 non c'era, come già ricordato. E in Qatar, l'anno dopo, nemmeno ci siamo andati.

    Mancini ha esordito con l'Italia nel marzo del 2019, in un 6-0 contro il Liechtenstein. Con Spalletti ha fatto parte della rosa in tutti i giri di convocazione, dallo scorso settembre a oggi. Anche se negli Stati Uniti, la tournée di marzo contro Venezuela ed Ecuador, è volato solo in un secondo momento per sostituire Acerbi, coinvolto nel celebre caso con Juan Jesus.

    Nelle prime tre partite, contro Albania, Spagna e Croazia, Gianluca è rimasto in panchina dal primo al 90': zero minuti giocati. L'ultima presenza risale al 4 giugno, contro la Turchia in amichevole. Questa sera avrà la chance di mettersi in luce di fronte all'Europa intera: se l'Italia avanzerà nel proprio percorso, potrà contare su un elemento in più.

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