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Caprile Cagliari EmpoliGetty Images

La rivincita di Caprile: dai playoff persi contro il Cagliari al 94' al rigore parato a Viola

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Le vie del destino, a volte, sono davvero infinite. Prendete Elia Caprile: se fino a oggi qualcuno gli avesse menzionato il termine "Cagliari", inteso come squadra di calcio, il portiere dell'Empoli non l'avrebbe presa benissimo. Ma ora, se non altro, il rapporto si è fatto un po' meno conflittuale.

Detto senza troppi fronzoli: se la squadra di Aurelio Andreazzoli è riuscita a portare a casa un punto dall'Unipol Domus, il merito è stato soprattutto di Caprile. Si è rivelato decisivo in almeno due occasioni, il portiere di proprietà del Napoli. Ha sbarrato la porta a Viola, l'ha chiusa anche a Petagna. Alla fine è stato lui l'eroe di Empoli che, nel primo tempo, aveva sognato addirittura di tornare a casa con una vittoria.

Nel caso di Caprile sì, potete chiamarla anche rinascita. Perché in fondo è di questo che si tratta. In tutti i sensi.

  • LE LACRIME DELLA FINALE PLAYOFF

    11 giugno 2023, stadio San Nicola di Bari, finale di ritorno dei playoff di Serie B. Ai pugliesi basta un semplice pareggio per approdare in Serie A, in virtù del miglior piazzamento nella stagione regolare rispetto ai sardi e dell'1-1 conquistato fuori casa all'andata.

    Tra i pali del Bari c'è proprio Caprile. Che fino all'ultimo è convinto di aver portato a casa l'obiettivo, perché fino al 94' il risultato è di 0-0. Punteggio che, appunto, promuoverebbe il Bari. Solo che a un certo punto spunta dal nulla Leonardo Pavoletti, il cui guizzo ravvicinato vale la vittoria, la promozione in Serie A del Cagliari, un altro anno di purgatorio per i Galletti.

    Piange il Bari, piange Caprile. Anche se lui in A ci andrà comunque, preso dal Napoli e poi prestato all'Empoli. Ma certe delusioni no, non si possono dimenticare così in fretta.

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  • Cagliari EmpoliGetty Images

    L'ERRORE CANCELLATO DAL VAR

    Ecco perché, più di cinque mesi più tardi, a un certo punto di Cagliari-Empoli certi ricordi infausti sono improvvisamente riaffiorati. Al 66', per la precisione. Ovvero il momento in cui Viola ha fatto spiovere in area su punizione un pallone velenoso, che si è andato a infilare direttamente in porta in maniera abbastanza inconcepibile.

    Errore di Caprile, netto. O almeno, così è sembrato a prima vista. "Caprile dolce dormire", avrebbe scritto qualche pagellista con il senso dell'umorismo e la tastiera al cianuro. Sarebbe stato un gioco di parole piuttosto azzeccato.

    E invece no: l'arbitro Maresca è stato richiamato dal VAR per un on field review, giudicando irregolare un'ancata di Pavoletti sullo stesso Caprile. Carica sul portiere, fallo, goal annullato, punizione Empoli. Sospiro di sollievo. Incubi che hanno lentamente cominciato a svanire.

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  • IL RISCATTO

    E poi, ecco il momento clou. Minuto 82: sempre Pavoletti, sempre lui, è stato colpito in area con una manata dall'ex Walukiewicz e Maresca ha indicato il dischetto. Di nuovo gli incubi, di nuovo tristi ricordi ad affiorare come un iceberg dal mare.

    Ma Caprile ha indossato i panni del supereroe. Ha indovinato l'angolo del sinistro dal dischetto di Viola, ha respinto, ha tenuto il punteggio inchiodato sullo 0-0. E si è rifatto ampiamente della mezza incertezza precedente.

    Non solo: nei minuti finali Caprile si è ripetuto, togliendo dalla porta chissà come un sinistro incrociato di Petagna da pochi passi. Prendendosi definitivamente la propria rivincita e levando gli ultimi grammi di dubbio dalla testa di Andreazzoli.

  • Caprile Empoli LazioGetty Images

    IL RIBALTONE TRA I PALI

    Già, perché fino a un paio di partite fa il titolare della porta dell'Empoli era Etrit Berisha. Ovvero il teorico dodicesimo nelle gerarchie azzurre, prima di un cambio di rotta obbligato dagli eventi.

    Stagione complicata, quella di Caprile. Il numero uno doveva essere lui, schierato da Andreazzoli all'esordio contro il Verona. L'infortunio alla caviglia di fine agosto ha rimescolato le carte, riportando in auge Berisha. Che si è tenuto il posto anche dopo il rientro del collega, illudendosi di essere definitivamente balzato al primo posto nella gerarchia.

    Contro la Lazio, il nuovo ribaltone: Caprile titolare, Berisha in panchina. Una scelta che il tecnico ha riproposto a Cagliari, venendo premiato dai fatti. Alla faccia dei ricordi tristi.

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