C'era una volta l'undici fisso del Napoli. Un equipo de memoria, per dirla come i sudamericani. Ovvero quella formazione che Antonio Conte, girando a proprio piacimento l'assenza dalle coppe e sfruttando la possibilità di limitare al minimo il turnover, era riuscito a trovare.
Oggi, un po' sorprendentemente, quell'undici fisso non c'è più. Semplicemente perché non ci sono due cardini del Napoli da battaglia, capace di risalire la china e prendersi il primo posto dopo l'avvio choc di Verona: Khvicha Kvaratskhelia se n'è andato a Parigi per giocare col PSG, David Neres è infortunato.
In pratica, i due interpreti della corsia mancina offensiva nel 4-3-3 di Conte si sono tolti di mezzo uno dopo l'altro. E contando che il nuovo acquisto Okafor è reduce da mesi in cui ha giocato pochissimo, nonché da un fastidioso infortunio, ecco la scelta di ribaltare tutto: in soffitta il tridente, riecco quella difesa a tre che qualche soddisfazione - eufemismo - a Conte in carriera l'ha portata.
Con la Lazio è andata discretamente, ma non benissimo. Dal punto di vista complessivo, che ha visto i biancocelesti imporsi per buoni tratti della gara, e del risultato, una vittoria sfumata nel finale che ancora brucia. Ma l'Olimpico è alle spalle. Alle porte c'è un'altra trasferta a Como, contro i lariani di Cesc Fabregas. Altra insidia, altri dubbi di formazione. Non pochi.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



