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La presentazione di Buongiorno al Napoli: i motivi della scelta, il dialogo con Conte e perché ha rifiutato la Juventus

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A Napoli è stata la giornata di Alessandro Buongiorno. L'ex difensore del Torino, prelevato nelle scorse settimane, è stato presentato dagli azzurri come nuovo rinforzo per le prossime stagioni.

Non si è trattato di una presentazione spettacolare come quella riservata ad Antonio Conte, ma la curiosità era alta lo stesso. Anche e soprattutto perché Buongiorno ha rappresentato fino a questo momento la principale operazione di mercato messa a segno dal Napoli in entrata.

Ecco dunque le risposte del nazionale azzurro, reduce dalla partecipazione a Euro 2024, ai giornalisti presenti.

  • I DIALOGHI CON CONTE

    "Mi volevano tante squadre - le parole di Buongiorno - io sono legato al Torino, ma era arrivato il momento di fare questo passo per la mia crescita. Il Napoli mi ha fatto sentire le dimostrazioni di affetto dopo che sono uscite le prime voci, poi con Conte e Manna ci siamo sentiti durante gli Europei.

    Con Conte ci siamo sentiti un paio di volte, parlare con lui mi ha gasato molto. Mi ha fatto sentire importante, mi ha dato fiducia. Non vedo l'ora di ripagarla in campo".

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  • LA POSIZIONE IN CAMPO

    "In questi anni ho giocato in tutti i ruoli della difesa, anche se soprattutto da centrale in una difesa a tre. Io posso essere schierato ovunque senza problemi. Anche se giocare da centrale, forse, rispecchia maggiormente le mie caratteristiche".

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  • IL NO ALLA JUVENTUS

    "Io sono cresciuto e ho giocato nel Torino, ho detto i nomi del Grande Torino a Superga. Mi sembrava di tradire in primis me stesso".

  • L'APERTURA ALL'INTER DELL'AGENTE

    "Io lascio sempre parlare il mio agente. Per quanto mi riguarda sono stato contento di essere stato contattato dal Napoli e di aver parlato con Conte e Manna, che più volte è venuto a Milano da me e dal mio procuratore. Sono felice di questa scelta".

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  • OSIMHEN E LUKAKU

    "Victor è stato ostico da marcare, la sua velocità la conosciamo tutti. Marcare a uomo Lukaku è stato molto difficile, è molto grosso. Per quanto riguarda le marcature degli attaccanti, bisogna studiare molto, osservare i loro movimenti e il modo in cui vengono serviti dai compagni".

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