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Dybala SolazziGetty/YouTube

La pazza idea dell'italiano Giovanni Solazzi: "Mi piacerebbe portare Dybala al Cancún"

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Giovanni Solazzi è un trentenne italiano che lavora in Messico: è il vicepresidente e direttore generale del Cancún FC, squadra locale nata solo da poco tempo e attualmente terza nella seconda divisione locale, la Liga de Expansión.

Fino a pochi anni fa, il Cancún nemmeno esisteva: è stato creato nel 2020, durante il Covid. Oggi Solazzi sogna l'approdo nella massima serie messicana e molto altro: un colpo di mercato in stile Paulo Dybala, ad esempio.

Desideri e sogni nel cassetto che l'italiano ha raccontato in un'intervista rilasciata a Calciomercato.com.

  • IL MESSICO

    "Uno dei miei mentori nella Columbia University di New York mi aveva presentato un progetto sul quale stava lavorando con Netflix: una serie che parlava di una squadra fittizia messicana; andò benissimo, tanto che si vendevano più magliette di questa squadra che di quelle vere.

    Dopo un periodo durante il quale ho lavorato con Andrea Radrizzani nel Leeds ho un nuovo progetto insieme a Jeff Luhnow, un businessman americano che aveva già investito nel baseball in MLB: dopo un'esperienza di un anno e mezzo con un altro club abbiamo comprato il Cancún".

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  • CALCIO E JACUZZI

    "La squadra è nata a maggio 2020 in pieno Covid, quando l'abbiamo presa aveva un solo anno e rappresenta la seconda meta turistica a livello mondiale. Non c'era nulla, siamo partiti da zero diventando oggi la squadra più giovane del Messico, con la dirigenza più giovane e i tifosi con l'età media più bassa di tutto il Paese. Ma c'è molto altro.

    Lo stadio era abbandonato, l'abbiamo fatto diventare una sorta di centro commerciale. Nell'impianto abbiamo costruito una jacuzzi, c'è il barbiere, il tatuatore e come prossimi progetti vorremmo inserire una casa sull'albero e una zipline".

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  • I RAPPORTI COI FRIEDKIN

    "Ho 30 anni e da tre sono vicepresidente e direttore generale, ma mi occupo di tutta l'organizzazione del club: il presidente è Jeff, ma venendo in Messico sei giorni all'anno la gestione generale ce l'ho io in mano. Fino a qualche anno fa ho fatto spesso su e giù tra il Messico e Roma perché con i Friedkin avevamo iniziato una collaborazione sull'analisi dati, ma dopo i primi sei mesi ci siamo resi conto che avevamo molto lavoro e non saremmo riusciti a seguire tutto".

  • IL SOGNO DYBALA

    "Il mio sogno è portare Carlos Vela a Cancún. Lui è nato qua e da noi lavorano i suoi due fratelli. Un altro nome che mi piacerebbe portare è Dybala, conosco l'agente e da noi c'è una grande comunità argentina. Se saliamo in prima divisione possiamo lavorare davvero a un grande colpo, la nostra idea è fare quello che ha fatto l'Inter Miami in MLS con la differenza che qui abbiamo una disponibilità economica maggiore".

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  • IN ITALIA SOLO LA ROMA

    "Al momento non sono molto interessato, mi è capitato spesso che con me fossero prevenuti per via dell'età. Si pensa che un ragazzo giovane non possa fare grandi cose, esiste una mentalità gerarchica che all'estero non hanno. Purtroppo la mentalità è un po' limitata, l'unica proposta che potrebbe farmi cambiare idea è se dovesse arrivare un'offerta importante dalla Roma: mi piacerebbe vincere uno scudetto con i giallorossi per la passione che c'è in quella città".

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