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Filippo InzaghiGetty Images

La missione di Pippo Inzaghi dopo tre promozioni, esoneri e retrocessioni: tenersi finalmente stretta la Serie A

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"Mister promozione" lo ha fatto di nuovo: Filippo Inzaghi ha guidato il Pisa verso il ritorno in una Serie A dalla quale i toscani mancavano addirittura da 34 anni, dai tempi di Romeo Anconetani e Mircea Lucescu.

Lo ha fatto di nuovo, Inzaghi, nel senso che per il più anziano dei fratelli allenatori una scalata da una serie all'altra non è certo una novità: era già accaduto due volte nel corso della sua carriera in panchina, fin qui decisamente più sofferta rispetto alla prima vita da centravanti.

E ora, per Inzaghi, alle porte si staglia un nuovo obiettivo: consolidarsi in quella massima serie che più volte lo ha masticato e sputato rapidamente rispetto alle sue ambizioni.

  • LA PROMOZIONE DI VENEZIA

    Inzaghi ha ottenuto la prima promozione da allenatore nel 2017, alla guida del Venezia: dalla Lega Pro, campionato vinto con tre giornate d'anticipo, alla Serie B. Sfiorando poi il clamoroso doppio salto 12 mesi più tardi, salvo fermarsi nella semifinale playoff contro il Palermo.

    La carriera di Inzaghi, in pratica, è ripartita proprio in Veneto. Pippo era reduce dall'annata complicata alla guida della prima squadra del Milan e poi da un anno sabbatico. Nell'estate del 2016 ha accettato di scendere due volte di categoria e i fatti gli hanno dato ragione. La rinascita post fallimento del Venezia, che oggi gioca in Serie A, è cominciata con lui.

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  • IL BIS COL BENEVENTO

    L'exploit in Laguna è valso a Inzaghi la sospirata nuova chiamata dalla Serie A: il Bologna ha scelto lui per guidare la squadra nel 2018/19. Non è andata bene: Pippo lo ha lasciato in zona retrocessione, venendo sostituito a stagione in corso dal cavallo di ritorno Sinisa Mihajlovic.

    Il rapporto complicato con la Serie A è nato proprio in Emilia. Ma se dopo la tempesta arriva sempre il sole, dopo il licenziamento in rossoblù Inzaghi è di nuovo ripartito dalle serie minori. Questa volta dalla B, col Benevento.

    In Campania Inzaghi ha costruito il vero capolavoro della propria avventura in panchina: nel 2020 i sanniti hanno dominato il campionato, chiudendo al primo posto e conquistando la seconda promozione in Serie A della propria storia.

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  • GLI ULTIMI ESONERI

    Da quel momento in poi la carriera di Inzaghi ha preso una parabola discendente. Quella di Benevento è stata prima di oggi l'ultima soddisfazione vera, totale, del fratello d'arte prima di una serie di disavventure durate fino a Pisa.

    Tutto è nato con la retrocessione dalla Serie A alla Serie B con i giallorossi, protagonisti di un bel girone d'andata prima di crollare inaspettatamente nel ritorno. Non è andata bene neppure a Brescia: altro esonero, stavolta in cadetteria, dopo aver sognato a lungo una nuova promozione. Alla Reggina Inzaghi ha invece fatto bene, ma i playoff gli sono stati nuovamente fatali, stavolta al primo turno contro il Sudtirol.

    L'ultima comparsata in A di Inzaghi risale alla scorsa stagione: arrivato alla Salernitana nell'ottobre del 2023 in sostituzione di Paulo Sousa, non è riuscito a rialzare le sorti già segnate dei campani, durando appena quattro mesi e venendo a sua volta licenziato per far spazio a Fabio Liverani.

  • OBIETTIVO CONSOLIDAMENTO

    Si torna dunque al discorso iniziale. E alla missione di Inzaghi a Pisa: consolidarsi in Serie A, togliersi di dosso l'etichetta di allenatore capace appena di lottare per una promozione, magari avvicinare il fratello Simone, che in questo momento si sta giocando l'accesso a un'altra finale di Champions League.

    Qualche delusione di troppo, le difficoltà degli esordi al Milan, due esoneri brucianti, una retrocessione: la sua carriera fin qui non è proseguita di pari passo con quella dell'altro Inzaghi. Che da calciatore non era bravo come lui, ma che da allenatore sta ottenendo risultati migliori rispetto a lui.

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