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Luciano Spalletti JuventusGetty Images

La metamorfosi della Juventus è anche tattica: con Spalletti sprazzi di 4-2-3-1

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Con l'arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, in molti ipotizzavano un cambio modulo radicale e immediato.

Il tecnico di Certaldo invece è entrato nell'universo bianconero in punta di piedi, scegliendo di ribaltare momenti e scenari psico-tattici senza calcare troppo la mano nell'immediato.

In principio avanti con la linea Tudor, seppur con le dovute modifiche legate alla propria visione di calcio; nelle ultime uscite, invece, al netto di distinte e tabellini il 3-4-2-1 si sta trasformando sempre più in un 4-2-3-1. Parliamo di schemi 'liquidi' messi in atto parallelamente a seconda delle situazioni di gioco, ma pur sempre di metamorfosi si tratta.


  • IMPRINTING SPALLETTIANO

    Il ritorno alla difesa a 4, d'altronde, è un qualcosa che Spalletti non ha mai escluso. Neanche durante la conferenza di presentazione, occasione che però fu utile a chiarire come l'imprinting sarebbe stato graduale.

    "Il vestito migliore per questa Juve? Può darsi che nell'immediato si dia seguito a quanto trovato e fatto finora. Chiaro che poi ci sono alcuni calciatori che preferirebbero giocare in caselle differenti in alcuni casi e perciò serve disponibilità, ma si andrà a fare anche qualcosa di diverso con la difesa a 4 anziché la difesa a 3".

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  • LA 'FORMULA' MIRETTI

    Paradossale, nonché inatteso, che a fornire l'assist perfetto per procedere con una più convinta trasformazione del modulo - anche alla luce dell'infortunio di Conceicao - sia stato un calciatore che ad inizio stagione sembrava fuori dal progetto e con le valigie in mano: Fabio Miretti.

    Rientrato dal prestito al Genoa, il centrocampista ha risolto i guai fisici e man mano è tornato a dire la sua ritagliandosi sempre maggior spazio e considerazione nelle gerarchie della Signora.

    Spalletti, da sempre innamorato di calciatori capaci di dare del tu al pallone, si è tenuto stretto le doti tecniche di Miretti concedendogli anche chances dall'inizio, ripagate con gli interessi sia col Sassuolo che contro la Cremonese.

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  • 3-4-2-1/4-2-3-1

    Ed allora eccolo un punto focale del passaggio velato dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 a partita in corso, ossia la posizione in campo dell'ex Genoa: piazzato tra le linee, Spalletti gli dà l'agio di districarsi centralmente allargando Yildiz a sinistra ed alzando McKennie nella posizione di ala destra.

    Lo statunitense, altra pedina chiave dello scacchiere, da 'quinto' sale a fungere da esterno alto e completa la batteria di trequartisti a sostegno della punta (Openda o David che sia) insieme al turco e Miretti.

    Conseguenza? Cambiaso da esterno sinistro a tutta fascia scivola terzino, Kalulu da braccetto si allarga sull'out opposto e nel cuore della difesa restano Bremer e Kelly (oppure Koopmeiners, riportato alle origini della carriera da Spalletti in più di un'occasione).

  • COME CAMBIA LA JUVENTUS DURANTE LA PARTITA

    JUVENTUS COL 3-4-2-1: Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Miretti, Yildiz; David.

    JUVENTUS COL 4-2-3-1: Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; McKennie, Miretti, Yildiz; David.

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  • CURA SPALLETTI NELLA TESTA E NELLE IDEE

    Insomma, la cura Spalletti ha riportato la Juve in alto e le sta consentendo di coltivare speranze Scudetto, voltando definitivamente pagina col trend incerto ed altalenante vissuto sotto le gestioni Thiago Motta e Tudor.

    Un rilancio sia mentale che tecnico-tattico, nel quale si mescolano esperienza e capacità dell'ex ct nell'essersi a sua volta saputo riciclare gettandosi alle spalle la parentesi flop vissuta alla guida dell'Italia. Che dire, ad oggi un matrimonio ideale e proficuo per tutti.

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