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Simone Inzaghi Inter Bayern 16042025Getty Images

La mano di Inzaghi sull'Inter al top: nella storia con un'identità

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È l'Inter di Simone Inzaghi.

Sull'ascesa europea dei nerazzurri c'è l'inconfutabile mano dell'allenatore piacentino, vero deus ex machina di una squadra che per la seconda volta negli ultimi quattro anni riesce a rientrare nel mini-lotto delle migliori 4 squadre d'Europa.

La Champions League vede nuovamente protagonisti Lautaro e compagni, in grado come nel 2023 di candidarsi a possibili vincitori del trofeo per club più prestigioso del continente eliminando una delle avversarie favorite per il trionfo finale.

Finale che il Bayern pregustava di poter giocare nel proprio fortino e che invece, con un'Inter così, potrebbe vedere ancora una volta un'italiana a tentare di alzare la Coppa dalle grandi orecchie facendo il paio con quanto avvenuto ad Istanbul contro il Manchester City. Augurandosi, nel caso, che l'epilogo sia diverso.


  • INTER INZAGHIANA IN TUTTO E PER TUTTO

    Questa Inter si può tranquillamente definire inzaghiana: le idee studiate e trasferite sul campo ai propri calciatori sono state assimilate e sfociano nella scalata al top del calcio europeo dei nerazzurri, protagonisti non solo in Serie A ma anche al di fuori dei nostri confini.

    Simone ha fornito un'identità precisa alla propria creatura, rendendola spesso ai limiti del perfetto per organizzazione e DNA ambizioso: il tutto accompagnato dall'enorme qualità dei suoi leader tecnici, sugli scudi nel momento del bisogno.

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  • PAROLA CHIAVE: IDENTITÀ

    Anche contro il Bayern, l'Inter ha mostrato in pieno l'identità costruita da chi la guida in panchina: trame unite ad una solidità difensiva ormai tassello chiave per il mosaico che si sta facendo ammirare e apprezzare, fondato su forza, carattere e lampi dei singoli.

    I nerazzurri quando vanno in campo sanno perfettamente cosa fare, sfruttando l'impronta forgiata nel ciclo felicissimo dal proprio allenatore bravissimo nel gestire a dovere le risorse e mettere in difficoltà anche corazzate come quella tedesca, capace di spaventare ma non passare.

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  • IL 'MAGO' INZAGHI

    Ciò che stiamo raccontando si converte in una statistica che dimostra la bontà del progetto Inzaghi, creato, coltivato ed ora all'apice di una fioritura europea da sogno: il tecnico emiliano, eliminando i bavaresi, è diventato l'unico altro allenatore insieme ad Helenio Herrera a raggiungere almeno due semifinali di Champions (il 'Mago' ci riuscì ben 4 volte e naturalmente nella vecchia Coppa dei Campioni). Un parallelismo che rappresenta un onore e un'investitura per quanto sta producendo l'Inter, capitanata dall'uomo piazzato al timone dal 2021.

  • COMPLETARE L'OPERA

    Adesso occorre completare un puzzle meraviglioso, fatto di calendario intricatissimo e sfide affascinanti che ad oggi rendono possibile il sogno Triplete. Inzaghi alla Mou, se possibile - per gioco e un materiale umano modellato senza campioni come quelli in rosa nel 2009/2010 - addirittura meglio dello Special One. E lo diciamo al netto della leggendaria impresa compiuta da José.

    L'Inter di oggi si gode una difesa ermetica, le leadership dei suoi centrocampisti, gamba e talento degli esterni e una ThuLa letale tra guizzi e intesa dentro e fuori dal campo. Questo gruppo sogna e fa sognare, ma il difficile (strano dirlo dopo aver mandato a casa il Bayern), in corsa su tre fronti e col Barça sull'uscio, viene adesso.

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