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Gigot Lazio BolognaGetty Images

La Lazio manda a segno tutti: 13 giocatori diversi già in goal in Serie A, come i biancocelesti solo l'Inter

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Sembrava una partita stregata, nonostante una superiorità numerica durata un'ora circa. E invece, come per magia, la Lazio si è sbloccata d'un colpo e poi ha dilagato anche contro il Bologna, portando avanti una striscia vincente che sta ormai diventando lunghissima.

Gigot ha aperto le marcature al 68', con un colpo di testa a porta vuota su corner di Zaccagni. Lo stesso Zaccagni ha raddoppiato poco dopo con il suo solito destro a giro, ormai un marchio di fabbrica. E alla fine c'è stata gloria pure per Dele-Bashiru, in contropiede, a infilare il dito nelle piaghe di un avversario ormai demoralizzato.

Notate qualcosa? Esatto: se Zaccagni è ormai un habitué nel lasciare il segno (5 goal in campionato), gli altri due proprio no, non lo sono. Ed è proprio questo uno dei segreti di una squadra in volo nell'altissima classifica.

  • PRIME VOLTE

    Gigot e Dele-Bashiru non avevano mai segnato in Serie A prima di oggi. Ironia della sorte, Lazio-Bologna l'hanno cominciata entrambi in panchina: l'ex OM è entrato in campo all'intervallo per un problema fisico di Romagnoli, il nigeriano nel finale al posto di Castellanos.

    Entrambi avevano giocato pochissimo fino a questo momento. Gigot ha iniziato a prendere piede nelle rotazioni di Baroni alla fine di ottobre, soprattutto in Europa League. Dele-Bashiru ha iniziato la stagione da titolare, perdendo rapidamente il posto dopo l'arrivo dalla Salernitana di Dia.

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  • 13 GIOCATORI A SEGNO

    Il dato, dopo la bella vittoria contro il Bologna, è però un altro: con Gigot e Dele-Bashiru sono diventati 13 i giocatori della Lazio a segno almeno una volta nelle prime 13 giornate di campionato.

    I due capocannonbierei della squadra di Baroni sono Castellanos e Zaccagni, in testa ex aequo con 5 centri. A seguire Dia, che ne ha 4. Il compito principale di suddividersi il bottino realizzativo di Ciro Immobile, in sostanza, è stato assegnato a loro tre. A seguire l'eterno Pedro, in rete tre volte, e Noslin (due).

    E poi ci sono tutti quelli che, in sordina, hanno infilato una volta la palla in una porta avversaria: Gigot e Dele-Bashiru, appunto, ma anche Gila (a Firenze), Patric e Tchaouna (a Como), Vecino (col Genoa), Isaksen (a Udine) e Guendouzi (a Torino contro i granata).

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  • COME L'INTER

    La Lazio è in compagnia illustre in questo senso: a quota 13 giocatori con almeno un goal nel proprio bottino c'è anche l'Inter, ovvero la squadra teoricamente favorita per la conquista dello Scudetto.

    A Verona è andato a segno per la prima volta Correa, imitato da De Vrij e poi da Bisseck. I quali si sono aggiunti a loro volta ai vari Dumfries, Dimarco, Darmian, Zielinski, Frattesi, Calhanoglu, Mkhitaryan, Barella, Thuram e Lautaro Martinez.

    La particolarità? In questa lista non compaiono i nomi di due attaccanti: Arnautovic e Taremi, entrambi a segno in Champions League ma non ancora in campionato.

  • L'APPORTO DEI SUBENTRATI

    Tu chiamala, se vuoi, cooperativa del goal. Definizione abusata, forse, ma utile per descrivere il senso di collettività che, tornando a parlare di Lazio, la formazione di Marco Baroni sta emanando. L'unico modo per sopperire alle partenze estive di Immobile e Luis Alberto, ma anche di Felipe Anderson, era probabilmente questo.

    L'ennesima riprova che alla Lazio quasi tutto sta funzionando è data dall'apporto dei subentrati: come sottolineato da Opta dopo la partita col Bologna, "nessuna squadra ha segnato più gol della Lazio con giocatori subentrati a gara in corso in questa stagione nei maggiori cinque campionati europei: 8, al pari del Paris Saint-Germain". Gli ultimi, come detto, sono stati i già citati Gigot e Dele-Bashiru.

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  • BARONI: "IO NON LASCIO INDIETRO NESSUNO"

    Lo stesso Baroni ha affrontato l'argomento a DAZN, nel post partita di Lazio-Bologna, sottolineando l'importanza di avere una rosa costantemente sul pezzo e non soltanto 11 titolari.

    "Io vengo da campionati dove ho sempre avuto bisogno di tutti. Per me questa è una risorsa importante. Io alleno tutti, non lascio mai indietro nessuno. I ragazzi mi seguono, lo vedo negli allenamenti. So benissimo che se io do delle opportunità la squadra lo sente, lo gradisce e io lo rafforzo sempre di più. Sarebbe bello pensare sempre a 22 titolari, perché poi alla fine deve esserci questo, specialmente con tante competizioni, per essere all'altezza in ogni partita".

    A Parma, tra una settimana, giocheranno presumibilmente gli stessi: l'unico dubbio, oltre alle condizioni di Romagnoli, è legato al ballottaggio Vecino-Dia. Con la concreta possibilità che altri si aggiungano all'elenco dei marcatori, e che altri abbiano un impatto determinante dalla panchina. Per non fermare il volo della Lazio.

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