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JuventusGetty Images

Niente coppe, rosa, mercato: la Juventus può davvero vincere lo Scudetto?

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"Quando sei alla Juventus speri sempre di vincere, noi siamo in una fase di costruzione e il primo step dovrà essere arrivare in zona Champions, poi a campionato in corso vedremo: magari possiamo pensare anche allo Scudetto".

Se è vero che alla Juventus vincere è l'unica cosa che conta, qualche volta un po' di sano realismo non guasta. Se n'è reso conto anche Bremer, che in un'intervista all'edizione odierna della 'Gazzetta dello Sport' ha fissato come obiettivo principale l'ingresso nei primi quattro posti, quelli che porteranno in Champions League.

"Magari possiamo pensare anche allo Scudetto": perché poi il discorso va a finire sempre lì, ai trofei, ed in effetti pensare a una Juventus non vincente per quattro anni di seguito - esclusa la Coppa Italia portata a casa da Andrea Pirlo nel 2021 - è francamente impensabile.

Sogni e realismo, desideri e limitazioni. Con il mercato di mezzo e una rosa che potrebbe cambiare, anche in maniera piuttosto profonda, prima e dopo l'inizio del prossimo campionato. La domanda di fondo che a Torino si stanno ponendo, dunque, è chiara: questa Juventus può davvero competere per lo Scudetto?

  • JuventusGetty Images

    L'ASSENZA DALLE COPPE

    La Juventus non giocherà la Champions League, non giocherà l'Europa League e, dopo la sentenza FIFA di qualche giorno fa, non giocherà neppure la Conference League. Competizione, quest'ultima, che sembra essere vista più come un fastidio che come una reale opportunità, tanto che i bianconeri hanno deciso di non presentare neppure ricorso.

    I casi di squadre reduci da stagioni fallimentari, costrette a rimanere fuori dalle coppe e in grado di concentrare le energie unicamente su un campionato poi vinto non mancano: il Milan di Alberto Zaccheroni nel 1998/99, ad esempio, oppure la stessa Juventus, che con Antonio Conte diede via a un ciclo d'oro vincendo il suo primo campionato nel 2012.

    Perché sì, non avere il doppio impegno fa tutta la differenza del mondo. Ti permette di indirizzare la mente verso un solo obiettivo, fa risparmiare energie mentali e fisiche, elimina le priorità internazionali, riduce il rischio di infortuni. Ecco la carta, che a Torino sperano possa essere vincente, che la Juve ha tutta l'intenzione di giocarsi.

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  • Paul Pogba Juventus 2022-2023Getty Images

    LA QUESTIONE INFORTUNI

    Bel tasto dolente. Tanti, troppi i problemi fisici che nella scorsa stagione hanno minato la serenità dell'ambiente e la possibilità di Massimiliano Allegri di schierare l'undici che, in fondo, aveva sognato e programmato nell'estate precedente.

    Su tutto, ovviamente, spiccano i dubbi relativi alle condizioni fisiche di Paul Pogba. Come si ripresenterà il francese? Potrà finalmente lasciarsi alle spalle le lacrime di mesi e mesi di sofferenza, oppure il copione si ripeterà secondo uno schema ciclico (infortunio, attesa per il rientro in campo, rientro in campo, nuovo infortunio) e costantemente uguale a se stesso?

    Da capire anche se Federico Chiesa potrà tornare quello che era prima di farsi male a Roma, il campione che ha trascinato l'Italia di Roberto Mancini verso il trionfo europeo, il miglior giocatore del nostro calcio. Un altro tassello fondamentale nella costruzione di un sogno chiamato Scudetto.

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  • vlahovic lukakuGetty Images

    IL MERCATO, UNA NUBE NERA

    Poi, però, c'è la questione mercato. Sia in entrata che in uscita. Il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli lo ha definito "momentaneamente chiuso" dopo l'arrivo di Timothy Weah, ed è naturale che sia così: prima di poter acquistare, la Juventus dovrà probabilmente cedere un pezzo grosso della rosa, che si tratti di Dusan Vlahovic o dello stesso Chiesa.

    Proprio Vlahovic rimane il principale indiziato a una partenza. Con la presenza di Romelu Lukaku fissa sullo sfondo, nonostante proprio domenica il centravanti belga abbia confessato a qualche tifoso che "non credo l'affare si farà".

    Lavori in corso, e a poco più di due settimane dall'inizio della Serie A non è una notizia entusiasmante. Specialmente per Allegri, che ancora non sa con chi dovrà lavorare da settembre in poi. Senza dimenticare le vicende di contorno, come il caso Bonucci e la dichiarata volontà di trovare una nuova sistemazione all'ex capitano.

    Solo a mercato finito, insomma, si potrà scoprire il vero volto della Juventus. E capire, di conseguenza, se una squadra che nella scorsa stagione è stata così oscillante, pur ottenendo sul campo il terzo posto finale, possa davvero essere una candidata credibile per tornare sul tetto d'Italia.

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